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Lettori – quell’omelia del presidente al concerto gospel

pollice-verso.jpg“In occasione delle recenti festività natalizie – ci scrive in una mail il nostro lettore Francesco N. – tra le altre attività presenti, la sera del 2 gennaio è stato proposto, offerto dal Comune di Roma Capitale, un concerto Gospel presso la Parrocchia di S.Giuliano, sulla via Cassia. Devo seriamente lamentare, e con me molti altri presenti, che il concerto abbia dovuto subire un’introduzione del Presidente del XX Municipio, sig. Gianni Giacomini”.

“In forma ufficiale e munito della fascia di ruolo, il Presidente si è lasciato andare inopinatamente – sostiene Francesco – e in forma appassionata ad un’autentica prolungata omelia, celebrando con fervore cristiano i significati religiosi del Natale. Sono un appartenente ed assiduo frequentatore di quella Parrocchia e, in tale veste, protesto vivacemente con questa che appare come una strumentalizzazione insopportabile, in aperta campagna elettorale.”

“Sono altre le omelie che ascolto con interesse nella mia parrocchia!” esclama Francesco. “Ricordo quindi al Presidente munito di fascia – conclude – che egli ha il diritto-dovere di rappresentare in termini di assoluta laicità tutti i cittadini del Municipio, credenti e non, che avevano aderito volentieri ad un evento culturale offerto dal Comune con il denaro pubblico, e generosamente ospitato nella nostra Chiesa parrocchiale.”

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14 COMMENTI

  1. – “protesto vivacemente con questa che APPARE come una strumentalizzazione insopportabile, in aperta campagna elettorale”…

    io direi pure…E’.

    – “ad un evento culturale offerto dal Comune con il denaro pubblico”….

    In effetti…qualche ingenua vecchietta avrebbe magari potuto immaginare che il concerto era offerto direttamente da un generoso Gianni Giacomini: insomma, lui ci ha provato, poi… 😉

  2. Francesco, sono d’accordo con lei, questi modi d fare e di strumentalizzare le situazioni sono scandalosi, però una domanda sorge spontanea: il parroco dov’era, perché gli ha permesso di fare il sermone ?

  3. Gentile Daniela, credo che il parroco abbia giustamente accettato una presentazione del Presidente, certo non preventivamente concordata: la veste istituzionale e la “fascia d’ordinanza” potevano essere ritenute ovvia garanzia di un discorso istituzionale, “laico”. Poi l’oratore ha inopinatamente investito se stesso di un compito diverso, personale, e per obbiettivi facilmente intuibili anche senza essere in mala fede.

  4. Caro Francesco al Tempo di Gesu , si usava vendere gli animali e commerciare molte bestie che venivano poi sacrificate al DIO degli Israeliti .
    Gesu’ entrando nel Tempio ribalto i banchetti e le cose gridando che il tempio era divenuto una spelonca ed era adirato con i commercianti e la gente che no si rendeva conto di quanto era importante quel Luogo.
    Oggi Chi ha il coraggio di dire a questa gente che la chiesa non e’ il luogo adatto per fare politica ?.
    Gesu’ ci ha anche insegnato a nascondere alla destra cio’ che fa la sinistra e viceversa .
    La domanda che mi pongo e’, Il Vescovo e’ compiacente e si rende conto che allontana alcuni fedeli , magari i piu’ Virtuosi? Non si puo’ essere schiavi di DUE padroni ………………..

  5. Tutti i politici sparano pistolotti in ogni occasione; prendersela con il presidente per la sua fine oratoria è fare come maramaldo che accoppa il povero Ferrucci morente!

  6. I presenti potevano zittirlo subito! Viene in mente quello che disse Petrolini : ”Io non ce l’ho con te, ma con chi non ti butta disotto!”

  7. Rispondo ad Antonio: mormorii di disapprovazione e scarsi applausi hanno ben sottolineato il non gradimento di quasi tutti i presenti, alcuni dei quali son ousciti quasi subito. Devo scusarmi con lei per non averlo “buttato di sotto”? La serietà oggettiva dell’evento e il rispetto per il luogo non consentivano di aggiungere più chiassose proteste.
    Rispondo a Villa Rosa Fiorita: un evento culturale di qualità è stato trasformato in “omelia politica”da Giacomini. Quali dubbi possono esserci? Credo che il parroco, sia stato preso alla sprovvista, sostituito dall’improprio improvvisato celebrante.

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