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Viale Tor Di Quinto e il Platanus Orientalis

tdq120.jpgViale Tor di Quinto è un bellissimo viale che da Ponte Milvio raggiunge la Via Flaminia; prende il nome dalla torre medioevale costruita sui resti di un antico nucleo romano. La torre, posta su di una collinetta, si affaccia sulla piccola Via Federico Caprilli intitolata all’Ufficiale di Cavalleria inventore del “metodo naturale”, il metodo che rivoluzionò, agli inizi del ‘900, il modo di montare a cavallo. Il viale, negli anni settanta, era molto conosciuto a Roma per via del gran numero di ‘passeggiatrici’ che lo popolavano nelle ore serali; oggi ne sono rimaste solo alcune che hanno scelto la modernità e svolgono la loro opera a bordo di comodi camper.

Nel settembre del 2010 Tor di Quinto fu al centro di una rovente polemica a causa dell’abbattimento di 120 platani; una polemica che come una furia si abbatte sul viale e lo spazzò con maggiore violenza delle motoseghe.

Il Platano è un albero magnifico alto fino a 30-40 metri originario dell’Oriente e introdotto in Italia da greci e romani.
Si racconta, a proposito della sua maestosità, che Serse incontrò nella Lidia un platano così grande “che si fermò un giorno intero per ammirarlo e riposare alla sua ombra; quando levò il campo fece appendere ai rami collane e bracciali preziosi e lasciò un ufficiale alla sua guardia” (Eliana Ferioli, Atlante degli Alberi d’Italia).

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La polemica seguita all’abbattimento fu tanto aspra che non si risparmiarono colpi, neppure quelli bassi; si parlò di disgrazia, di sciagura, di strage, di incompetenza degli amministratori.
Si scomodarono agronomi ed esperti che visitarono i monconi rimasti in terra e obiettarono che non tutte le piante erano malate mettendo in dubbio le indagini preliminari e il check-up effettuato con il “dendodensimetro”.

A nulla servirono le dichiarazioni di chi garantì trattarsi di un intervento a tutela della incolumità dei cittadini assicurando poi l’immediata sostituzione delle piante abbattute con platani di almeno 8 metri di altezza.

A distanza di tre anni dalla presunta “strage”, Viale Tor di Quinto come si presenta?
E’ una bella e calda giornata di sole di settembre e lo abbiamo trovato “in buona salute”; bonificata la grande discarica nei pressi della caserma dei Carabinieri, scomparsi circhi e tendoni, il viale nella tarda mattinata accoglie poco traffico. Certo qua e là rimangono isole di sporcizia e degrado (come l’accesso ai campi sportivi) ma rispetto al passato Tor di Quinto appare in buona forma.

Anche i platani sono tornati; al posto dei vecchi e malati alberi centenari oggi lungo i marciapiedi svettano slanciate piante dalle ampie foglie color giallino.
Gli alberi sembrano tutti in buona salute e hanno restituito all’antico viale il suo volto migliore; mancano solo i cavalleggeri con i colbacchi e le giubbe dai bottoni dorati.

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Sotto un platano Ercole uccise l’Idra, Socrate filosofeggiava e Ippocrate insegnava medicina. Sotto i platani di Tor di Quinto oggi più modestamente sosta il furgone che vende panini con la porchetta e il camper di quella matura signora (leggi qui) dal volto pesantemente truccato. Cambiano i tempi, cambiano i platani, cambiano gli scenari.

Francesco Gargaglia

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