Home ATTUALITÀ Derby Roma-Lazio, stavolta lo può salvare solo il papa

Derby Roma-Lazio, stavolta lo può salvare solo il papa

roma-lazio.jpgQuanto è strano questo derby, che neanche sto a ricordare il numero perché nel Paese del “senza regole” c’è sempre il rischio che qualcuno aggiunga il cavillo di turno, del tipo “ma le amichevoli non le metti nel computo?”. Si gioca di lunedi, vincono i diritti televisivi, si gioca di sera (che fino a qualche mese fa era impossibile giocare in notturna, “che sennò i tifosi se le davano di santa ragione”), si gioca fra squadre deluse dall’ultima uscita, sconfitte entrambe con lo stesso risultato, la Roma a Palermo e la Lazio a Istanbul.

Pare Rometta-Lazietta degli anni Settanta, partita valida per il primato cittadino, e già è tanto se una delle due quest’anno si qualificherà per le coppe europee. E’ derby fra i serafici Petkovic e Andreazzoli, ennesima stracittadina del capitano Totti e da interrogativi laziali legati alla possibilità di vedere in campo Klose, panzer dai mirabolanti trascorsi che s’acciacca sempre di questi tempi.

E’ la partita delle partite per la città eterna, ma è pure sfida minuscola, che fra tutti i derby disputati in questo secolo rappresenta quella più povera: ci stanno gli attempati e gli infortunati, quelli in crisi d’identità e quelli arrabbiati; e dirigenze difficili da comprendere, il meno amato dei patron della storia laziale da una parte e la cordata a stelle e strisce dall’altra, che adesso ha pochi favori pure del pubblico di parte per qualche passaggio risultato, ai più, a vuoto: lo sceicco fantasma, gli investimenti che non arrivano, lo stadio dei sogni.

Si gioca l’otto aprile, tutti in campo alle venti e quarantacinque. Con un occhio agli avversari e l’altro sulle tribune, perché la presenza del pontefice forse è un frizzo e un lazzo. Ma forse no.

Moremassi

Visita la nostra pagina di Facebook

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome