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Borghetto San Carlo, un gesto di Coraggio

borghetto.jpgDa venerdì mattina presidiano i cancelli di Via Cassia 1450. Chiedono “terre pubbliche ai nuovi agricoltori” e si dicono “pronti a seminare”, perché Borghetto San Carlo, un bel pezzo di terreno agricolo compreso fra il chilometro 14 e il 16 della Cassia, a La Giustiniana, rappresenta di fatto un bene comune negato.

Il caso

Borghetto San Carlo, ben 22 ettari di agro romano situati all’interno del Parco di Veio e un casale dei primi del ‘900 lasciati nel più totale abbandono. L’appezzamento è stato acquisito dal Comune di Roma a marzo 2010 per cessione del costruttore romano Massimo Mezzaroma che già nel 2003 (con Delibera del Consiglio Comunale n.44/2003) si era impegnato a restituirla come compensazione urbanistica per le cubature di cemento riversate nell’ex IV municipio.

Nella deliberazione si prevede da parte del costruttore anche la ristrutturazione del casale e la sistemazione del Parco sottolineando la necessità di tutelare e valorizzare un bene pubblico di tale portata e considerando l’alto pregio storico, ambientale e archeologico dell’area agricola e delle strutture rurali del Borghetto San Carlo.

Proposte di risoluzione che da più di dieci anni vengono ignorate.

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L’iniziativa

“Per questo siamo qui oggi, nel pieno rispetto del vincolo di destinazione agricola previsto per questa zona dal piano di assetto del Parco di Veio: Borghetto San Carlo deve essere destinato ad attività di interesse pubblico”.

A parlare è Giacomo Lepri, portavoce della Cooperativa agricola Co.R.Ag.Gio.,Cooperativa romana agricoltura giovani.
Lui come gli altri membri della cooperativa,vuole vivere in una città in cui la terra possa offrire delle prospettive, un futuro, in cui la terra sia considerata risorsa.

Insieme a Giacomo altri ragazzi, chi con una laurea in architettura chi in antropologia. Ci sono agronome e braccianti d’esperienza e chiedono a gran voce l’immediata ristrutturazione del casale e la collaborazione da parte dell’Amministrazione Comunale a far rispettare l’impegno preso da Mezzaroma, perché i lavori che dovevano essere ultimati a marzo 2013 con un investimento di oltre 2milioni di euro non hanno mai preso il via.

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Il progetto Borghetto

“Abbiamo inoltre presentato all’Ente Parco Veio un’osservazione al Piano di Assetto per chiedere di modificare la classificazione di una porzione del fondo dalla sottozona C1, destinata all’agricoltura intensiva, alla sottozona D3 che individua le aree destinate alla valorizzazione e al recupero del patrimonio edilizio esistente al fine di incentivare le utilizzazioni agricole” sottolineano a VignaClaraBlog.it i ragazzi.

Borghetto San Carlo è stata infatti una delle aziende agricole più attive e fiorenti del comprensorio di Veio fin dai primi del ‘900, assieme alla “gemella” azienda dei Casali del Pino e il suo prestigioso e antico valore “chiede” di essere riscattato.

Una richiesta che non ha lasciato indifferenti

Comune volontà e comuni obiettivi hanno fatto sì che oltre alla Co.R.Ag.Gio altre cooperative e associazioni si mettessero sinergicamente al lavoro in difesa dell’agro romano.

E così il “progetto borghetto” è diventato un progetto collettivo che vede riunite la cooperativa Co.Br.Ag.Or, azienda agrituristica che si trova all’interno della Riserva Naturale dell’Insugherata, lo studio associato Agrifolia, per la progettazione e pianificazione ambientale, la cooperativa Me&Tree attiva nella valorizzazione del territorio.
Passando attraverso Biosfera Onlus, che con un team di psicologi e pedagogisti ha come obiettivo principale la creazione di spazi che assicurino benessere psicofisico e sociale, e l’associazione cinofila Amaltea.

Gli obiettivi

Un progetto comune curato nei minimi dettagli. Una moderna agricoltura multifunzionale in grado di fornire prodotti di qualità, opportunità di sviluppo e di rispondere alle esigenze dei cittadini favorendo la loro partecipazione.

Si va dall’apertura di un agri-asilo pubblico, all’impiego di giovani disoccupati e di soggetti svantaggiati nelle attività agricole, con più di 30 posti di lavoro a regime, da attività sportive, ricreative, all’ippoterapia e alla fattoria didattica, con la previsione di orti sociali da destinare alle famiglie del quartiere.

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Le forze politiche

Un’iniziativa salutata positivamente e in maniera trasversale dalle forze politiche che si sono via via presentate alla sede del presidio. Da Sel al Pd, al M5S.

Gianluca Peciola, candidato Sel al Consiglio Comunale ha dichiarato: “Roma è il più grande Comune agricolo d’Europa.Non si può voltare la testa dall’altra parte. E’ importante difendere l’agro romano e investire su progetti come questo”.

Gli ha fatto eco Marco Tolli, ex consigliere del XV Municipio e candidato PD al Comune, che intervenendo al presidio ha dichiarato: “Ritengo che l’amministrazione comunale, d’intesa con l’ente parco di Veio, debba definire in tempi rapidi un progetto pubblico per lo sviluppo e la valorizzazione delle aree e dei locali di Borghetto San Carlo capace di creare occupazione e servizi per il territorio. Le dimensioni del casale possono garantire la presenza della sede istituzionale dell’ente parco di Veio, così come stabilito dal Consiglio del Municipio XV (ex XX), e di attività ricettive, educative e sociali. E’ fondamentale quindi rafforzare le forme di controllo pubblico nei confronti dei programmi urbanistici e, nel caso specifico, pretendere che l’amministrazione comunale abbia la voglia e la forza di indurre gli operatori privati al rispetto degli accordi previsti dalla convenzione.”

I cittadini

Il presidio ha incontrato l’adesione, la complicità e l’intervento di molti cittadini locali e delle zone limitrofe, nonché di tanti altri venuti da più lontano per testimoniare la voglia, se non il bisogno, di un luogo curato che porti finalmente socialità e valore al territorio.

Chiara Maria Sole Bravi

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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10 COMMENTI

  1. Nell’ottima presentazione della iniziativa è stato omesso di far sapere anzitutto che sull’area di Borghetto S. Carlo ricompresa tra il casale e la Cassia sono stati ritrovati dei resti archeologici di epoca romana su cui non è ovviamente possibile praticare nessun utilizzo agricolo anche perché sono stati sottoposti a vincolo con D.M. emanato il 9.3.2001, ignorato del tutto anche nella proposta di Piano di Assetto del Parco di Veio che ha destinato impropriamente anche l’area archeologica a sottozona C1. Non è stato inoltre precisato che con la delibera n. 44/2003 il Consiglio Comunale ha approvato la compensazione alla Bufalotta delle cubature previste a Borghetto S. Carlo, ma con contestuale sua Variante di P.R.G. da sottozona F2 a zona N (verde pubblico) e non a zona agricola, in modo analogo di come è stato fatto per la lottizzazione “Volusia” dove sui ca. 40 ettari ceduti gratuitamente al Comune si sta ora finendo di realizzare l’omonimo parco pubblico.
    Debbo comunque completare l’informazione che è stata data facendo sapere che fin dal 1999 come membro allora del Consiglio Direttivo dell’Ente Parco di Veio ho fatto prevedere nel bilancio di previsione la copertura per l’affitto del Casale di Borghetto S. Carlo quale sede ottimale dell’Ente, perché risulta a cavallo tra il cosiddetto “Passo della Sibilla”, a due passi dall’Arco del Pino e dall’acropoli della antica città di Veio, ed il Km. 14,800 della via Cassia, raggiungibile facilmente – oltre che in auto o con il mezzo pubblico su gomma – da una possibile antistante fermata “Castelluccia” della linea ferroviaria S. Pietro-La Storta. In data 8.10.2008 a nome della associazione VAS ho chiesto al Comune la consegna a titolo altrettanto gratuito all’Ente Parco di Veio del casale e delle aree della ex lottizzazione attrezzate a parco pubblico: il 1.9.2010 ho reiterato la richiesta al Commissario Straordinario dell’Ente Parco di Veio Massimo Pezzella che ha sensibilizzato il Consiglio dell’allora XX Municipio il quale a sua volta in data 14.2.2011 ha approvato all’unanimità la risoluzione n. 4 con cui ha impegnato il Presidente e gli assessori del Municipio ad “attivarsi al fine di destinare il complesso agricolo Borghetto San Carlo a sede dell’Ente Parco di Vejo, e a sede per servizi pubblici”.
    C’è poi da far presente che la richiesta della cooperativa agricola Co.R.Ag.Gio. basata sul “pieno rispetto del vincolo di destinazione agricola previsto per questa zona dal Piano di Assetto del Parco di Veio” non é giuridicamente fondata, perché la destinazione a sottozona C1 della “proposta” di Piano di Assetto deve essere confermata definitivamente dopo che si sarà controdedotto a tutte le osservazioni nel frattempo presentate, rispettata pienamente la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VAS) e trasmesso alla fine tutto alla Regione Lazio per la definitiva approvazione del Piano di Assetto.
    Come si può ben vedere, per poter mettere in atto l’apprezzabile iniziativa di carattere privato della cooperativa agricola Co.R.Ag.Gio. bisognerebbe accantonare le precedenti iniziative di carattere pubblico o trovare il modo comunque non facile di farle convivere assieme.
    Per un opportuno quanto significativo confronto sul tipo di problematica derivante da questa iniziativa, faccio presente che dentro il parco di Veio ricade anche la pari cessione gratuita dell’area a sinistra di via dell’Inviolatella Borghese che con le stesse motivazioni la cooperativa agricola Co.R.Ag.Gio. avrebbe potuto pretendere di coltivare sempre sul presunto pieno rispetto del vincolo di destinazione agricola previsto per questa zona dal Piano di Assetto del Parco di Veio, che la destina a sottozona B1 di riserva generale (aree agro-silvo-pastorali di collina) in modo del tutto improprio, in quanto si tratta di area di fondovalle e di spallette boscate (sottozona B2): anche in tal caso una eventuale analoga iniziativa andrebbe a scontrarsi con la “appropriazione” dell’area che di fatto è stata fatta dal Comitato Cittadino XX Municipio che la considera di già “parco pubblico” (al pari di Borghetto S. Carlo) e che il prossimo sabato 18 maggio vi tiene la “giornata della primavera”.
    Ho chiesto di avere un incontro con i responsabili della cooperativa agricola Co.R.Ag.Gio. per proporre e concordare con loro una mia precisa linea d’azione per dare immediata occupazione nel campo agricolo, a partire dai giovani disoccupati.

  2. Come sempre i lunghi commenti di Rodolfo Bosi richiederebbero repliche altrettanto lunghe e forse stucchevoli . Mi limito per ora
    1 a ricordare che Borghetto San Carlo fu salvato dall’edificazione anche grazie all’impegno dei Comitati contro le Convenzioni all’interno del Parco di Veio, che chiesero e in questo caso ottennero il totale azzeramento delle cubature.
    2 a sottolineare che la vicenda, come altre analoghe nel nostro territorio ( Volusia, Inviolatella ) mette in luce che l’amministrazione comunale , prima con il riconoscimento di compensazioni sulla base di pretesi diritti a costruire di cui sarebbero stati titolari i proprietari dei terreni, poi permettendo gravi ritardi (Volusia)’ o addirittura il totale inadempimento (Borghetto San Carlo) degli obblighi da costoro assunti, non ha come priorità la tutela del territorio e degli interessi diffusi.
    3 a esprimere apprezzamento sul lodevole impegno di cooperative in difesa dell’agro romano, che merita qualcosa di più delle precisazioni di Bosi, dato che risulta superata l’ipotesi di destinare il casale a sede dell’Ente Parco e a dichiarare, anche a nome del Comitato cittadino, l’interesse ad approfondire un piano di interventi e di utilizzazioni compatibili con la tutela, ma mirato anche a ripristinare attività agricole ed economicamente produttive.
    Rimando ad altra occasione il pur interessante collegamento che Bosi fa con le vicende dell’Inviolatella Borghese, ex Tenuta Agricola di ben 300 ettari , anche essa interamente inserita nel Parco di Veio e salvata dall’edificazione grazie all,impegno dei Comitati.

  3. Alla fine dell’incontro dello scorso 13 maggio con i candidati alla Presidenza ho avuto modo di parlare a lungo con il responsabile della cooperativa agricola Co.R.Ag.Gio. che mi ha detto di non sapere dell’area in cessione gratuita dell’Inviolatella di cui si fa vanto da sempre Rosanna Oliva Lupo che mi sarebbe piaciuto vedere come avrebbe reagito se ne fosse stato chiesto un utilizzo agricolo che avrebbe mandato a monte la possibilità di attrezzare a parco pubblico l’area su cui sabato prossimo si tiene la “giornata della primavera”.
    Dal momento che si vanta di avere ottenuto la “compensazione” anche di Borghetto S. Carlo, dimenticando di dire che in cambio ne aveva chiesto la destinazione a parco pubblico al pari di Volusia e dell’Inviolatella, di cui fra l’altro assieme al Comitato Cittadino non ha mai sollecitato la realizzazione, ed arriva a dire non solo che l’iniziativa della cooperativa agricola Co.R.Ag.Gio. merita di più delle mie precisazioni sulle pretese del casale (come se non sapessi della nuova sede a Sacrofano dell’Ente Parco di Veio), ma come il cacio sui maccheroni dichiara, “anche a nome del Comitato, l’interesse ad approfondire un piano di interventi e di utilizzazioni compatibili con la tutela, ma mirato anche a ripristinare attività agricole ed economicamente produttive”, la informo che sono rimasto d’accordo con il responsabile della cooperativa agricola Co.R.Ag.Gio. di rivederci a breve per studiare assieme una proposta di progetto fattibile da presentare a tutti gli enti interessati che giustifichi una necessaria “variante” alle condizioni della “compensazione” (destinazione a zona N dell’intero comprensorio), valorizzando l’area archeologica vincolata, individuando la possibile ulteriore area da destinare a “parco agricolo” e salvando a parco pubblico quanto meno l’area di pertinenza del casale, da destinare a “casa del parco” con più funzioni (punto di tourist information, uffici distaccati dell’Ente per il pubblico del XV Municipio, bottega del parco con vendita e consumazione dei prodotti del “parco agricolo” anche come ristoro delle visite guidate verso la Fontana di re Carlo, l’arco del Pino e l’acropoli di Veio).
    Anche per evitare sue repliche stucchevoli, invito Rosanna ed il suo Comitato a collaborare alla redazione di questo progetto, senza pretendere di avere l’esclusiva di chissà quale proprio “piano di interventi e di utilizzazioni compatibili”: a tal riguardo faccio presente che il “progetto” che ipotizzo di fare assieme, se condiviso da tutte le amministrazioni pubbliche interessate, alla fine dovrebbe essere recepito nel Piano di Assetto del Parco di Veio, che nel rispetto della procedura di VAS dovrà essere ufficialmente “adottato” dopo che la Regione Lazio avrà controdedotto alle osservazioni presentate alla “proposta” di Piano di Assetto.

  4. Non so chi aspiri all’esclusiva, comunque noto che Bosi riesce ad essere polemico anche quando le posizioni non sono poi così differenti, come invece erano in origine quelle tra chi chiedeva l’azzeramento delle cubature nelle convenzioni all’interno del Parco di Veio e chi si accontentava del dimezzamento.

  5. @Rosanna
    Non prendo lezioni da chi mi ha sfacciatamente accusato a più riprese di essere un corrotto per aver sottoscritto con i costruttori di Roma Nord a nome allora del WWF, ma assieme anche a Legambiente ed Italia Nostra, una proposta di accordo presentata al Comune di Roma, che è servita poi ad approvare sia la legge regionale sui parchi che la contestuale istituzione del Parco di Veio.
    Non prendo lezioni da chi fa finta di non sapere che da solo nel 1991 andando a parlare con ognuno dei capigruppo di allora ho ottenuto l’approvazione di una Variante di Salvaguardia che ha AZZERATO SENZA ALCUNA COMPENSAZIONE le cubature di ben 5 delle lottizzazioni ricadenti al centro del parco di Veio (peraltro non ancora istituito) e fatto dimezzare quelle delle altre 4 lottizzazioni di margine.
    Non prendo lezioni da chi è “ambientalista” solo dell’orticello suo e si vanta ancor oggi di avere ottenuto “compensazioni” che hanno tappato un cubo a Veio, aprendone uno più grosso in altre parti di Roma (come EUR-Castellaccio per “Volusia” e Parco Talenti per “Borghetto S. Carlo”) fregandosene altamente dei danni urbanistici ed ambientali provocati da un’altra parte.
    Non prendo lezioni soprattutto perché la sig.ra Rosanna Oliva Lupo è perfettamente a conoscenza delle numerose volte successive in cui, malgrado i suddetti precedenti, ho sempre messo in fondo alle scarpe la mia dignità offesa, senza rancore, accettando di fare assieme anche a lei battaglie in cui serviva la classica unione che fa la forza, per cui si dovrebbe solo che vergognare di permettersi di continuare a parlarmi ancora così.
    L’ho già scritto in altri commenti: io porto rispetto nella misursa in cui sono rispettato anch’io.
    Faceva meglio a starsene zitta ed accettare la mia proposta di collaborazione, anziché continuare a sputare veleno ed a fare ogni volta il “miles gloriosus”.

  6. Porto a conoscenza di chi fosse interessato che ieri mattina alla Città dell’Altra Economia il Coordinamento Romano per l’Accesso alla Terra ha tenuto un convegno su “i progetti di gestione delle terre pubbliche”, fra i quali c’era quello su Borghetto San Carlo che è stato illustrato da Giacomo Lepri e presentato più come un progetto ancora futuribile che di immediata attuazione: sono intervenuto nel dibattito che ne è seguito, facendo presente che – dopo essermi incontrato con lui ed avere superato le mie prime perplessità espresse su questo blog – ho deciso di elaborare assieme alla cooperativa agricola Co.R.Ag.Gio. un progetto che sia veramente fattibile a breve scadenza e che si integri con le prospettive di utilizzo precedentemente ipotizzate non solo da me.
    Nel pomeriggio sempre di ieri Giacomo Lepri è venuto a spiegare al parco Papacci il progetto che in estrema sintesi a livello di tutte i possibili esempi concreti prevede di utilizzare a “parco agricolo” 13,5 ettari degli interi 23 ettari (con anche un vivaio ed un allevamento di animali), di cui:
    – 4,5 ettari a frutteto per lo più interessato dalla coltivazione di albicocco, susino e pesco;
    – 1 ettaro verrà utilizzato per la coltivazione di specie adatte alla produzione di frutta secca come il mandorlo ed il nocciolo;
    – 5,1 ettari utilizzati per la coltivazione di orticole da pieno campo e leguminose da granella che potranno essere sia vendute in azienda ma soprattutto utilizzate per la preparazione dei pasti dell’Agriturismo;
    – 3 ettari circa saranno interessati dalla coltivazione di piante aromatiche ed officinali che potranno essere utilizzate sia in cucina sia per la produzione di beni alternativi a quelli alimentari (saponette naturali, oli essenziali, candele profumate ecc…).
    Per quanto riguarda invece il casale il progetto prevede – sempre a titolo di possibili esempi concreti – le seguenti destinazioni:
    – il pernotto per un uso agrituristico;
    – un’area ristorazione con la realizzazione di un esercizio permanente con 50 coperti, destinato sia alla pausa mensa per i lavoratori in area urbana che alla ristorazione con menù “à la carte”, oltre che come punto ristoro per i visitatori del parco di Veio;
    – una cucina multifunzionale come risposta alla cura dell’intera filiera dell’alimentazione, dalla produzione, alla lavorazione semplice ed elaborata, alla divulgazione e alla ristorazione;
    – 80 mq. per un locale attrezzato per la vendita diretta, con superficie aperta al pubblico;
    – 80 mq. per un locale attrezzato destinato a magazzino;
    – un agriasilo per 25 posti con due aule didattiche;
    – una fattoria didattica;
    – un centro estivo.
    Sono intervenuto al dibattito che ne è seguito e che mi ha dato modo di definire meglio il percorso che dobbiamo fare assieme, incanalando il progetto verso la realizzazione di un “Parco Agricolo Integrato” all’esterno con l’area archeologica di cui vanno valorizzati i resti trovati della villa romana ed all’interno con gli spazi complessivi che offre il casale, da individuare però sulla base di una planimetria che il progettista della lottizzazione mi ha garantito di farmi avere.
    Ho anche indicato il percorso da seguire da un punto di vista amministrativo, partendo dalla necessaria “variante” della zona N (verde pubblico) che Mezzaroma si è impegnato ad attrezzare a sue spese (al pari di “Volusia”) con fondi che ora risparmierebbe, ma che andrebbero riversati sul casale, per arrivare alla fine ad inserire il progetto nel piano di Assetto del Parco di Veio, come allegato relativo ad una precisa “scheda di intervento”.
    Ho fatto presente la mia speranza, anche per causa della mia non più tenera età, di non dovere aspettare per vedere realizzato il progetto gli stessi 18 anni che ci sono voluti per avere la strada di fondovalle di cui nel 1994 ho proposto la realizzazione assieme al Comitato di Quartiere.

  7. Quanti bei progetti e teoremi…vivo alla giustiniana da 40 anni e tutti voi non siete stati capaci di darci un parco FRUIBILE sull’esempio di villa pamphili. Chisseneimporta delle coop.agricole fini a se stesse, e dei tanto di moda agri-prodotti bio…
    Noi abitanti vogliamo un parco pubblico dove passeggiare, andare in bici, far giocare
    i nostri figli su un campetto e sui prati.

  8. Enrico, tu cosa sei stato ingrado di fare oltre che lamentarti, e parlare per gli abitanti? non mi sembra di averti autorizzato di parlare anche per me. Sai io ci vivo dal 70′ avevo 8 anni, e chiedere a loro di risolvere le vostre richieste è assurdo…… potevate chiederlo il parco? perchè non lo avete fatto 40 anni fà?… ma no… chi ci pensava…. .visto che ora qualcuno riesce a far rivivere il borgo, è giusto mettergli il bastone tra le ruote, e mettere in mezzo i bambini…vergognatevi mettere in mezzo sempre loro…. come se voi ce li portasse tutti i giorni in bicicletta, o a passaggio…. ipocriti
    A me interessa l’azienda agricola e i prodotti bio… come serve la didattica,educare gli adulti ed i bambini,ad una spesa sostenibile a km 0, piu rispetto per l’ambiente e gli animali.. lo ritengo molto piu importante di una passeggiata in bicicletta, scusa tanto… ma se volete il parco, rompete per farlo alla Castelluccia…. anzichè al Borghetto, il borghetto se diventa villa Panphili, sarà ritrovo di incivili, disperati, e drogati…ma percarità….. e comunque io starò contro il parco… fà male all’ambiente e alla fauna selvatica…
    io li ho visti i ragazzi fuori dal borghetto, e visto che io faccio educazione ambientale e ho studiato agricoltura biodinamica e biologica, credo che se continuano di questo passo riusciranno nel loro progetto, che è costruttivo e non distruttivo. E poi scusa, perchè non ti sei lamentato tu e i tuoi amici dell’ennesima pompa di benzina?…. voi aprite bocca e gli date fiato….
    meglio l’agri bio che un residence….
    senza offesa Enrico, ma il Borgo non è fattibile… cerca altro, ma non il borghetto
    Miryham

  9. Faccio presente al sig. Enrico che da circa 40 anni esiste un parco FRUIBILE attrezzato all’Olgiata che al pari di Borghetto S. Carlo costituisce la “compensazione” della omonima lottizzazione e di cui hanno cercato di nascondere per anni la natura totalmente pubblica. Se non c’é mai stato, gli consiglio di andarlo a visitare e di cominiciare a fruirlo di fatto, lamentandosi consegueentemente di meno di meno, perché come dice il proverbio “l’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del Papa”.

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