Home AMBIENTE Raccolta abiti usati, una proposta Humana

Raccolta abiti usati, una proposta Humana

humana120×90.JPGIn una città come Roma, e in un Municipio come il XV, in cui la gestione e lo smaltimento dei rifiuti costituiscono una ferita sempre aperta, c’è anche chi vorrebbe mettere a disposizione capacità e competenze, ma resta volutamente inascoltato. E’ quanto accade per la raccolta degli abiti usati.

Secondo ricerche del Conau (Consorzio Nazionale Abiti e Accessori Usati) le migliaia di tonnellate di stoffe “cadute in disgrazia”, anziché finire in discarica, potrebbero essere recuperate nei processi produttivi o in cicli di consumo, con una forte diminuzione nelle emissioni di Co2 rispetto a quanto accadrebbe se si utilizzassero materie vergini.

Con la raccolta di 1 kg di abiti usati infatti, si riduce l’emissione CO2 di 3,6 kg; il consumo di acqua di 6000 litri; l’uso di fertilizzanti di 0,3 kg e l’utilizzo di pesticidi di 0,2 kg.

La posizione dell’Ama

Ad oggi, fa sapere l’Ama, per la raccolta degli indumenti usati sono posizionati circa 1.500 contenitori di colore giallo (nel 2008 erano appena 504), disseminati in tutto il territorio comunale.
Il prelievo dai contenitori, viene svolto dal 2003 dall’associazione temporanea di impresa (Ati) Roma Ambiente, composta dal Consorzio Alberto Bastiani (emanazione della Comunità Capodarco di Roma) e dal Consorzio Sol.Co per cui operano cooperative sociali formate in prevalenza da fasce svantaggiate di lavoratori.

Il 1 novembre 2008 l’Ati Roma Ambiente ha visto scadere i termini dell’affidamento, poi prorogati fino al 31 ottobre 2011, e poi ancora fino a giugno 2012.
Da quella data, la gestione della raccolta si è perpetuata attraverso i medesimi operatori con un sistema di proroghe in successione, senza la pubblicazione di alcun bando pubblico da parte dell’Azienda municipale.

La proposta di HUMANA

“Sono nato e cresciuto a Vigna Clara, vivo e vedo le condizioni in cui versa questo quartiere e Roma tutta. Al tempo stesso lavoro per HUMANA e conosco dall’interno il servizio che l’organizzazione già offre in Italia e potrebbe offrire a questa città”.

A parlare così a VignaClaraBlog.it è Amelio Nicola Schiavo, Unit Manager di HUMANA People to People Italia Onlus, che dal 1998 è presente in Italia e dopo le sedi di Milano, Brescia, Rovigo,Teramo e Torino, lo scorso anno ha aperto un’unità a Pomezia in provincia di Roma.

Grazie agli oltre 4600 contenitori presenti in oltre 40 province italiane, in questi 15 anni HUMANA ha ricevuto in donazione 85 mila tonnellate di indumenti, 14,5 solo nel 2012.

humana4704.jpg

Questa sottovalutata risorsa tessile, ha permesso di realizzare in paesi del sud del mondo pozzi, scuole, interventi di aiuto all’infanzia e sviluppo comunitario, prevenzione di HIV/AIDS e malaria, così come programmi agricoli per la sicurezza alimentare.

“Siamo l’unica Onlus del settore – continua Schiavo – che controlla tutta la filiera, dal contenitore, alla raccolta, allo smistamento, ai progetti umanitari (500 circa), che abbiamo in tutto il sud del mondo e che finanziamo anche grazie alla raccolta di abiti usati. In poche parole gli unici del settore a poter garantire che quell’abito donato vada realmente a buon fine e sia tracciato.”

“Ho letto su VignaClaraBlog.it gli articoli sui contenitori gialli cosiddetti “di monsignore” e in particolar modo gli ultimi due, ironici ma emblematici,  e da operatore del settore me ne sono rammaricato. Ledono l’immagine anche di chi, come noi, lavora da anni con metodi completamente diversi. Basti pensare che sui nostri contenitori ci sono i nostri numeri di telefono, gli adesivi identificativi della Onlus e il percorso che quegli abiti faranno”.

Nicola Amelio Schiavo la proposta l’ha lanciata. “Dispiace ancor di più per chi, come me, è cresciuto a Roma nord e vede, tra i tanti, anche questo scempio dei “cassonetti gialli” in rovina” (NdR: leggi qui e qui).

Come lavora HUMANA

Gli indumenti usati vengono raccolti attraverso gli appositi contenitori gialli, riportanti la scritta “HUMANA”. Una parte degli abiti estivi viene spedita in Mozambico, Zambia e Malawi. Qui gli indumenti vengono venduti a prezzi contenuti permettendo di creare posti di lavoro e di ottenere fondi da devolvere ai progetti che HUMANA gestisce in loco.

I vestiti sono donati gratuitamente solo nei casi di emergenza. Gli indumenti che non vengono spediti in Africa sono venduti in Europa, sia al dettaglio sia all’ingrosso. Anche in questo caso l’utile ricavato finanzia i progetti di sviluppo.

vaxx.jpg

La raccolta degli abiti consente perciò, un importante vantaggio sociale, oltre che economico ed ecologico. Permette di realizzare interventi umanitari nel Sud del mondo, di sensibilizzare le coscienze sui temi della solidarietà e della tutela ambientale e di creare posti di lavoro in Italia: attualmente sono 90 le persone impiegate da HUMANA.

Il vantaggio economico risiede nella gratuità del servizio offerto e nella riduzione delle spese di smaltimento rifiuti per le amministrazioni comunali e quindi per i cittadini. Da sottolineare un dato: i vestiti donati a HUMANA solo nel 2012, hanno permesso un risparmio di 2,2 milioni di euro.

I numeri della raccolta HUMANA in Italia

4.300 contenitori gialli; 42 province raggiunte con il servizio gratuito di raccolta abiti; 6 filiali operative; accordi con 730 amministrazioni comunali, 16 aziende multiservizi e 11 consorzi.

14,5 milioni sono i chili di abiti raccolti nel 2012 e questo quantitativo ha permesso di risparmiare 52,2 milioni di chili di CO2 non emessa; 87 miliardi di litri di acqua; 4,3 milioni di chili di fertilizzanti e 2,9 milioni di chili di pesticidi; 2,2 milioni di euro alle amministrazioni comunali;

Gli abiti spediti in Africa: nel 2012, 1,3 milioni di chili per un valore di 674 mila euro; dal 1998 al 2012 8,1 milioni di chili per un valore economico di 3,6 milioni di euro.

Stefania Tiozzo, Responsabile comunicazione dell’organizzazione così dichiara a VignaClaraBlog.it: “HUMANA (www.humanaitalia.org) spera di poter offrire presto il proprio servizio anche alla città di Roma, permettendo ai cittadini della capitale di donare i propri capi usati per lo sviluppo nel Sud del mondo. Sono infatti molto numerosi i romani che ci contattano al numero 06-91.45.291 per sapere dove si trovino i nostri contenitori, per ora presenti solo in provincia”.

Chiara Maria Sole Bravi

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

Visita la nostra pagina di Facebook

2 COMMENTI

  1. Importante fare la differenziata…ma più importante svuotare i cassonetti pieni e aumentare la quantità dei cassonetti.
    In via della giustiniana hanno tolto dei cassonetti…(non si sa il motivo) ed ora sono insufficiente e si buttano le buste di immondizia in terra!!
    Questa è civile? Questa è la differenziata?

  2. ma non ci sono già da anni? io ne ho uno sotto casa e funziona benissimo, una volta ho buttato delle cose che ho dovuto recuperare e mi hanno aiutato, sono pure stato alla loro sede a riprendermele e sono veramente ben organizzati e lavorano sul sociale! Poi cercando di sta Humana sia proprio sociale, ci sono articoli di evasione fiscale, sfruttamento del volontariato etc etc!! boh!!

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome