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De Gregori all’Auditorium: l’amore esiste ancora

degreg120.jpgMercoledì 10 luglio, con inizio alle ore 21, la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica ospiterà il concerto di Francesco De Gregori che, accompagnato da una band di sette elementi, presenterà i brani dell’ultimo album “Sulla Strada” insieme a molte canzoni della sua fulgidissima carriera che abbraccia quattro decadi della sua e della nostra storia. Scopriamo, dunque, insieme cosa ascolteremo in questo live-act di due ore e passa che è inserito nell’XI edizione della rassegna “Luglio suona bene”.

Luci ed ombre, costruzioni poetiche inconfondibili e versi non propriamente suggestivi; musica rotonda e avvolgente, forse troppo leziosa in certi brani, voce intatta e inserita nei posti e nei momenti giusti, produzione esemplare, ineccepibile.

Onestamente, e con il vago timore di essere accusati di lesa maestà, non riusciamo a farci piacere fino in fondo quest’ultima fatica discografica che il cantautore romano ha pubblicato lo scorso anno. Le nove canzoni, che costituiscono l’ossatura di “Sulla Strada”, – disco d’oro con oltre trentamila copie vendute – non ci convincono pienamente, lasciandoci l’idea e la sensazione che si poteva aspettare e osare di più prima di plasmare definitivamente l’ottimo materiale a disposizione.

Non che il disco sia brutto o deludente, intendiamoci, ma “Sulla Strada” è un “prodotto” (ben confezionato) più che un album ben completato, è un rischio schivato più che un passo in avanti, si tiene prudentemente vicino alla riva anziché tentare la via del mare.

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Questo nuovo percorso, che idealmente va da Jack Kerouac (“Sulla Strada”) fino a Wim Wenders (“Falso Movimento”) e che si avvale delle collaborazioni di Nicola Piovani (“Passo d’uomo” e “Guarda che non sono io”) e di Malika Ayane (“Ragazza del ’95” e “Omero al Cantagiro”), non aggiunge molto alla strada (appunto) già percorsa, non svela un altro orizzonte dietro la collina, non è un giorno di sole dopo il diluvio.

Queste nove canzoni – che parlano d’amore e di guerra, di gioventù e di vita – non fanno esclamare “wow!”, ma non fanno nemmeno gridare allo scandalo; queste nove canzoni hanno una loro precipua musicalità e personalità senza, però, risultare profondamente incisive e riecheggiando talvolta (bene, assai bene) temi e tessuti sonori già sentiti in precedenza.
Nei testi, invece, si rintraccia spesso la straordinaria capacità poetica di De Gregori, un torrente compositivo che, però, in diversi brani sembra come frenato, incompleto e, talvolta, addirittura solamente abbozzato.

Insomma: “La Guerra”, forse il miglior brano dell’album, è splendida, ma ci fa pensare ad una sorta di spin-off di “Generale”; “Showtime” e l’autoreferenziale “Guarda che non sono io” possiedono suggestioni musicali ragguardevoli, ma troppo familiari; “Belle Époque” e “Omero al Cantagiro” sono ironiche e divertenti, “Passo d’uomo” è significativa ma in diversi punti risulta stucchevole e non emoziona profondamente.

Intendiamoci per la seconda volta: quasi qualsiasi artista farebbe carte false pur di sfornare un disco di questo tipo, che è anche una lezione di come si lavora in sala d’incisione, ma, come detto all’inizio e per le ragioni accennate poco fa, “Sulla Strada” non ci convince fino in fondo.

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Ad ogni modo, nella speranza di aver schivato gli strali dei fan più irriducibili, andiamo a vedere cosa ci riserverà il concerto in programma all’Auditorium, nel quale il Principe sarà affiancato da Paolo Giovenchi e Lucio Bardi (chitarre), Alessandro Arianti (tastiere e fisarmonica), Alessandro Valle (mandolino e pedal steel guitar), Guido Guglielminetti (basso), Stefano Parenti (batteria) e Elena Cirillo (violino e cori).

Lo show si apre con quattro brani tratti da “Sulla Strada”: la title-track, “Passo d’Uomo”, “Bella Époque” e “Guarda che non sono io”. I quattro nuovi segmenti anticipano due gemme fra le gemme – ossia “Titanic” e “Viva l’Italia” – che, a loro volta intervallate da “Il Panorama di Betlemme” (da “Pezzi”, 2005), precedono le immense “Generale” (da “De Gregori”, 1978) e “Atlantide” (da “Bufalo Bill”).

Tre pezzi ripescati dagli anni novanta – “Compagni di viaggio”, “Bellamore” e “Battere e levare” – annunciano la delicatissima “Sempre e per sempre” (da “Amore nel pomeriggio, 2001), prima che altre due pietre miliari, come “La Storia” (da “Scacchi e Tarocchi, 1985) e “Santa Lucia” (da “Bufalo Bill”), riconquistino nuovamente i nostri cuori affamati di tenerezza e stupore, di rivelazioni e poesia.
Dopo “Un Guanto”, “Bambini venite parvulos” e “Finestre rotte”, il concerto “regolare” si conclude con “Vai in Africa Celestino”.

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Nel rituale liturgico – irrinunciabile e liberatorio – dei bis, subito dopo “Showtime”, ecco ancora l’artiglieria, ecco di nuovo un “colpo basso”, la staffilata che ci farà di nuovo capire e giurare che è sempre il momento di “buttare questo nostro enorme cuore tra le stelle”. Dopo la magnificenza de “La Donna Cannone”, arrivano le due versioni di “Buonanotte Fiorellino”: quella canonica e quella più frizzante, che prende in prestito le note della dylaniana “Rainy Day Women”.

Ma non è ancora finita: dopo aver reso omaggio al romanticismo di Re Elvis Presley attraverso la cover di “Can’t help falling in love”, De Gregori manda tutti a casa con l’incomparabile “Rimmel”.

“Ora le tue critiche puoi spedirle a un indirizzo nuovo”, sembra dirci scherzosamente il Principe, che, dopo due ore e “spicci” di concerto è riuscito a trasmettere di nuovo l’unica consapevolezza che conta davvero: nonostante ciò che dicono gli “uomini saggi” e i tempi che stiamo vivendo, l’amore esiste ancora.

Giovanni Berti

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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1 commento

  1. Attenzione,
    a causa della pioggia persistente il concerto di Francesco De Gregori, previsto ieri nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma è stato rinviato a oggi, giovedì 11 luglio alle ore 21 nello stesso luogo.
    Coloro che hanno acquistato il biglietto d’ingresso potranno accedere al concerto con lo stesso tagliando. La richiesta di rimborso, invece, potrà essere inoltrata presso lo stesso punto vendita dove è stato effettuato l’acquisto entro le ore 16 della giornata di oggi. In caso di acquisto via Internet, la richiesta di rimborso andrà indirizzata al relativo rivenditore online, sempre entro le ore 16 della giornata di oggi.

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