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Cesano, una giornata nel Casale di Daisy

Daisy esce con lentezza dal rifugio. La sua natura proverbialmente mansueta la rende quasi immune dai sussulti che intorno a lei si manifestano nelle forme più svariate: un arcobaleno di storie e caratteri diversissimi. Con una consapevolezza tutta sua non si lascia trascinare troppo da quel curioso vortice di vitalità. Non potremo mai sapere il segreto che si porta dentro, perché Daisy è un asino, ma non un asino qualsiasi. È la mascotte del Casale di Daisy.

La sua presenza rientra in un programma di pet therapy, una delle tante attività di recupero che si svolgono nella struttura. Daisy è infatti il simbolo di un Centro Diurno di 1000 metri quadri situato a metà tra Cesano Scalo e Cesano Borgo, un posto dalla doppia anima che ben si addice alle caratteristiche di questo luogo.

Ne abbiamo parlato con Filomena Iezzi, presidente della cooperativa CassiAvass che ha ottenuto la struttura in affitto dall’Università Agraria. Il Centro è operativo da aprile, da quando cioè si è traferito a Cesano da Osteria Nuova, dove era situata la vecchia sede. Una sede troppo ampia e dai costi elevati. Soprattutto non abbastanza integrata nel tessuto urbano com’è invece la nuova, inserita nella parte moderna di Cesano ma al tempo stesso non distante dall’antico Borgo.

Il luogo ideale per mettere in pratica attività quali ortofrutta, floricoltura, trasformazione di prodotti, falegnameria e bricolage, zootecnica, segreteria e confezionamento che i venti utenti della struttura praticano alternandosi nei vari laboratori.

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Ma chi sono gli ospiti del Centro? Si tratta di diversamente abili medio-lievi, la cui fascia d’età varia dai 15 ai 65 anni. La loro giornata inizia tra le otto e le nove del mattino, quando giungono al Centro trasportati dai due pulmini che la Cooperativa mette loro a disposizione. Non tutti però si servono del servizio trasporto, c’è chi ha da poco iniziato a recarsi al Centro in maniera autonoma.

I laboratori tengono occupati utenti e operatori fino all’ora di pranzo, cui fa seguito un momento di riposo. Per ora il piano superiore della struttura è chiuso, ma il desiderio sarebbe di costruirci dei “punti di sollievo” e di rendere utile anche quella parte finora inutilizzata del casale.

La giornata per gli ospiti finisce intorno alle 15, quando comincia il ritorno. Eventualmente, il Centro viene utilizzato per attività pomeridiane che vedono la partecipazione di bambini.

L’integrazione è uno dei punti di forza del Casale di Daisy. Sono stati fatti accordi con alcune realtà imprenditoriali circostanti e a settembre alcuni utenti inizieranno un tirocinio presso un’azienda della Coldiretti.

Ma l’obiettivo più ambizioso è quello di aprire un’azienda autonoma tramite la quale mettere in circuito i prodotti dei vari laboratori. Ovviamente, sfruttando la presenza in zona dei due parchi naturali di Veio e Bracciano – Martignano, tra le attività figurano anche le gite fuori porta.

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Tutte cose impensabili se non ci fosse il sostegno del XV Municipio che con difficoltà riesce a sopperire alle necessità quotidiane. Basti pensare che se prima il pranzo era fornito dallo stesso Centro, ora, in seguito ad alcuni tagli, gli utenti sono costretti a portarlo da casa.

I costi in continuo aumento costituiscono una notevolte difficoltà per queste strutture sulla cui efficacia in termini di integrazione sociale non ci sono dubbi. Il rapporto di apertura e fiducia reciproca che si sviluppa tra gli utenti che frequentano il Centro è alla base dei risultati che giorno dopo giorno, a piccoli passi, si ottengono grazie alla presenza costante di operatori qualificati.

Per far questo, spesso si deve vincere la ritrosia delle famiglie la cui eccessiva protettività a volte intralcia il processo di recupero. Eppure, una volta ottenuta la loro fiducia, sono le famiglie stesse a vedere nel Centro un punto di riferimento unico e imprescindibile per i loro ragazzi.

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Venti persone di età e caratteri diversissimi. C’è per esempio chi viene da Capodarco e ogni mattina, da solo coi mezzi pubblici, raggiuge senza difficoltà il Centro. Poi c’è il più fortunato che abita a pochi chilometri, a Le Rughe, e che quando stacca dai campi si gode un’ora di meritata piscina nel vicino centro sportivo.

La responsabile degli animali invece ha rischiato di restare senza lavoro dopo che una volpe ha divorato le cinque galline del Centro (ma Daisy, un’oca e qualche gallina superstite danno comunque il loro da fare).

Utenti e operatori hanno anche la fortuna di avere tra gli ospiti del Centro chi sa fare, lo diciamo per esperienza diretta, uno dei migliori caffè che si possano gustare in città. Al momento dei saluti, un piccolo colpo di scena.
Un gattino appena nato attira l’attenzione di un’operatrice. Accolto nel Centro gli vengono date le prime cure e non è difficile immaginare che verrà presto inserito nel programma di pet therapy: il suo piccolo processo di recupero sarà utile per tutti. Un piccolo miracolo del Casale di Daisy.

Adriano Bonanni

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