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Ponte Milvio e il modernariato urbano

aperturamodernariato1.jpgNon figurano in nessuna guida turistica eppure potrebbero entrare, di diritto, nell’elenco dei siti e reperti archeologici di Roma Nord; non stiamo parlando di ruderi e tombe ma della gran varietà di “reperti” disseminati sul nostro territorio come cabine del telefono, chioschi, transenne e vecchie tabelle.

Ad esempio, nella zona di Ponte Milvio, a Largo Maresciallo Diaz, c’è un vecchio botteghino in legno utilizzato un tempo dall’ATAC; nel suo caratteristico colore verde-marcio e con gli sportellini dai quali si affacciava il “bigliettaio” ti fa venire alla mente quel lontano periodo quando per viaggiare sui mezzi pubblici si doveva pagare il biglietto…

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A poche centinaia di metri dalla Torretta Valadier c’è invece un vecchio impianto per il rifornimento del carburante; realizzato forse nell’era del boom economico e da alcuni anni abbandonato al suo destino e ai guasti del tempo.

Non manca proprio nulla: c’è il botteghino del gestore, le tre pompe, la colonnina per l’aria compressa e i soliti contatori con gli sportelli spalancati. L’impianto è al centro del marciapiede e oggi assolve all’importante funzione di spartitraffico: pedoni a destra e ciclisti a sinistra (o viceversa in relazione al senso di marcia).
Certo non è proprio un bel vedere ma si sa che il tempo non guarda in faccia nessuno, distributori compresi.

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Per quanto riguarda questi reperti forse si dovrebbe addivenire ad una qualche soluzione; smantellarli (scelta economicamente impegnativa) o più semplicemente inserirli in carte e guide turistiche per la gioia degli amanti del modernariato-antiquariato. Dipende dai punti di vista.

Francesco Gargaglia

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