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Deaflympic 2013, l’Italia cala il poker

sofia120.jpgGiornata memorabile per lo sport silenzioso italiano. A Sofia, nella quinta giornata della Deaflympic 2013, mercoledì 31 luglio gli Azzurri hanno conquistato due medaglie d’oro, un argento e un bronzo. Si è cominciato al mattino col trionfo di Renate Telser nella prova su strada. La bolzanina è passata per prima sotto il traguardo di un circuito (50 chilometri) più che cittadino… “superstradale”.

La Telser è la prima atleta azzurra capace di vincere medaglie in discipline diverse e soprattutto in “Deaf” diametralmente opposte: al successo nell’edizione estiva che si sta disputando in Bulgaria, l’atleta di Silandro, classe 1976, aggiunge infatti il podio conquistato nel 2007 nell’edizione invernale di Salt Lake City.

Il bronzo di Carbone

Dal ciclismo arriva anche un’altra medaglia, quella di Giorgio Maria Carbone, terzo al traguardo della prova su strada.

Romano di Pomezia, tesserato per il Gsn Ens “Carlo Comitti” Roma Asd, Carbone è nato il 1° marzo 1990 ed è accompagnato in Bulgaria dai genitori, suoi primi tifosi.

L’azzurro, autore di una gara perfetta così come il resto della squadra, era arrivato quarto al traguardo; un ricorso presentato dalla Federazione russa per gli “agganci” di qualche concorrente avvenuti grazie allo sfruttamento della scia delle vetture in transito ha restituito la gioia del podio al nostro rappresentante. Giorgio Maria Carbone ha due fratelli e abita a Pomezia con i genitori.

La “cintura” d’argento di Longobardi

Medaglia d’argento per il campano Pasquale Longobardi, classe 1995 da Vico Equense. Tesserato col Psp “Rubino Napoli” il karateka centra il bersaglio al primo appuntamento olimpico.

Sontuoso Germano

Luca Germano ha conquistato la medaglia d’oro nella finale dei 200 metri farfalla. L’atleta fiorentino, che finora aveva già conquistato altre tre medaglie (un argento e due bronzi) ha letteralmente dominato la gara che lo vede protagonista assoluto dal 2009, quando si rivelò all’attenzione dei “Deaf”.

Dopo cento metri di studio dei due avversari più temibili, il russo Ilya Mikhailovich Trishkine e il brasiliano Guilherme Maia Kabbach, Germano ha allungato il passo in maniera sontuosa e si è capito che stava per conquistare l’oro già a 75 metri dall’arrivo.

Meraviglioso il momento della premiazione, con l’interprete Paola Bonifazi che ha “segnato” le parole dell’Inno di Mameli al pubblico della “Spartak swimming complex”.

Moremassi

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