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Roma, l’Open Day della discordia

open-day-roma-2013.jpgFranchezza per franchezza, è innegabile raccontare che stavolta all’Olimpico è andato in scena un Open day romanista davvero strano. Sì, è vero, sugli spalti dello stadio romano si sono presentati in 25mila (l’ingresso era gratuito), ma non si può dire che tutto abbia funzionato alla perfezione. Sì, c’era tanta gente per una presentazione dei giocatori mista a un allenamento in fac-simile, quasi a dimostrazione del fatto che nel bene o nel male i tifosi ci sono sempre. Ma le sbavature non sono mancate.

I fischi dei tifosi, per esempio, che sono stati camuffati in più d’una occasione dal refrain dell’inno di Antonello Venditti, cantautore di chiara fede romanista che aveva innescato qualche settimana fa una polemica col pianeta giallorosso, delicata e legata proprio alle sue canzoni romaniste. Diatriba – dicono i bene informati – rientrata col tempo, ma era stato esplicito il sessantaquattrenne singer capitolino, che aveva chiesto di non diffondere le sue note e le sue parole fin quando non sarebbero stati chiariti alcuni arcani legati alla gestione americana.

Poi il cinguettio della fidanzata dell’argentino Erik Lamela, che ha messo il carico da novanta su una vicenda kafkiana. “E’ tutta una farsa” ha twittato la ragazza, infastidita chissà da cosa ma comunque capace di girare il coltello nella piaga dei romanisti che non vorrebbero la cessione dell’asso sudamericano, pronto ad andarsene in Premier league, destinazione Tottenham.

Qua c’è gente sull’orlo di una crisi di nervi, e alcuni striscioni mostrati sugli spalti hanno offerto l’istantanea di una tifoseria incredula al cospetto di certi atteggiamenti: la cessione del brasiliano Marquinhos, quella di Osvaldo, il probabile addio – appunto – di Lamela e l’ipotetico bye bye di Pjanic, un altro fra quelli che divide la platea dei trigoriani e potrebbe sbaraccare a breve.

E, come se non bastasse, ci si è messo anche lo zampino dei laziali, che hanno realizzato una colletta per far passare sopra lo stadio l’aereo delle beffe. “26-05-2013, la verità reale è che v’avemo fatto male”, la scritta che accompagnava il velivolo, chiaro il riferimento alla finale di coppa Italia vinta ai danni della Roma.

Niente male come inizio, il nervous breakdown è già servito alla vigilia del fischio d’inizio.

Moremassi

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