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A Tor di Quinto le Ponyadi 2013

ponyadi.jpgSi terrà all’Ippodromo militare di Tor di Quinto l’edizione 2013 delle Ponyadi, l’evento che vedrà protagonisti i pony impegnati in ben 14 specialità diverse. Dal 6 all’8 settembre prossimo torna dunque l’appuntamento più atteso del mondo dei pony, che si trasferisce per quest’anno dal Centro Equestre Federale all’Ippodromo Militare di Tor di Quinto, individuato dalla FISE come location alternativa al CEF, ma valida dal punto di vista della capienza e della posizione geografica.

Salto Ostacoli, Concorso Completo, Dressage, Cross Country, Gimkana 2, Gimkana Jump 40, Gimkana Jump 50, Gimkana Cross, Pony Games, Carosello, Presentazione, Attacchi, Volteggio, Endurance, sono le discipline in cui si misureranno le centinaia di binomi che convergeranno come ogni anno da tutto lo stivale.

Distante poche centinaia di metri da Ponte Milvio e situato in un’area che vanta ben 32 ettari d’estensione ai piedi della Collina Fleming, dove costituisce un sito naturale e paesaggistico assolutamente incontaminato dedicato interamente ai cavalli, l’Ippodromo Militare di Tor di Quinto ha origini assai lontane e la sua storia è legata indissolubilmente alla storia della Cavalleria italiana. Alcuni tra i più celebri cavalieri militari, da Federico Caprilli ai fratelli D’Inzeo, si sono formati sui percorsi ad ostacoli e di campagna di quello che è uno dei più famosi ippodromi d’Italia.

La sua origine risale al 1891quando presso Tor di Quinto fu costituita una Sede Staccata della celebre Scuola di Pinerolo, per lo sviluppo dei Corsi Complementari di Campagna.

Quando la cavalleria era ancora montata, tutti gli Ufficiali subivano un durissimo addestramento con esercizi che erano dei veri e propri ardimenti: famosissimo lo “scivolo” di Pinerolo (in località Tavernette) dove cavallo e cavaliere affrontavano una scarpata praticamente verticale. Presso l’Ippodromo di Tor di Quinto si formarono quindi, negli esercizi di campagna, intere generazioni di cavalieri. Anche in questa sede fu realizzato un arditissimo scivolo che dalla collina, che oggi ospita il Reggimento dei Lancieri di Montebello, degradava verso la piana del Tevere: percorso utilizzato agli inizi degli anni ‘40 anche dai primi veicoli cingolati.

Ma l’Ippodromo fu anche il luogo dove vennero svolti, spesso alla presenza del Re, importanti concorsi ippici. Ancora oggi tra le strutture esistenti sopravvive la bellissima palazzina reale dove principi e gentildonne osservavano le evoluzioni dei cavalieri o assistevano a parate militari.

Questa sede è anche legata a uno dei più famosi cavalieri di tutti i tempi, il Capitano Federico Caprilli, inventore del “metodo naturale”, metodo esportato in tutto il mondo e ancora oggi alla base della moderna equitazione. Caprilli intuì, attraverso una profondissima conoscenza dell’equitazione, che bandendo ogni forzatura e assecondando i naturali movimenti del cavallo, quando questi si accingeva a saltare, i risultati sarebbero stati di gran lunga migliori. Con Piccola Lark, un cavallino che montava a volte senza morso e redini, riuscì a saltare praticamente ogni cosa stupendo il mondo intero. Caprilli (caduto di cavallo, nei suoi esercizi, più di 300 volte) morì a soli 39 anni.

La bellissima sede di Tor di Quinto fu spesso usata dalla cinematografia: alcune scene di “Cavalleria” e “Luciano Serra pilota” furono proprio girate nell’ Ippodromo. Nel 1946, quando la rinascente Cavalleria divenne corazzata, in Tor di Quinto, fu poi creata la Scuola di Cavalleria blindata.

Ed è proprio qui che dal 6 all’8 settembre prossimo tornerà l’appuntamento più atteso del mondo dei pony. Per il programma della manifestazione clicca qui.

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