Home ARTE E CULTURA Cassia, ricordando Venanzo Crocetti

Cassia, ricordando Venanzo Crocetti

crocetti.jpgMartedì 7 maggio, dalle 17 alle 21, al Museo Crocetti di via Cassia 492 si inaugura una mostra degli allievi dell’Ecole d’art Martenot di Roma in occasione del centenario della nascita di Venanzo Crocetti. I lavori di bambini e adulti ispirati alle opere dello scultore abruzzese e ai suoi soggetti preferiti, dagli animali alle figure. Un messaggio di pace ed umanità, ma anche la riscoperta di un Museo dedicato all’arte moderna sulla via Cassia.

Aveva solo 5 anni Venanzo Crocetti quando con i carboni trovati nel focolare della casa natale a Giulianova, in Abruzzo, andava disegnando sulle pareti dell’abitazione e del paese,  lo faceva anche per i vicini che gli chiedevano di ritrarre gli animaletti da cortile.
Una creatività innata che lo ha portato a seguire la strada dell’arte per tutta la sua lunga vita, cominciata il 3 agosto 1913.

In occasione dei 100 anni dalla nascita, il Museo Fondazione dove lui ha vissuto e lavorato a Roma, sulla via Cassia, vuole celebrarlo con una mostra dedicata proprio alla creatività e all’importanza del suo sviluppo, nei bambini e non solo. L’iniziativa, a cura dell’Associazione “Amici del Museo Crocetti” ha affidato al Centro d’Arte Martenot il compito di raccontare quanto sia utile sostenere con un metodo adeguato la necessità di esprimersi con il segno e il disegno.

Su questo si basa l’insegnamento dell’Ecole d’art Martenot, fondata a Parigi negli anni ’30 dalla psicopedagoga Ginette Martenot che ha elaborato una vera e propria metodologia per offrire a tutti l’opportunità di esprimersi con la pittura; liberare il gesto e la fantasia, insegnare a cogliere l’emozione delle grandi opere del passato. Perché l’obiettivo principale del Metodo Martenot è proprio quello di insegnare a guardare, e non solo fuori di noi.

Per celebrare Venanzo Crocetti gli allievi, piccoli e grandi del Centro di Roma, diretto da Loris Liberatori, hanno realizzato anche dei lavori ispirati alle sculture del Maestro e si sono soffermati sui suoi soggetti preferiti: gli animali, la flessuosità delle ballerine, il lavoro dell’artista. “Una sfida creativa che dimostrerà come l’arte e la cultura siano vettori di idee e di valori fondamentali per l’educazione dei giovani” spiega il presidente dell’Associazione Amici del Museo Crocetti, Sonia Costantini.

Una mostra che ha anche lo scopo di far conoscere un personaggio e un luogo che forse Roma non ha ancora sufficientemente valorizzato.

Il grande studio museo di Via Cassia, 492, dove Crocetti ha lavorato per anni e dove ha realizzato le porte dei Sacramenti di San Pietro e le decine di opere che ornano i musei e le piazze del mondo è rimasto come lo aveva allestito il Maestro alla sua scomparsa nel 2003. Con il suo giardino un regalo alla circoscrizione che negli anni 60 con i suoi ampi terreni edificabili era diventata un’attrattiva per gli scultori in cerca di studi spaziosi.

Ricordiamo che anche Emilio Greco aveva fatto costruire la sua residenza atelier in via Cortina d’Ampezzo, 132, con un grande portale attraverso cui far passare le sue opere monumentali.

Un’occasione quindi per ripensare l’arte nel territorio e nel paesaggio, a Roma dove la ricchezza della storia antica rischia di far passare in secondo piano il ruolo svolto dagli artisti nell’ultimo secolo.
Artisti come Crocetti che alle sue sculture ha sempre voluto affidare un messaggio di pace di umanità, come quando rivolgendosi al suo “Cavaliere della pace”, una cui copia accoglie i visitatori al museo, diceva: “Mi rimane quindi porgere al mio giovane cavaliere, gli auguri paterni per un buon cammino lungo le vie del mondo affinché rechi un messaggio di pace ispirando e ampliando dove e come può i sentimenti di armonia“.

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