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Mega rissa Ponte Milvio, Paccione (PD): “Fatti di violenza che chiedono massima attenzione”

“Quanto accaduto nella notte fra venerdì 13 e sabato 14 luglio, richiede il massimo dell’attenzione e una discussione seria sulla sicurezza nella zona. È inaccettabile che possano accadere fatti del genere (ndr: clicca qui) che avrebbero potuto avere effetti ancora più gravi. I residenti, i frequentatori e i commercianti dell’area di Ponte Milvio meritano il massimo della sicurezza.” Così in una nota Marco Paccione, Capogruppo PD e membro della Commissione Sicurezza del XV Municipio.

“Dopo anni di politiche spot sulla sicurezza e di operazioni vetrina dagli scarsi risultati, bisogna ripartire da un confronto serio con le forze dell’ordine, i residenti e i commercianti della zona. È necessario – prosegue Paccione – oltre ad intensificare i controlli, che già sono stati rafforzati nel periodo estivo, delineare un piano di massima occupabilità della zona e ridiscutere la vocazione di un’area che non può essere destinata esclusivamente alla movida sfrenata e diventare teatro costante di risse”.

“Da qui – conclude – ripartiremo insieme al Presidente Torquati, a cui va da dato atto di essersi da subito attivato convocando un vertice con le Forze dell’Ordine.”

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12 COMMENTI

  1. La convocazione di un vertice delle forze dell’ordine, attivato dal presidente Torquati mi sembra cosa quanto mai saggia. E sicuramente genererà benefici, in termini di coordinamento tra i vari operatori alla sicurezza, alla prevenzione e alla repressione.
    I cittadini sofisticano assai poco sull’argomento Sicurezza e desiderano che questa sia presidiata sinergicamente sul territorio da Polizia Municipale, Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato. Se ciò avviene sono soddisfatti.
    Ma, a mio giudizio occorre, per rendere più urbano e civico il luogo Ponte Milvio, un coinvolgimento più ampio, di tutti gli attori dell’area. E gli attori sono: i residenti e/o i comitati che li rappresentano, gli esercenti la mescita, i commercianti, i frequentatori, le aziende e agenzie di salute e ambientali (Asl e Arpa per intenderci), chi garantisce la pulizia e l’igiene del luogo, l’AMA, gli operatori della prevenzione e sicurezza e infine il Municipio quale naturale sintesi nella conciliazione delle problematiche emergenti da un particolare fenomeno sociale quale la “movida”.
    Un coinvolgimento che preveda, come sua parte qualificante, la stesura di una “carta della movida”, nella quale i ristoratori e gli esercenti la mescita, al pari degli altri attori, si impegnano al rispetto di una serie di norme e comportamenti condivisi. E per esemplificare, entrando nel pratico, gli esercenti, attraverso comportamenti virtuosi e di autodisciplina, dovrebbero darsi carico, anche per mezzo di steward, del rispetto dei limiti delle emissioni sonore, delle modalità di smaltimento rifiuti, di manutenzione dell’area d’esercizio, di decoro dell’arredo, del rispetto degli orari, delle norme sull’assunzione e consumo alcolici etc…… (il repertorio, come quello del don Giovanni mozartiano, è assai nutrito).
    Questo tipo di azione che già lo scorso anno il Comitato Ponte Milvio propose, inascoltato, al Municipio, non è fantascienza, ma un tentativo di organizzare una vita cittadina rispettosa dei diritti di tutti, in nome del bene comune.
    In diverse parti d’Italia sono in atto civili tentativi di questo tipo. Il richiamo all’esperimento di Firenze, che previde il coinvolgimento del Sindaco e del Questore e che produsse un comodo articolato (eventualmente da mutuare),
    http://press.comune.fi.it/hcm/hcm5353-7_2_1-Movida%2C+ecco+il+Patto+del+Comune.html?cm_id_details=63080&id_padre=4471
    Articolato che fu pubblicato insieme ad una nostra Lettera Aperta al Presidente del 13 Luglio 2012 proprio su VCB.
    https://www.vignaclarablog.it/2012071119557/sei-ore-sul-ponte/
    E’ chiaro che l’impegno di coordinamento, d’ascolto delle esigenze, di registrazione delle casistiche è notevole e, di contro, il timore di fare inconcludenti tavoli di coordinamento è alto. Ragion per cui ci si può imbarcare in un’operazione del genere solo se ci si crede, si è determinati e si ha forza, fortuna e competenza.
    Mi auguro consigliere Paccione che nell’ambito della Commissione Sicurezza vi sia la determinazione d’affrontare il problema in modo sistemico e moderno, quale quello che mi son permesso di richiamare. Qualunque soluzione, comunque, sarà la benvenuta purché si inizi ad affrontare organicamente e seriamente il problema. Ponte Milvio, il problema più importante del Municipio? forse no. Sarà, tuttavia, importante che una questione non richiedente risorse finanziarie ma solo impegno normativo possa essere risolta. Essa costituirà, di certo, la cartina di tornasole della capacità del lavoro delle Commissioni, della nuova Giunta e del Presidente.
    Buon lavoro.

  2. Concordo con il sig Rosi con la differenza che non credo che per una risoluzione seria e totale dei problemi di ponte Milvio non ci sia bisogno di risorse finanziarie, anzi credo c’è proprio alla base debbano esserci degli invstimenti pubblici e provati per valorizzare aree attualmmente inutilizzate (l’argine del Tevere come avviene in tutte le città europee che abbiamo un fiume, sull’esempio del caffè degli orti) una parziale pedonalizzazione della piazza come avviene nel nord Europa, trovare una soluzione seria ed uno spazio per costruire nuovi parcheggi (il lucchetto e l’ex mercato nei week end estivi non sono più sufficienti), per non parlare della necessità di eliminare l’estorsione dei parcheggiatori abusivi!
    Come ho avuto già modo di dire serve: buona volontà, capacità di bilanciare gli interessi in gioco, investimenti e tolleranza!

  3. GENIALE !!!… Giovampaola, “depedonalizzazione” della piazza cosa significa ? ci spieghi meglio la sua idea per affrontare il problema….
    In soldoni, la sua proposta “seria e totale” sarebbe: altri bar-ristoranti, nuovi parcheggie e maggiore tolleranza ?? Cosa vuol dire la criptica “…capacità di bilanciare gli interessi in gioco e investimenti….” Esponga le sue idee in maniera concreta e comprensibile…

  4. Gentile Sig. Della Giovanpaola a proposito delle aree inutilizzate sull’argine del Tevere lei avrebbe ragione se ci trovassimo sulla Senna o il Danubio (dove ancora si possono vedere i castori!); chi va a prendere un caffè sulle rive del nostro fiume oggi può vedere qualche topo, il cadavere di un animale o montagne di rifiuti galleggianti. Prendiamo atto del fatto che Ponte Milvio è come il Foro dei Marmi: luoghi che servono a fare quattrini!
    Se poi sono degradati non interessa a nessuno.

  5. @ anco Marzio: spero che durante le vacanze estive avrà modo di imparare a leggere visto che ha scritto “depedonalizzazione” mentre io ho scritto “parziale pedonalizzazione.
    Cerchi lei di sforzersi a capire l’italiano perché “capacità di bilanciare gli interessi in gioco, investimenti” (cui si è scordato di affiancare: buona volontà, e tolleranza) significa fare politica! La politica deve garantire il rispetto delle regole e il rispetto dei diritti di tutti attraverso il bilanciamento degli interessi: di chi ci abita, di chi lo frequenta, di chi ha investito e vuole investire denaro per migliorarlo e per riqualificarlo.
    Caro Anco Marzio, non sarò mai contro l’apertura di nuovi esercizi o l’aumento di superficie commerciale degli esistenti, a condizione che questo avvenga in maniera programmata e ordinata e non come (in parte) è stato fatto sinora a ponte Milvio e da 20 anni in tutta Roma!

    @robin hood. Ha perfettamente ragione! Ma il degrado che impera nel nostro fiume non deve essere giustificazione per “non fare” ma semmai motivo in più per riqualificare! A Berlino i “biergarden” che sono sorti sulle rive dello Sprea hanno contribuito a bonificare e valorizzare un luogo che prima era Coco di rifiuti e degrado.

  6. Io spero che quando (se mai accadra’) si arrivera’ ad un tavolo tra i diversi attori per migliorare la vivibilita’ a Pte Milvio si valuteranno le proposte indipendemente dal colore politico
    A me interessa che la proposta funzioni – se poi arriva da destra o da sinistra ,scusate il qualunquismo, ma poco mi frega
    Io credo che quello che Luca indica come tolleranza/capicat’ di bilanciare gli interessi in gioco si possa interpretare con il famoso adagio “la tua liberta’ finisce dove comincia quella degli altri”: vuoi aprire un altro bar? ok ma non deve creare disagio a chi ci abita sopra:la musica la spegni alle 23- se ti pizzico che vendi alcolici ai minori ti chiudo il locale per un mese- i tavolini all’esterno se il marciapiede e’ piccolo non te li faccio mettere-etc ossia semplici regole di buon senso che applichi con cognizione di causa conoscendo il territorio in questione e non se applichi il regolamento con il paraocchi..(solo come esempio)

    L’argine del Tevere e’ un patrimonio non sfruttato che andrebbe tutelato e reso disponibile come parco : e’ incredibile quanto sia degradato e quanto poco basterebbe a renderlo uno spazio per le famiglie
    C’e’ bisogno dell’investimento congiunto di privato e pubblico: se il pubblico cominciasse a rendere l’argine frequentabile il privato avrebbe interesse a metterci chioschi – noleggio canoe -…pagando affitti al comune

    Creare nuovi parcheggi: perche’ non sfruttare quelli dello stadio olimpico (senza lasciarli agli abusivi?)
    perche’ non trasformare il centro di raccolta delle auto rimosse in un parcheggio? Che servirebbe come il pane in quella zona sia per lo stadio che per la movida serale

    Ripeto che la sera spesso la movida e’ fuori controllo – i pochi vigili che presidiano la piazza non ce la fanno – se in passato e’ stato permesso di fare aprire tutti questi locali/bar/.. adesso non ci si puo’ stupire del chaos che regna sovrano

  7. Condivido, la Pimpa… gli argini del Tevere, bonificati e riqualificati, hanno tutte le potenzialità per competere con le grandi capitali europee… Un area verde fruibile, ciclabile ecc.. non l’ennesima occasione per commercio abusivo, bancarelle, bar, ambulanti, cocomerari, porchettari ecc… cioè quello che è OGGI diventato Ponte Milvio… non mi sembra che la zona abbia ancora bisogno di questo !!

  8. @la Pimpa. Sposo parola per parola, anche sulla rimessa auto!…Per il discorso parcheggi tuttavia avevo altre e variegate idee…inomma per intenderci qualcosa si può fare se si vuole fare….
    Purtroppo ci sono persone (e io e lei abbiamo già avuto modo di confrontarci su questo blog) che vorrebbero riavere una piazza come nel 1960 e non è possibile…lo stato dei fatti ha superato quell’impostazione e la nuova impostazione che sta emergendo deve essere riordinata e ordinata nel futuro. Basta la progettualità..non serve altro.

    @marcello sensi: chi avrebbe detto che la zona ha bisogno di paninari porchettari, ecc ecc? capisco la sua avversione culturale (come anche a voce ha avuto modo di farmi presente) ai cocomerari e chioschi bar (che condivido in pieno) ma addirittura farsi annebbiare la vista quando solo si sente nominare la parola “somminsitrazione”….mi sembra eccessivo

  9. Oggi alle 15 dal Foro Italico arrivava una musica sparata a volume altissimo; immagino la gioia dei residenti del Flaminio e Prati! Si era detto che in futuro le cose sarebbero cambiate e che i diritti dei residenti sarebbero stati tutelati…..prima la concessione di Piazza del Popolo per un mega concerto poi la musica al Foro………Cosa è cambiato?

  10. Se un concerto dei ‘negramaro’ è motivo per disturbare migliaia di cittadini, per parcheggiare centinaia di auto su aiuole e marciapiedi (spaccando il travertino), per mettere autocarri e camioncini che vendono magliette e porchetta sui marmi del Ponte Duca d’Aosta allora…..inutile lamentarsi. In un paese un po’ più civile su quei marmi e mosaici (vanto dell’arte, cultura e maestria italiana) neppure ci farebbero passare le persone. In Europa abbiamo tutti i record negativi: gestione dei rifiuti, ambiente, carceri, giustizia, cultura, infrastrutture. Va bene cosi?

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