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Fleming, si consuma il suolo nel silenzio delle Istituzioni

cemento-no-grazie.jpgSi riaccendono i riflettori sulla vicenda di via Città del Castello, al Fleming, dove l’ultimo lembo di verde presente nell’intero e popoloso quartiere sta soccombendo sotto le ruspe. Tre comitati locali, con una lettera inviata a Giovanni Caudo, assessore capitolino alla Trasformazione Urbana, e a Daniele Torquati, presidente del XV Municipio, cercano di sensibilizzare le nuove amministrazioni locali dopo essere rimasti inascoltati dalle precedenti. Per leggerla è sufficiente cliccare qui.

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7 COMMENTI

  1. Sono abitante in via Città di Cascia e sono anni che combattiamo per questo lembo di verde, abbiamo pagato un ricorso al TAR di tasca nostra creando un’associazione …. ma … il terreno è stato lottizzato nelle elezioni che hanno visto la polverini diventare presidente della regione, gli appartamenti dei palazzi che si costruiranno sono già stati “venduti” …. il gioco è lungo e ben sporco… il Fleming non avrà MAI un lembio di verde perchè il verde signori miei alla politica non rende…… e il quartiere è abitato da una parte di cittadini troppo disinteressati al bene comune e troppo interessati a correre dietro agli inciuci per il benessere personale…..

  2. Gent.ma signora De Leva Valenti, ci sono molte veritá nel suo commento, ma una “grave” inesattezza.
    Io non so cosa intende lei per lottizzato, ma posso garantirLe che l’area di Via Cittá di Castello è stata identificata dalle giunte Rutelli e Veltroni nelle precedenti amministrazioni, grazie ad uno strumento urbanistico chiamato “compensazione edificatoria”, espresso con la c.d. “variante delle certezze”.
    Nel 2002 la famiglia Pantanella, infatti, ha manifestato l’interesse ad aderire alla procedura di compensazione dei diritti edificatori afferenti … monte Arsiccio, mediante cessione del terreno in questione.
    In tutti questi anni sono stati richiesti i pareri agli enti preposti che sono stati tutti favorevoli. Tra di essi, con dispiacere, debbo riconoscere anche quello del Municipio XX all’inizio del 2003 (giunta Fasoli I)
    Nelle conferenze di servizio susseguitesi negli anni 2005-2009 sono stati recepiti i pareri favorevoli di ASL RM C, sovrintendenza, Regione Lazio (giunta Marrazzo) di cui Area a usi civici, difesa del suolo, valutazione impatto ambientale, urbanistica e beni paesistici, l’autoritá di bacino del Tevere.
    Il programma di trasformazione urbanistica è stato considerato conforme al PRG frettolosamente fatto dal Sindaco Veltroni. Il 12.02.2008 ed il tutto ratificato dal Comune di Roma con delibera 17 del 18.02.2010. (Giunta Alemanno).
    Nel 2011 è stato concluso l’accordo di programma per realizzare questa colata di cemento, ma sarebbe stato ben difficile impedirne la realizzazione dopo anni di lavoro e soldi pubblici spesi per la sua realizzazione.
    Io pure non condivido l’opportunitá politica di questa iniziativa che toglie l’ultimo polmone di verde al Fleming, tanto che durante una schermaglia politica di intorno ad un documento di bassissimo livello prodotto da alcuni consiglieri del PDL con un gruppo di commercianti della zona (si vedano i dettagli qui: https://www.vignaclarablog.it/2012050418811/fleming-progetto-definitivo-area-verde-via-citta-di-castello/)proposi un emendamento per chiedere al comune di Roma di rilocalizzare tanto “compensazione edificatoria”.
    Questo tentativo, sarebbe ingenuo negarlo, aveva ben poche possibilitá di realizzarsi, ma tant’è, comportava una responsabilitá politica non indifferente nella scelta di voto.
    Ebbene all’esito di quell’emendamento (votato per appello nominale) soltanto 4 persone votarono favorevolmente: Ariola e Mori (PDL a quel tempo) e Paris e Torquati (PD). Il resto del PDL votò compattamente contro, mentre parte del PD, strumentalmente, uscì dall’aula.
    Ora, lei vorrebbe attribuire la responsabilitá di tutto alla Polverini, sottointendendo un mercimonio elettorale che è ben difficile da ipotizzare dopo tanti anni di atti tecnico-politici che nemmeno Attorre e Landini, seppur con sensibilitá politica molto diversa dalla mia, si sognano di prefigurare.
    E allora mi pongo io il problema della sussistenza della Sua “buona fede”, signora de Leva Valenti.
    G.Mori
    Fratelli d’Italia

  3. Fu un Consiglio lunghissimo quanto accesissimo e, dal voto per appello nominale, emerse chiaramente (e trasversalmente), chi aveva a cuore il territorio (tra cui Todini, Bolis, Ariola e il sottoscritto…) e chi invece , vuoi per difendere decisioni “Veltroniane” , vuoi per altre motivazioni…, decise di votare favorevolmente la proposta di compensazione, edulcorandola con strumentali quanto pretestuose opere a servizio del quartiere.
    Sia a titolo personale che,soprattutto, per completezza d’informazione, chiedo alla Redazione di voler gentilmente pubblicare la delibera n. 3 del 2003 cui si fa cenno in un commento precedente e che sto inviando alla redazione via email.
    Grazie. Marco Perina

    NdR: per prendere visione del documento cliccare qui

  4. Da quello che mi è sembrato di capire la lottizzazione in questione non riguarda i terreni dell’ex Circolo Fleming; che ne sarà di quest’ultimo lembo di Collina Fleming non ancora edificato? E’ possibile sperare in un futuro non troppo lontano che si possa realizzare un’area di verde pubblico almeno lì ? L’utilizzazione di una parte di quel terreno a questo scopo forse avrebbe reso più accettabile a molti residenti del quartiere questa speculazione edilizia.

  5. Credo che alcune precisazioni possano essere utili per ristabilire la verità dei fatti.
    La delibera comunale della lottizzazione dell’area di Via Città di Castello è la n.46 del 27marzo 2003 in attuazione di una compensazione prevista del Piano regolatore generale di Veltroni adottato dal Consiglio Comunale con delibera n. 33 19/20 marzo 2003 e cioè appena 7 giorni prima. Nell’occasione il Consiglio Comunale diede prova di una efficienza e rapidità veramente straordinari.
    Sulla proposta di delibera il Municipio aveva già espresso con propria deliberazione del 14.1.2003 parere favorevole a maggioranza con 12 consiglieri a favore e 8 contrari, provocando una spaccatura all’interno degli stessi partiti. Tenuto conto della rivolta degli abitanti di Collina Fleming , il Municipio cerò di correre ai ripari con la risoluzione n. 47 del 16.12.2004, approvata questa volta ll’unanimità, salvo un astenuto, con la quale veniva “ribadita (?) l’assoluta contrarietà al progetto” e in via subordinata avanzava talune richieste al Comune, che questi si guardava bene dall’accogliere.
    A seguito della conclusione con parere positivo della Conferenza dei servizi nel 2011, il Sindaco Alemanno e la Presidente Polverini il 4 novembre 2011 hanno proceduto alla Firma dell’Accordo di Programma per dar via libera alla lottizzazione.voluta da Veltroni, nei cui confronti hanno agito quasi come esecutori testamentari.
    Contro la delibera di lottizzazione i cittadini di Collina Fleming hanno provveduto a loro spese a presentare ricorso al TAR nel 2003 rinnovato poi nel 2012 denunciando una lunga serie di irregolarità e di contraddizioni riscontrabili in tutta la documentazione che accompagna la lottizzazione.
    E’ singolare infine che il costruttore, che non risulta sia ancora in possesso del permesso a costruire e in presenza di un ponderoso ricorso al TAR, provveda alla pre-commercializzazione degli appartamenti come dal seguente sito
    http://www.parsitalia.it/news/67/nuove-residenze-bellevue-fleming-online-il-nuovo-sito-web-dedicato-alla-pre-commercializzazione/

  6. Seguo da anni la battaglia degli abitanti del FLEMING contro un’inaccettabile sorpruso, che non rispetta principi fondamentali della Costituzione, leggi urbanistiche, limiti all’attività amministrativa.
    Spero tanto che finalmente la nuova maggioranza mandi un segnale di discontinuità rispetto alle precedenti, e che i cittadini che ancora sperano nella giustizia non siano costretti a rimetterci soldi e tempo per far rispettare i diritti di tutti.

  7. Quello che mi fa tristezza, leggendo i vari botta e risposta, è che una questione di diritto dei cittadini di un quartiere pieno di bambini ed anziani, che di un parco pubblico avrebbero veramente bisogno, si riduca ad una mera questione politica, ad uno scarica barile sterile e inutile, frutto di anni di malaffare e aridità morale, dove l’unico interesse è stato il lucro per tutti.
    Invece di stare ancora a disquisire e a fare finta di avere avuto la questione realmente a cuore bisogna trovare il modo, fattivo e realistico, di bloccare questo scempio, di denunciare una volta per tutte gli sciacalli e di fare valere i diritti dei cittadini onesti con civiltà, facendo, finalmente, sentire che qualcosa sta cambiando nelle coscienze di tutti, e chi non è stato in grado di amministrare si taccia una volta per tutte

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