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Auditorium, con Nour Eddine il mediterraneo canta l’amore

Nour EddineSabato 27 aprile, alle 21, Nour Eddine salirà sul palco della Sala Petrassi con Il Mediterraneo canta l’amore, un evento prodotto da Fondazione Musica per Roma ed Helikonia che lo vede nei doppi panni di autore e direttore della Uninettuno World Orchestra, l’ensemble voluto dall’Università Telematica Internazionale Uninettuno. Il concerto, nato dalla passione per le musiche del mondo e per la poesia, ripercorre se pure solo a grandi linee, parte dell’immenso repertorio musicale e poetico classico mediterraneo dedicato all’amore.

A fianco di Nour Eddine sul palco ci saranno Paola Lavini che darà voce ai versi; Thomas Vahle, flauti, che verrà per l’occasione dalla Francia. Ospite d’onore della serata sarà anche il poeta marocchino Driss Aloui Mdaghri che completerà il cerchio dei paesi del bacino con poesie di Saffo, Jibran Khalil Jibran e Nazim Hikmet.

Ambiziosa l’idea di riunire il un solo concerto i canti d’amore del Mediterraneo come quella di dar vita ad un progetto orchestrale che parli le voci di questo nostro mare. Da un’idea di Maria Amata Garito, rettore dell’Università Telematica Internazionale, nasce infatti la Uninettuno World Orchestra, composta da elementi che provengono dalla zona del Mediterraneo e diretta dal Maestro Nour Eddine Fatty.

A condurre la ricerca sul repertorio di questo concerto la passione, ma anche un attento lavoro di ricerca sulla tradizione del genere.

Risultato di questo lavoro la scoperta, che può sembrare ovvia ma ovvia non è, che il legame che unisce gli elementi poetici e musicali della sponda africana a quella europea sono molto più forti di quanto ci si potesse aspettare. Un dato per tutti: il mito greco di Amore e Psiche ha origini nella tradizione orale della fiaba berbera. Da sempre la letteratura e i canti del mediterraneo hanno attraversato il mare, sono emigrati e sono tornati in patria ricchi di nuovi elementi acquisiti e donati.

Nel corso del concerto Paola Lavini reciterà testi come “Lamouni li ghaqrou meni” di Boucahnak, un canto d’amore tunisino; o “Lilla ya ghazali” dalla tradizione musicale ebraica algerina; ed ancora “Era di Maggio” di Salvatore di Giacomo e “Ya bent bledi” capolavoro del magrebino Chakara. Magia, passione e profumi che fanno del nostro Mediterraneo un fenomeno geologico storico e culturale assolutamente unico.

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Nour Eddine Fatty, nato nel 1962, Marocco, in una famiglia di musicisti, è avvicinato da suo nonno Ahmed Ben Redouane alla ricca tradizione orale del suo paese. Dal 1993, Nour Eddine Fatty vive in Italia, paese che è diventato la sua seconda patria, e dove ha sin dall’inizio cercato di diffondere la cultura musicale orale Gnawa e Jahjouka.

Con l’album Desert Contemporaine (Helikonia) e l’opera Advocata Nostra composta per la Royal Filarmonica di Londra, Nour Eddine ha avuto modo di farsi conoscere dal grande pubblico. Inoltre, ha collaborato con Trascendental alla realizzazione di diverse colonne sonore (El Alamain. La linea del fuoco di Enzo Monteleone, L’Appartamento di Marco Bellocchio, I Giardini dell’Eden di Alessandro Alatri, Se fossi in te… di Guido Manfredonia).

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