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Per la prima volta Montalbano va a teatro

Il Teatro Stabile del Giallo di via al Sesto Miglio, 78, sulla Cassia, ospiterà dal 12 gennaio al 10 marzo “Il Commissario Montalbano – La Luna di Carta”, il secondo spettacolo della nuova stagione che, tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri e diretto da Maria Luisa Bigai, presenterà per la prima volta a teatro il celeberrimo investigatore nato dalla fantasia dello scrittore siciliano.

Nono romanzo della serie dedicata a Salvo Montalbano, pubblicato nel 2005 da Sellerio Editore, “La Luna di Carta” ci restituisce un poliziotto nostalgico e pessimista, un funzionario di pubblica sicurezza che, invecchiato e tentato da due donne bellissime, deve risolvere l’intricato caso relativo all’omicidio di un noto “femminaro”.

Sul palco del peculiare teatro con base sulla Cassia, Nino D’Agata (bravissimo in “Misery non deve morire” lo scorso anno) interpreterà Montalbano e sarà affiancato dalle straordinarie Anna Masullo e Linda Manganelli. Completano il cast Andrea Ruggieri, Giovanni Rizzuti, Franco Sciacca, Gaetano Lizio e Maria Teresa Pintus.

A proposito di questa rappresentazione, che prende “le tinte del noir per snodarsi fra ombre, malumori, e subitanee brevi accensioni”, la regista Maria Luisa Bigai, della quale ricordiamo l’eccellente messa in scena di “The Hollow”, ha avuto modo di dire che: “questo libro trova la via del palcoscenico non come ricostruzione realistica di ambienti, vicende e personaggi, ma avvalendosi della radice più antica e propria del Teatro: La Memoria”, aggiungendo che “i personaggi trovano lo spazio per evocazione. E come accade nel ricordo i dati perdono linearità, i contorni si sfumano, o assommano, o stilizzano, in base allo sguardo di chi li vide.”

“Questo Montalbano” – conclude la Bigai – “che sente l’incombere della mezza età, coi suoi passaggi fisici ed emozionali, vive tutta “in soggettiva” la vicenda. La intride della propria esistenziale malinconia, accentua lineamenti e osservazioni. Si lascia – come suo solito – trascinare dagli aspetti umani della vicenda, stordito dal fascino femminile e rischia di mancare il bersaglio..”

Giovanni Berti

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