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    I tre anni di Oncologia per l’Africa Onlus

    screening-1.jpgVenerdì 10 maggio, Oncologia per l’Africa Onlus ha compiuto tre anni, è nata infatti nel 2010 grazie ad un’equipe di medici specialisti dell’Istituto Nazionale dei Tumori Regina di Roma e dell’istituto San Gallicano che hanno deciso di mettere a disposizione le loro competenze per fronteggiare l’emergenza del cancro in Africa.  Tanti traguardi raggiunti in tre anni: 3 campagne di screening ginecologico e senologico gratuiti organizzate in due distretti dell’Uganda (Africa Orientale); circa 5000 donne visitate gratuitamente con pap test e visite al seno; 15 casi di cancro curati e oltre 160 patologie e lesioni precancerose trattate.

    A questo si aggiungono continui programmi di training sul personale medico e infermieristico locale che in breve tempo ha imparato ad effettuare gli screening in completa autonomia. Sempre nell’ambito della formazione Oncologia per l’Africa ha deciso di sostenere gli studi di specializzazione in Ginecologia e Ostetricia per un giovane medico, Andrew Oryono del St. Joseph Hospital di Kitgum. Nel 2014 il Dr Andrew sarà in grado di aprire e gestire, insieme ad un gruppo di infermiere, il primo polo ginecologico nel distretto di Kitgum.

    Infine uno dei progetti cardine di quest’anno è l’apertura della Family House di Oncologia per l’Africa, una casa accoglienza per pazienti oncologiche. La casa è destinata ad ospitare a turno le donne che, dai villaggi rurali lontani, devono recarsi nella capitale Kampala per le cure oncologiche. La Family House sarà inaugurata a Kampala a settembre.

    Le attività dell’Associazione si basano su dati precisi che dimostrano l’importanza di non sottovalutare una malattia come il cancro nei Paesi in via di sviluppo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti lanciato un allarme: se non si interverrà con efficaci programmi di prevenzione e cura, entro il 2020, l’Africa dovrà fronteggiare 13 milioni di nuovi casi di cancro e oltre 1 milione di decessi all’anno.

    Dagli anni ’90, infatti, in Africa sono cresciuti in modo preoccupante i casi di tumore. Ciò è dovuto a molti fattori tra cui il cambiamento degli stili di vita e l’occidentalizzazione del continente, l’inquinamento, i fattori ambientali e l’HPV (papilloma virus) come principale causa del tumore all’utero. Inoltre la popolazione, soprattutto nei villaggi, non sa nulla sulla malattia e sui modi per prevenirla. Ecco i motivi per cui la diagnosi di tumore arriva sempre ad uno troppo avanzato per essere curata. In Africa Il tasso di incidenza è molto simile a quello sulla mortalità. Su 10 colpite da cancro, ne muoiono 9.

    Oncologia per l’Africa Onlus è nata per affrontare questa emergenza circoscrivendo la propria azione alla prevenzione e cura dei tumori femminili, nello specifico cancro della cervice uterina e della mammella. Inoltre si occupa di formazione del personale medico e infermieristico affinchè possa col tempo diventare autonomo e promuove programmi di sensibilizzazione sulla popolazione al fine di migliorarne la conoscenza della malattia e dei modi per prevenirla e curarla.

    Le donne sono le colonne portanti delle società africane – ricorda Titti Andriani, Presidente di Oncologia per l’Africa. Svolgono gran parte del lavoro agricolo nei campi, gestiscono la casa e si prendono cura di un numero medio-alto di figli. Anche la piccola imprenditoria e i presidi sanitari si fondano sul loro lavoro. Hanno compiti pesanti e pieni di responsabilità. Anche per questo, in Africa, la morte di una donna ha una pesante ricaduta sul tessuto socio-economico della comunità in cui vive. Ecco perché – sottolinea la Presidente – Oncologia per l’Africa ha scelto di concentrare i propri sforzi sulla promozione del diritto alla salute per la popolazione femminile.

    Oncologia per l’Africa Onlus
    Via Mengotti 15 – 00191 Roma
    Tel 06 4543 4464 – Web www.afron.org

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