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Il Male abita a Vigna Clara?

giulietta.jpgUn articolo così titolato parrebbe voler rinnegare le origini della nostra testata. Tutt’altro, si tratta invece del romanzo d’esordio di Roberto Costantini, un bestseller premiato dal pubblico e dalla critica. Primo di una trilogia noir dedicata al commissario Michele Balistreri, il libro “Tu sei il Male”, molto corposo ed avvincente, nella parte iniziale è ambientato appunto a Vigna Clara e alla Camilluccia. Siamo nell’estate del 1982 e l’Italia di Bearzot è impegnata nel mundial di Spagna, ma in un tranquillo paradiso verde di Roma Nord…ne abbiamo parlato un po’ con l’autore.

Regola numero 1 del decalogo del lettore osservante: sapere il meno possibile della trama del libro che si sta per acquistare o leggere. Saltare sempre l’introduzione, evitare gli spoiler su internet, non accostarsi mai alle annotazioni della seconda, della terza e della quarta di copertina, informarsi solo per sommi capi sulla biografia dell’autore. C’è sempre tempo, dopo la lettura, per approfondire e valutare questi aspetti.

Il libro si acquista e si legge perché ce lo consiglia una persona dai gusti affini o una persona di cui possiamo fidarci per tentare un’incursione in territori inesplorati; un libro si acquista e si legge tramite il passaparola o un’intuizione, per una frase del tipo “leggilo, ti piacerà” o basandoci sulla nostra esperienza di lettori.
Sopravvive ancora il libraio-lettore, ossia quell’autorevole figura che è capace di intuire le nostre inclinazioni, dispensare preziosi consigli e indirizzare un acquisto azzeccato, ma nell’epoca del supermarket del libro egli è sempre di più una specie in via d’estinzione, ignorata dal WWF e sconosciuta all’UNESCO.

L’acquisto e la successiva lettura devono passare attraverso canali sotterranei, propugna il lettore ortodosso, in modo tale che il rapporto che instauriamo con quelle pagine sia sgombro da qualsiasi pregiudizio e che si possa iniziare un viaggio misterioso ed affascinante, del quale siamo noi a stabilire la scansione delle tappe e degli avvenimenti.

Peraltro, è complicato parlare di un libro senza doverne parlare, senza portare le “pezze d’appoggio” che ne provano il valore. Le considerazioni, però, sono ammesse. Con cautela, ma sono ammesse. Senza svelare l’intreccio, il contesto si può accennare, senza pregiudicare il gusto della scoperta, qualcosa di generico e pertinente si può dire, ma non chiedeteci “di cosa parla?”, domandateci “lo consigliereste?”

Sì, questo lo consigliamo e cercheremo di parlarne senza incappare nella violazione delle regole che abbiamo appena propugnato.

marsilio_-_tu_sei_il_male.jpg“Tu sei il male” arriva a quasi settecento pagine, che si leggono che è un autentico piacere! A casa o in metropolitana, al parco o dovunque vogliate, questo romanzo “nero” vi farà smarrire il senso del tempo e superare agevolmente molti spostamenti casa-lavoro (occhio a non sbagliare fermata!), facendo aumentare, man mano che avanzate in questa avventura nei recessi oscuri dell’anima, il vostro desiderio di saperne di più.

Il libro è valido ed avvincente per diverse ragioni. In primo luogo, emerge con chiarezza la figura del protagonista, il commissario Michele Balistreri, il personaggio che è al centro dell’intreccio e sul quale si concentra l’abilità di “fotografo” dell’autore. Il passato del poliziotto è oscuro, il suo comportamento appare superficiale ed arrogante, ma la vita che condurrà successivamente sarà ben diversa da quella che conduce nel 1982, quando è a capo del commissariato di Vigna Clara. O, forse, ne sarà l’inevitabile sbocco, l’imprescindibile conseguenza? E, prima ancora, cosa gli era accaduto?

Accanto a Balistreri, Roberto Costantini schiera un esercito di personaggi che solo impropriamente si possono definire secondari. Infatti, essi sono tutti funzionali alla trama, sono tutti fondamentali per lo sviluppo della vicenda e delle molteplici sotto-storie sottese alla narrazione principale: un affresco noir popolatissimo che l’autore pennella con mano ferma e risoluta, un’esperienza corale e quasi cinematografica che abbraccia un arco temporale di ventiquattro anni.

Tutti i mille fili pendenti – per citare un’espressione famosa del tenente Colombo – vengono man mano annodati, tutto turna in questa storia articolata che Costantini ingarbuglia e dipana con grande abilità. Tutto o quasi. Ma il “quasi”, sia chiaro, non si riferisce all’esistenza di qualche buco narrativo, ma alla circostanza che le risposte ad alcune domande espresse in questo primo romanzo arriveranno tramite la lettura del secondo – “Alle Radici del Male”, pubblicato nel 2012 – e del terzo, che Marsilio pubblicherà probabilmente quest’anno. La “Trilogia del Male” è giunta quasi al suo capitolo finale.

Ma, tornando al territorio di elezione del nostro quotidiano e tornando a “Tu sei il Male”, che giustamente ha ottenuto il Premio Scerbanenco come miglior opera prima, abbiamo chiesto all’autore di parlarci della scelta di ambientarne una parte significativa fra Vigna Clara e Via della Camilluccia, con qualche accenno a Ponte Milvio.

Nato a Tripoli, in Libia, nel 1952, ingegnere, consulente aziendale, Roberto Costantini è oggi dirigente della Luiss Guido Carli di Roma dove insegna anche al Master in Business Administration.

Nonostante i numerosi impegni lavorativi, l’autore ci ha dedicato qualche minuto.
roberto-costantini.jpg“Ho vissuto per molto tempo a Roma nord e ci lavoro. Per l’ambientazione del romanzo – dichiara a VignaClaraBlog.it – serviva un quartiere di Roma molto tranquillo, verde, con complessi residenziali bellissimi. E non ce ne sono tante, di queste zone. Certamente Vigna Clara è un quartiere abitato da una borghesia benestante. Benpensante e ipocrita non è il singolo, ma l’insieme , il clima che si respira, dove la forma è il verde, le case, le babysitter, i SUV, le signore ben pettinate e ben vestite, tutto bello ma tutto un po’ oltre il necessario.”

Costantini ha concluso aggiungendo che in virtù di questa scelta, “un mix tra realtà e forzatura letteraria, risalta ancora di più l'”inciviltà popolana” di Balistreri.”

Regole rispettate: leggetelo, vi piacerà.

Giovanni Berti

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