Home ATTUALITÀ Nick Cave & The Bad Seeds all’Auditorium

Nick Cave & The Bad Seeds all’Auditorium

nick120.jpgAll’Auditorium si scaldano già i motori per l’autunno.  E’ infatti di pochi giorni fa l’annuncio che il grandissimo rocker australiano Nick Cave si esibirà assieme alla sua band, i Bad Seeds, presso la Sala Santa Cecilia della cittadella romana della musica mercoledì 27 novembre alle 21. Non siamo in presenza quindi dell’ennesimo annuncio che va ad infittire il già debordante calendario estivo dei concerti capitolini, ma di un evento che andrà a comporre quella che si profila come una parte conclusiva di anno altrettanto rovente e che ha fatto tirare un lunghissimo sospiro di sollievo a quanti avevano perso le speranze di rivederli nel Belpaese dopo la già annunciata data estiva di luglio al Lucca Summer Festival.

Le date italiane (oltre a Roma la band si esibirà anche a Milano e Bologna rispettivamente il 28 e 29 novembre) trovano ragion d’essere in quanto tappe del tour a supporto di Push The Sky Away, quindicesima fatica in studio dell’ensemble australiano e successore a cinque anni di distanza di Dig!!! Lazarus, Dig!!!, prima della parentesi concessasi dal leader con il suo side-project Grinderman.

Nick Cave & The Bad Seeds sono una delle band maggiormente iconiche del rock degli ultimi trent’anni, un’autentica macchina da guerra dal vivo, capace di creare dal nulla momenti praticamente perfetti, ma dotati anche di una vena compositiva fuori dal comune e dalla capacità innata di far sembrare facili, logiche e scontate anche le cose più difficili.

Le apparenti naturalezza e semplicità di scrittura unite a quel misto di ironia e irriverenza tipiche del loro approccio nascondono da sempre una complessità e varietà uniche, addomesticate a dovere dalle abnormi qualità tecniche dei componenti la band e imbevute di quella fervenza e tensione spirituali che emergono prepotentemente dai testi introspettivi, sofferti e autobiografici di Cave, capace come pochi di scavare solchi profondi come autostrade nell’animo di chi ascolta.

La loro discografia è imperlata di gemme che sono entrate di diritto nella memoria collettiva pur non essendosi mai la band trasformata in un fenomeno di massa e rimanendo ancorata ad una dimensione di culto nonostante la fama mondiale.

Per chi scrive, capolavori come The Good Son e Let Love In fanno parte ormai da tempo della galleria degli indimenticabili, ma come non citare anche The Firstborn Is Dead o Your Funeral, My Trial.

Ciò che stupisce di più, tuttavia, è che dopo trent’anni la loro produzione risulti ancora così fresca, sorprendente e per nulla consumata dall’incedere degli anni.

nick470.jpg

Push The Sky Away è in questo senso assolutamente paradigmatico. Un lavoro complesso, affascinante, caldo, notturno, falsamente languido e vellutato, pervaso da una tensione sottotraccia che pare sempre sul punto di esplodere e che se anche non lo fa nelle orecchie lo fa nel cuore, lentamente, col suo crescere inesorabile ascolto dopo ascolto.

Un disco dove la band – nonostante la dipartita del chitarrista Mick Harvey, da sempre punta di diamante di una formazione comunque infarcita di fuoriclasse – sembra tornata ai fasti di un passato peraltro non troppo remoto, perché se è vero che non siamo probabilmente in presenza del loro miglior lavoro in assoluto, è anche vero che una band capace di scrivere pezzi intensi e commoventi come Jubilee Street non può dirsi obsoleta o – peggio ancora – appagata.

E se i quarantadue minuti e passa di durata sono arricchiti da altre gemme come We No Who U R, Mermaids o Wide Lovely Eyes, possiamo ben dire di trovarci al cospetto di qualcosa che si candida apertamente a durare nel tempo e che di sicuro durerà almeno fino a novembre, quando la band sarà di scena alle nostre latitudini.

Appuntamento quindi all’Auditorium per una serata che – siamo sicuri – chiunque oltre ad amare la musica ami anche sé stesso vorrà regalarsi.

Valerio Di Marco

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 [youtube:http://www.youtube.com/watch?v=-eDJXEdAv0E&autoplay=0 470 385]

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome