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Borghetto S.Carlo, Marino s’impegna con Coraggio

10mila firme.jpgDopo giorni di presidio davanti ai cancelli e più di 10mila firme raccolte, mercoledì 10 luglio, in Campidoglio, l’incontro con il Sindaco Marino per decidere le sorti dell’agro romano da tempo abbandonato, a cominciare dai 22 ettari di Borghetto San Carlo al chilometro 15 della Cassia, a La Giustiniana.

La petizione

La raccolta di adesioni nasce dal presidio che ha avuto inizio da metà maggio, quando la cooperativa agricola Co.R.Ag.Gio e il Coordinamento romano per l’Accesso alla Terra hanno deciso di puntare i riflettori su quell’appezzamento di Via Cassia 1450, in cui i lavori di ristrutturazione non hanno mai avuto inizio (NdR: leggi qui).

La precedente amministrazione comunale non si è impegnata a far rispettare gli accordi presi col costruttore Massimo Mezzaroma, il quale tramite compensazione urbanistica ha ceduto le aree al Comune tralasciando però di occuparsi della loro riqualificazione prima della consegna e quindi venendo meno ai suoi obblighi contrattuali.

All’attività della cooperativa Co.R.Ag.Gio si sono unite altre associazioni che da tempo si battono perché il verde pubblico venga considerato patrimonio collettivo, come Terra!Onlus e l’Associazione daSud. Assieme a loro centinaia di cittadine e cittadini per chiedere che Borghetto San Carlo venga destinato ad attività di interesse pubblico. E in poche settimane la petizione ha raggiunto quota 10mila firme.

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“Ora – ha spiegato a VignaClaraBlog.it Fabio Ciconte di Terra!Onlus – dobbiamo capire se la nuova amministrazione sarà in grado di cogliere il bisogno crescente di ritornare alla terra di tante donne e uomini che vogliono coltivare un orto o investire in un progetto di vita legato all’agricoltura”.

“Borghetto San Carlo è un caso esemplare per pensare lo sviluppo di un’azienda agricola multifunzionale inserita in una città che di agricoltura ha decisamente bisogno. Ma non è l’unico caso, il patrimonio agricolo pubblico di Roma potrebbe garantire posti di lavoro per i nuovi agricoltori e servizi per tutti i cittadini. Uno strumento utile ad attenuare la crisi occupazionale, ambientale e urbanistica, opponendo al cemento progetti di sviluppo sostenibile” ha aggiunto Giacomo Lepri, presidente della Cooperativa Co.R.Ag.Gio.

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Le reazioni

Marco Tolli, dirigente del PD di Roma e tra i firmatari della proposta di utilizzo delle aree pubbliche per produrre in maniera integrata beni privati e beni pubblici, sostiene intollerabile il disinteresse con il quale la giunta Alemanno ha seguito le procedure di acquisizione previste dalle compensazioni urbanistiche.

“Alcune di queste – ha affermato – derivano da vertenze “storiche” sostenute dal tessuto associativo locale. Nel Municipio XV importanti aree devono essere restituite ai cittadini. Borghetto S. Carlo, Volusia e la tenuta dell’Inviolatella rappresentano un patrimonio ambientale di straordinaria importanza per Roma Nord. Non solo pause urbane, ma un eccezionale volano per organizzare un sistema innovativo di governo partecipato dell’agro romano capace di garantire, dove previsto dal piano di assetto del Parco di Veio, servizi alle persone e sviluppo economico e sociale”.

Gianluca Peciola (Sel) “E’ necessario promuovere il recupero di spazi agricoli abbandonati al fine di creare anche occasioni di reddito e di lavoro, soprattutto per i giovani”.

L’incontro in Campidoglio

Alle 18 di mercoledì 10 luglio, i rappresentanti delle associazioni coinvolte accompagnati dal Presidente del XV Municipio, Daniele Torquati, sono stati accolti a Palazzo Senatorio dal Sindaco Ignazio Marino, il Vicesindaco Nieri e dall’Assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo.

“Questa è un’iniziativa che ho sentito di dover appoggiare sin dall’inizio – ha dichiarato il Presidente Torquati – sin dalla campagna elettorale, ma ora la campagna è finita e la questione Borghetto San Carlo costituisce il banco di prova dell’amministrazione municipale e non solo”.

Un incontro durato più di due ore e valutato positivamente da ambo le parti.

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L’amministrazione si è dimostrata disponibile a individuare, assieme alle associazioni, i criteri per l’assegnazione delle terre pubbliche, per impedire la vendita dei terreni e valorizzare il patrimonio ambientale con progetti di urbanocoltura multifunzionale, anche perché “avere l’opportunità di lavorare sulle terre pubbliche vuol dire fare antimafia sociale e prevenire le azioni delle ecomafie, che con cemento e rifiuti inquinano l’agro romano” ha dichiarato Carmen Vogani dell’associazione daSud.

In particolare Il Sindaco Marino, dopo aver salutato positivamente l’iniziativa, ha sottolineato come l’interesse politico dato alla vicenda sia stato fondamentale e abbia contribuito grandemente a focalizzare l’attenzione su Borghetto San Carlo e sulle molte aree che come Borghetto lamentano anni di noncuranza.
Ha manifestato inoltre il desiderio di conoscere quel territorio e di far visita a Borghetto San Carlo, affermando di poter essere lì già nella giornata di domenica prossima.

Il Vicesindaco Nieri e l’Assessore Caudo hanno inoltre espresso la volontà di proseguire quel rapporto di dialogo con gli addetti ai lavori al fine di favorire l’ingresso e la partecipazione di nuovi soggetti giuridici nel patrimonio delle terre pubbliche.
I 100 giorni promessi dall’Amministrazione per risolvere il ‘caso Borghetto’, paiono stiano scorrendo verso il raggiungimento dell’obiettivo.

“..perché la tutela del territorio e la qualificazione dell’esistente – ha aggiunto Tolli – devono essere un ambito prioritario per le amministrazioni Marino e Torquati. Su questi temi è ancorata la storia della sinistra anche nel nostro municipio. Da qui partire con competenza e rigore per migliorare le condizioni di vita della nostra comunità e difendere un patrimonio inestimabile e irriproducibile quale l’agro romano”.

Chiara Maria Sole Bravi

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma


 

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12 COMMENTI

  1. che tempi avrà la cosa? Quando e come si potrà fare richiesta per avere un piccolo appezzamento in concessione?

    Pur essendo un elettore della “destra sociale” non posso non apprezzare la proposta e l’impegno profuso per questa iniziativa che sento mia!

  2. grazie del suggerimento Flaminia,

    è un’iniziativa ottima ma a Borghetto San Carlo c’è molto di più: la possibilità di sottrarre un pezzo di terra a potenziali speculazioni (con tutti i problemi che ne deriverebbero, tipo: viabilità etc.), la soddisfazione di prendersi una rivincita sui soliti palazzinari (imponendogli il rispetto degli impegni presi), il gusto di salvare un pezzo di storia locale (l’edificio non sarà di pregio ma casali del genere la dicono lunga sula vocazione originaria dell’agro romano!) l’opportunità di offrire a chi ha bisogno un modo per “arrotondare” e ad altri (pensionati?) un luogo di socializzazione. Per non parlare degli aspetti più “macro” (lotta alla globalizzazone, autosufficienza alimentare etc. etc.).

  3. Debbo lamentare il modo con cui è stata intrapresa e gestita questa iniziativa e fare al tempo stesso opera di corretta controinformazione se non altro riguardo alla diversa versione che mi é stata fornita da chi si era messo in contatto con me per un progetto integrato comune e poi senza ritenere di farmelo sapere se non altro per educazione ha chiesto, ottenuto e partecipato con Giacomo Lepri e gli altri della cooperativa Co.R.Ag.Gio. all’incontro con il Sindaco.
    A differenza di quanto riporta l’articolo, questa persona mi ha assicurato che non sono andati dal Sindaco Marino per perorare il loro progetto, dal momento che a suo dire avrebbero sollecitato soltanto l’acquisizione pubblica dell’area e del casale: ma se così fosse stato veramente, allora c’è da chiedersi a che titolo sono andati con tanto di accompagno di 10.000 firme raccolte per accelerare le procedure di acquisizione previste dalle compensazioni urbanistiche, che peraltro non prevedono affatto la destinazione a zona agricola dei terreni di Borghetto San Carlo.
    Con la delibera n. 44 del 27.3.2003 il Consiglio Comunale ha infatti approvato come specifica Variante di P.R.G. in cambio della compensazione urbanistica delle cubature al comprensorio Parco Talenti (peraltro già realizzato dal costruttore Mezzaroma a tutto suo vantaggio) il cambio di destinazione del comprensorio F2 Borghetto San Carlo da sottozona F2 (ristrutturazione urbanistica) a zona N (Verde pubblico) e non a zona H (zona agricola), con il contestuale impegno (a tutt’oggi non ancora mantenuto né preteso più di tanto dal Comune, in danno dell’interesse pubblico) della cessione gratuita al Comune di tutte le aree, della ristrutturazione del casale e della sistemazione del Parco circostante.
    Sotto quest’ultimo aspetto, se da un lato è comunque ormai inevitabile prima o poi l’acquisizione pubblica dell’intero comprensorio al patrimonio del Comune ma dall’altro lato leggo sull’articolo che “L’amministrazione si è dimostrata disponibile …… per IMPEDIRE LA VENDITA DEI TERRENI” e su uno dei commenti che si deve addirittura scongiurare “la possibilità di sottrarre un pezzo di terra a potenziali speculazioni (con tutti i problemi che ne deriverebbero, tipo: viabilità etc.)”, o è stata data strumentalmente al Sindaco una versione del tutto distorta di quella che è invece l’effettiva realtà oppure peggio ancora c’è stata una ignoranza totale dello stato di diritto del comprensorio.
    A tal ultimo riguardo va fatto sapere che per mandare concretamente in porto il progetto della cooperativa Co.R.Ag.Gio. occorre prima procedere ad una nuova Variante urbanistica dell’area da zona N a quanto meno “parco agricolo” riconducibile come recita l’art. 70 delle N.T.A. del P.R.G. vigente “ad un sistema unitario di interesse naturalistico, paesaggistico, storico-archeologico, da tutelare e valorizzare”, evitando al costruttore Mezzarona di spendere per la sistemazione del Verde Pubblico (che deve invece diventare agricolo) dei soldi a vuoto che potrebbero e dovrebbero essere riversati per una migliore ristrutturazione dei casali: a tal ultimo riguardo occorre per di più “studiare” prima la ristrutturazione del casale in funzione del progetto, per evitare di doverci rimettere poi le mani e spendere altri soldi per realizzarlo.
    Ma con riguardo specifico al Casale, anche su mie ripetute sollecitazioni fino all’ultima rivolta al Commissario Straordinario dell’Ente Parco di Veio Massimo Pezzella con nota prot. n. 37 del 1.9.2010, il Consiglio dell’allora XX Municipio ha approvato la risoluzione n. 4 del 14.2.2011 con cui ha impegnato l’allora Presidente Giacomini e gli assessori competenti ad attivarsi affinché si portasse a compimento “l’iter tecnico amministrativo per l’acquisizione a patrimonio comunale ….. al fine di destinare il complesso agricolo Borghetto S. Carlo a sede dell’Ente Parco di Vejo, e a sede per servizi pubblici”.
    La suddetta risoluzione è stata votata anche dagli allora consiglieri Daniele Torquati e Marco Tolli, di cui mi sorprendono molto le rispettive dichiarazioni di oggi perché lasciano capire che si sono dimenticati del tutto non solo di questo loro voto, ma del dibattito che c’è stato prima delle ultime elezioni al Parco Papacci a cui ho partecipato assieme a Giacomo Lepri per far sapere a tutti che ci eravamo incontrati e trovato una perfetta intesa nel mettere assieme armonicamente tanto la destinazione di una parte del casale a sede legale “romana” dell’Ente Parco di Veio quanto la destinazione del rimanente casale a cucina multifunzionale e ristorazione con esercizio permanente di 50 posti, nonché a fattoria didattica ed a locale attrezzato con annesso magazzino per la vendita diretta al pubblico dei prodotti coltivati nel parco agricolo circostante.
    Mi stupisce quindi e mi addolora che l’impegno a lavorare assieme per questo interessantissimo “progetto integrato” sia stato del tutto disatteso per andare dal Sindaco da soli a parlare per ben due ore solo dei loro esclusivi interessi e non anche di quelli di interesse pubblico ben più generale di dare all’Ente Parco di Veio una sede prestigiosa a ridosso dell’antica via Veientana, dell’arco del Pino e dell’acropoli di Veio.
    Vorrà dire che sarò costretto mio malgrado ad agire a mia volta da solo a nome della associazione VAS ed a ricordare al neo Presidente Daniele Torquati ed al Sindaco Ignazio Marino l’obbligo di rispettare gli impegni presi in precedenza e di coordinarli quindi con il progetto della cooperativa Co.R.Ag.Gio. che, se non altro perché arrivata per ultima, non può pretendere adesso di passare per prima scavalcando come un carro armato quanto già raggiunto a seguito di battaglie ultradecennali.

  4. Mi spiace molto , caro architetto Bosi, del trattamento che sta ricevendo dai “suoi compagnucci di merende” (non la prenda come un’offesa). Ora si sta rendendo conto che il “male assoluto” non era dove lei spesso indicava… meglio tardi che mai… continui la sua battaglia, ma penso che si troverà di fronte un muro di gomma…
    Cordiali saluti.

  5. Sig. Nico Ferri,
    sono molto più dispiaciuto io della sua risposta, dal momento che mi sarei aspettato anche da Lei un commento che facesse capire come la pensa riguardo a quelli che in questo caso sono comunque pari interessi pubblici, anche se diversi fra di loro, di cui dimostra che se ne infischia altamente e sfrutta solo come pretesto per propri commenti di basso stampo politico, nemmeno da salotto, di cui almeno io sono francamente stufo.
    Tengo a farle sapere ad ogni modo che io non ho mai avuto o considerato né peggio che mai definito in modo al limite dell’’offesa “compagnucci di merende” i miei interlocutori politici, così come penso e spero che Lei non abbia mai avuto “camerati di bagordi”.
    Tengo a precisarle a maggior ragione che come responsabile di una associazione ambientalista che è portatrice di interessi diffusi mi pongo “politicamente” sempre al di fuori ed al di sopra delle parti, per cui sono del tutto prive di fondamento le sentenze con cui mi condanna, perché a suo giudizio indicherei spesso il “male assoluto” solo da una stessa parte politica che sembra essere anche la sua e che peraltro mi ha più volte riconosciuto pubblicamente la mia onestà intellettuale di pormi sempre al di sopra dei partiti politici.
    Per legge ho il pieno diritto di intervenire in tutte le iniziative e gli atti di pubbliche amministrazioni (di qualunque colore politico di turno siano) da cui possa oggettivamente derivare un pregiudizio ed un danno agli interessi diffusi di cui sono portatore: a sconfessare oggettivamente questa sua ormai patologica quanto insopportabile mania di “cavillare” sterilmente quasi sempre soltanto su tutto ciò che le sembra soltanto di sinistra, quasi come i tori ogni volta che vedono il rosso, viene il fatto oggettivo che ho attaccato a suo tempo (anche su questo blog) l’allora direttore dell’Ente Parco di Veio arch. Salvatore Codispoti non certo perché “veltroniano”, ma per avere asseverato falsamente la regolarità del piano di assetto del Parco di Veio che tale e quale è stato riadottato come “proposta” dal Commissario Straordinario Massimo Pezzella e di cui ho denunciato i gravi vizi di legittimità soprattutto per violazione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
    Mi sono trovato molte volte di fronte al muro di gomma che ti frappone la “politica” con la “p” minuscola, che non mi ha di certo fermato, specie quando sono più che convinto dei vizi di legittimità di certi atti e di certe procedure, perché continuo e preferisco credere di stare ancora in uno Stato di diritto che ti consente di avere prima o poi ragione, sia con le buone che con le cattive arrivando se necessario ad una denuncia alla Corte di Giustizia Europea.

  6. Arch. Bosi, mi scusi se ho avuto la presunzione di solidarizzare con lei, ho sbagliato… ma io so riconoscere gli errori fatti… il perseverare non è nelle mie corde.. sul fatto che lei in passato abbia avuto posizioni di parte è indubbio,ma per carità.. non se la prenda, è l’umile pensiero di chi cavilla sterilmente… io mi permetto di giudicare solo i soggetti politici, non mi faccio usare da loro… ogni tanto ognuno di noi dovrebbe farsi un’esamino di coscienza.. PASSO E CHIUDO.

  7. Vorrei sottolineare che la mia posizione è chiara, sia nel comunicato che nell’intervista nel video qui sopra: non si può prescindere dal rispetto delle regole e quindi dal rispetto dell’accordo di programma ultradecennale, per me come Presidente questa è una priorità assoluta. In seguito si vedrà cosa fare di un bene che è pubblico e che deve rimanere pubblico e a disposizione del territorio. E’ ovvio che dobbiamo guardare nell’interesse non di questa o quella associazione, bensì dobbiamo pensare a come rilanciare le prerogative di Roma nord, che oltre ad essere immersa nel Parco di Vejo è il territorio più verde di Roma, il quale a sua volta è il Comune agricolo più grande d’Europa. Ci dobbiamo muovere a mio parere in questa direzione senza però rivendicare la primogenitura di nulla, anche se i ragazzi e le ragazze che hanno occupato simbolicamente il Borghetto S. Carlo hanno avuto l’indubbio merito di aver fatto riemergere una questione che sembrava essere dimenticata, ciò non vuol dire che non ci debbano, o possano, essere altri contibuti positivi al dibattito.

    Daniele Torquati
    Presidente Municipio Roma XV
    danieletorquati@virgilio.it
    http://www.danieletorquati.it

  8. Il grosso problema di Borghetto San Carlo sono le risorse economiche da recuperare e da ridestinare alla ristrutturazione.
    Una volta risolto il problema economico, credo che tra il Parco di Veio, il Municipio Roma XV e le associazioni interessate si potrà fare un bel protocollo di utilizzo e di intesa preposto a dare alla collettività un altro splendido posto all’interno di una delle aree naturali tra le più belle a Roma nord per progetti finalizzati all’agricoltura, alla oniterapia, all’ippoterapia e soprattutto al perfetto connubio tra uomo e ambiente.
    Il Municipio con l’allora Presidente Giacomini ha votato la risoluzione che destinava parte di Borghetto San Carlo ad una sede possibile del Parco di Veio per Roma considerando che la circa 6000 ettari sono proprio a Roma.
    Il Presidente Torquati e’ colui che allora ha partecipato alla votazione in maniera positiva e credo che ora potremmo andare avanti per concludere l’iter.

    Massimo Pezzella
    Commissario Straordinario
    Ente Regionale Parco di Veio

    http://www.parcodiveio.it

  9. Il Commissario Pezzella parla solo di “progetti finalizzati all’agricoltura, alla oniterapia, all’ippoterapia” e sembra quindi escludere una destinazione del casale a sede legale dell’Ente Parco di Veio, anche perché esisterebbe di già quella di recente spostata da Campagnano a Sacrofano che è stata decisa dall’ultimo Consiglio Direttivo, ma di cui si vanta lui di averla realizzata.
    È evidente da un lato la necessità di avere comunque una seconda sede nel XX Municipio che sarebbe ben più accessibile direttamente per tutti i cittadini che abitano in metà del parco: questa necessità è stata riconosciuta dallo stesso Commissario Pezzella, che però avrebbe voluto spostare momentaneamente quanto meno gli Uffici Tecnici nei casali del Parco di Volusia, sfruttando il finanziamento di 100.000 € stanziato dall’allora Assessore regionale al bilancio Luigi Nieri, ma poi mai erogati perché non utilizzati con un progetto vero e proprio di reccupero dei tre fabbricati rurali.
    A tal ultimo riguardo debbo dall’altro lato far presente al Commissario Pezzella che é arrivato per ultimo e dallo scorso 22 giugno continua per giunta ad amministrare ancora il parco in un regime di “prorogatio” che non mi risulta nemmeno legittimato da nessuna norma e che non lo autorizza comunque a fare piazza pulita degli impegni presi precedentemente dall’Ente Parco.
    Nel caso che lo ignorasse gli faccio presente che già nel bilancio di previsione dell’Ente Parco di Veio del 1999 era prevista la copertura per l’affitto del Casale di Borghetto S. Carlo, di cui non era stata ancora decisa la compensazione della relativa lottizzazione.
    Gli ricordo soprattutto che con deliberazione n. 54 del 21 dicembre 2005 l’allora Commissario Straordinario Silvia Montinaro ha adottato a nome dell’Ente Parco di Veio il Programma Pluriennale di Promozione Economica e Sociale (P.P.P.E.S.) poi inviato alla Regione Lazio per la definitiva approvazione, non ancora a tutt’oggi avvenuta, che è pubblicato sul sito dell’Ente alla pagina http://www.parcodiveio.it/programma-pluriennale-di-promozione-economica-e-sociale-pppes/: nel secondo volume sono contenute fra le altre da un lato la scheda di intervento C1 che è dedicata alle “Case del Parco” fra le quali è prevista come tale proprio il casale di Borghetto S. Carlo, mentre dall’altro lato è pubblicata anche la sceda di intervento B5 che prevede la Promozione di un sistema di “Botteghe del Parco” con la “creazione di una rete di punti di vendita dove è possibile trovare prodotti alimentari ed artigianali provenienti esclusivamente dal Parco di Veio, ivi compresi soprattutto quelli con il marchio dell’Ente che ne certifica la garanzia di qualità dal produttore al consumatore”.
    Sulla pagina ufficiale dell’Ente dedicata al P.P.P.E.S. é pubblicato che “questo Programma, opportunamente coordinato con il Piano ed il Regolamento del Parco, rappresenta uno degli elementi principali di una efficace gestione del territorio, puntando sulle azioni più qualificanti dal punto di vista culturale, sociale ed economico e meno impattanti sotto il profilo ambientale”.
    All’atto pratico dopo ormai 8 anni dalla adozione di questo programma nulla è stato fatto di quanto da esso previsto, dal momento il Regolamento del Parco di Veio deve essere ancora adottato e che il P.P.P.E.S. non è stato per niente coordinato con la proposta del Piano di Assetto che per di più destina il comprensorio a sottozona C1 relativa al “Paesaggio agrario con funzione di connessione ambientale”, ignorando del tutto l’area archeologica vincolata di più di 12.000 mq., oltre che un utilizzo istituzionale del casale.
    Invito pertanto il Commissario Massimo Pezzella, per il tempo in cui gli verrà prorogata la sua carica straordinaria, al rispetto delle finalità del P.P.P.E.S. dell’Ente Parco di Veio, che peraltro come si può ben vedere ha “sposato” in anticipo l’idea di un “progetto integrato”: lo stesso invito vale, per gli ambiti di rispettiva competenza, sia per il neo Presidente Daniele Torquati che per il Sindaco Ignazio Marino ed il neo Assessore all’Ambiente Estella Marino, che sarà presumibilmente eletta Presidente della Comunità del Parco di Veio.
    Il “progetto integrato” da realizzare deve passare in modo coordinato fra tutte le istituzioni interessate attraverso le fasi temporali da me ipotizzate nel mio 1° commento all’articolo.

  10. Ricordo per la correttezza delle informazioni che la sede era stata indicata insieme a decine di altri immobili, e non decisa e tantomeno era presente un accordo scritto tra il precedente consiglio direttivo e le amministrazioni. Cosa ancora più grave si parlava di un affitto annuo che sfiorava i 50 Mila euro annui.
    Il sottoscritto non solo ha portato a termine questa proposta ma con la differenza che i cittadini non dovranno pagare nulla per 20 anni. Quindi si risparmieranno oltre 1 milione di euro di soldi pubblici. Infatti ho firmato un comodato gratuito per 20 anni con il Comune di Sacrofano. Inoltre oltre alla sede si avrà a disposizione un laboratorio di trasformazione per i prodotti e i produttori del Parco di Veio che ne faranno richiesta.
    Per ciò che riguarda i casali e immobili presenti nel Parco la mia volontà di portare a termine determinati progetti, sede e quant altro, e’ ferma sui tavoli delle varie amministrazioni comunali e regionali protocollati diversi anni fa per volontà di qualcuno.
    Sono convinto che le chiacchiere non servono, ma bensì i fatti.
    Credo che sia arrivato il momento per qualcuno che legge male le informazioni e le riporta ancora peggio ormai da anni, di dedicarsi magari a lavori socialmente utili piuttosto che sprecare tempo a scrivere notizie superficiali e non veritiere per dimostrare la sua esistenza. Offro il mio aiuto per indirizzarlo sulla retta via.

    Massimo Pezzella
    Commissario Straordinario
    Ente Regionale Parco di Veio

  11. Il buon Rodolfo (Bosi) mi segnala l’intervento di Pezzella sulla nuova sede dell’ Ente Parco a Sacrofano. Intervengo volentieri, seppure scettico di potere interloquire con chi si rifa’ alla “correttezza delle informazioni” e subito dopo scrive cose non vere.

    Il Consiglio Direttivo del Parco di Veio del quale sono stato vicepresidente (2007-2010), si diede degli obbiettivi primari: tra questi la nuova sede e il Piano di assetto. Per la ricerca della nuova sede fu incaricata una commissione composta dal sottoscritto e dai Consiglieri Moretti e Cardarelli, che visito’ alcuni immobili (3 o 4, non “decine”) e poi individuo’ l’offerta del Comune di Sacrofano come la migliore, relazionando per iscritto al Consiglio. Fu prodotta una bozza di convenzione che prevedeva – come poi avvenuto – che il Parco avesse la sede in cambio dell’accollo dei lavori di recupero dell’edificio. I 50.000 euro citati da Pezzella erano le spese per affitti che l’Ente avrebbe risparmiato andando a Sacrofano, forse non ha letto bene le carte. In ogni caso tutto quanto é protocollato e scritto, dai verbali del Consiglio alle relazioni, e sta negli archivi dell’Ente. Al di la’ di questo l’allora Sindaco di Sacrofano Casagrande potrebbe testimoniare quale fosse l’accordo per la sede e chi (il sottoscritto) si spese laicamente e con grande impegno per chiudere il contratto.
    Purtroppo la cosa non riusci’ per problemi “politici”, che logicamente sparirono quando cambio’ la Giunta Regionale, che tra le altre cose mando’ via i vecchi Consigli e commissario’ i Parchi del Lazio. Il Commissario di Veio trovo’ tutto quanto gia’ pronto, e anche la penna intinta nel calamaio per firmare.

    Tanto dovevo all’informazione in quanto indirettamente chiamato in causa. Produrro’ eventuale, analoga precisazione sul Piano di Assetto, se sara’ necessario, non gradendo le polemiche o le asserzioni non supportate da documenti certi.

    Rilevo infine che una buona dose di spirito lavorativo “socialmente utile” é indispensabile a tutti quelli che fanno i Pubblici Amministratori, anche se nominati e non eletti, come i “Commissari Straordinari”.

    Enrico Pane

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