Home ARTE E CULTURA Venanzo Crocetti e il sentimento dell’antico: l’eleganza del novecento

Venanzo Crocetti e il sentimento dell’antico: l’eleganza del novecento

crocetti.jpgLa “Fondazione Venanzo Crocetti” in occasione del centenario dalla nascita del Maestro scultore Venanzo Crocetti, le cui opere più importanti sono custodite nell’omonimo museo di via Cassia 492, dal 2 settembre al 20 ottobre promuove, in collaborazione con il Museo di Palazzo Venezia, la Mostra “Venanzo Crocetti e il sentimento dell’antico: l’eleganza del novecento”. L’esposizione è curata da Paola Goretti con l’allestimento dell’architetto Cesare Mari e si pone come obiettivo la valorizzazione di quello che, a tutti gli effetti, risulta essere il cuore pulsante dell’intero sviluppo narrativo del Maestro.

L’esposizione punta infatti allo snodo essenziale del linguaggio artistico di Crocetti, uno dei massimi protagonisti della scultura del Novecento, nel suo costante e mai dismesso dialogo con l’antico, sostanziato dagli infiniti rimandi al lessico figurativo della tradizione classica, sia essa aulica, italica o mediterranea; nelle abbondanti suggestioni greche, picene, etrusche, egizie, specie nella sodezza delle composizioni.
L’antico è sviluppato in ogni sfumatura, rimando, ispirazione, all’interno di un dialogo sentimentale carico di memorie, e ribadisce la più totale estraneità dell’artista alle istanze delle avanguardie in corso, come escludendo a priori tutti quegli orientamenti internazionali (europei e americani) mossi dai tumulti della contemporaneità.

L’itinerario scala un corpus di 85 opere, scelto unicamente tra la produzione scultorea, e lo suddivide in alcuni grandi temi. Senza fornire indicazioni cronologiche troppo sorvegliate, i gruppi scalano un graduale affettivo capace di allacciare un fitto rimando con le epoche precedenti, come a testimoniare un sedimento vivissimo della memoria dell’antichità.
Tre le sezioni: Elegantiae (la traccia classicheggiante: ballerine, modelle, teste e busti all’eroica); Etternale Ardore (il tragico dei soggetti epici: maddalene, fughe, ratti, incendi); Clementiae (il lessico dei memoriali rusticani: pescatori, bagnanti, animali).
Elementi del Sacro aprono e chiudono simbolicamente, per oltrepassare la liturgia e calarsi nell’Umano. Un intenso percorso di stile, grazia e sensualità: nell’eleganza di un presente senza tempo dove Crocetti, coagulando la scultura in un progetto estetico accorpante i secoli, punta alla sostanza dell’anima.

 

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