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Internazionali: Carmelo Di Dio, supervisor Atp, a colloquio con VignaClaraBlog.it

“Roma il torneo più bello, quest’anno battuti tutti i record di presenze, di pubblico e di sponsor, erano presenti sui campi i giocatori migliori del mondo. Non è più il torneo di Roma e d’Italia, è diventato proprio internazionale,ormai è il quinto Grande Slam”. Parole di Carmelo Di Dio, Supervisor degli Internazionali di Tennis, intervistato in esclusiva da VignaClaraBlog.it.

Carmelo Di Dio, supervisor Atp, una vita in giro per grandi tornei di tennis. Sei mesi l’anno di trasferte tra Asia, Africa, Europa e Sudamerica. Partendo dalla natia Mesagne, in provincia di Brindisi, per tornare sempre a Roma, dove vivono le figlie, e dove ogni maggio va in scena il suo torneo preferito: gli Internazionali.

Anche quest’anno Supervisor dell’Atp di Roma, un ruolo d’immensa responsabilità, durante un evento che cresce senza interruzione e rappresenta ormai uno degli appuntamenti più attesi della stagione tennistica: “Quest’anno sono stati battuti tutti i record. Di presenze, di pubblico, di sponsor. Anche dal punto di vista tecnico è stata un’edizione senza precedenti, erano presenti sui campi i giocatori migliori del mondo“.

Un appuntamento ormai immancabile per gli appassionati di tennis di tutto il mondo, in rapida espansione negli ultimi anni. Una manifestazione che sta dando linfa vitale anche al tennis italiano, con nuovo e fervido interesse per i tennisti del nostro paese.

La gente viene a Roma e oltre ai romani ci stanno tantissimi spettatori stranieri, non solo dall’Italia, ma da tutto il mondo. Vengono dalla Germania, dall’Inghilterra,dalla Francia” dichiara a VignaClaraBlog.it Carmelo Di Dio spiegando che quello di Roma “Non è più il torneo di Roma e dell’Italia, è il quinto grande slam, è diventato proprio internazionale, seguito anche all’estero, il nome Internazionali, infatti, è perfetto. Invece il pubblico italiano, che ogni anno continua ad aumentare, ha contribuito anche i risultati in Fed Cup e in Coppa Davis, dei nostri atleti. Il torneo romano ha aumentato l’interesse per questo sport a livello nazionale, favorendo lo sviluppo anche tecnico dei nostri tennisti“.

L’edizione 2013 degli Internazionali è andata come da copione, Nadal vincitore sulla sua terra rossa per la settima volta. Il copione forse non è stato rispettato per l’altro finalista, che non è stato Novak Djokovic, ma uno spento Roger Federer, nonostante il brillante cammino dello svizzero fino alla finale.

E’ stata un’edizione al top da tutti i punti di vista – spiega ancora Di Dio -. I due finalisti di quest’anno si giocano in finale i Grandi Slam e rappresentano il più alto tennis che si può vedere oggi. E’ vero, tutti aspettavano Novak Djokovic in finale, nella sua amata Roma, ma il serbo ha avuto problemi fisici e non era al top. Federer invece è arrivato benissimo alle semifinali, prima di arrendersi in finale. La finale è durata poco più di un’ora, lo svizzero non ha giocato come sa. C’è da dire che Nadal è in crescita spaventosa, da quando è rientrato ha giocato 8 tornei, facendo 8 finali e vincendone 7. Ha stravinto lo spagnolo, sia per la condizione di Federer non eccellente, sia perché con un Nadal così è difficile giocare, il maiorchino non gli ha dato modo di pensare“.

Proprio per lo spagnolo sembrava inclinarsi la preferenza del pubblico romano, sempre più “ammaestrato” al tennis.

I romani sono sempre più competenti. La caratteristica del pubblico della capitale è che si appassiona al giocatore. Non è un pubblico passivo, è attivo, con passione, e porta avanti il proprio beniamino supportandolo. In altri paesi il pubblico è più neutrale, il romano si appassiona molto ad alcuni giocatori e li supporta, questa è una caratteristica dei romani“.

Proprio dal pubblico di quest’anno, numeroso come mai nella storia degli Internazionali, si capisce che l’Atp di Roma ormai occupa un posto importante nel calendario degli appuntamenti tennistici. Una grande organizzazione che ha consentito all’evento di diventare, in pochi anni, un torneo seguitissimo e apprezzato anche dagli addetti ai lavori.

Roma per me è il più bel torneo che c’è sulla terra rossa – esclama Carmelo di Di Dio ai microfoni di VignaClaraBlog.it – Dal punto di vista dell’atmosfera che si respira durante il torneo. Non si trova da nessuna parte, forse il Roland Garros gli si avvicina ma non è la stessa cosa. Non solo per la città, che è splendida, ma anche per l’aria che si respira al Villaggio. Anche per gli atleti è la stessa cosa, amano Roma e il suo torneo. Nonostante sia un torneo faticoso, per noi che stiamo fuori dai campi. Il foro è configurato in maniera scomoda per noi organizzatori, che tra un campo e l’altro dobbiamo percorrere molti chilometri al giorno. Ma si cammina con piacere“.

Francesco Cianfarani

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