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Una gita da non perdere: Cervara di Roma

cervaradiroma.jpgIl 2013 sembra volerci regalare, grazie all’arrivo dell’alta pressione, cieli sereni e temperature miti, il tempo ideale per una gita a Cervara di Roma che con i suoi 1.051 metri è il comune più alto della Provincia di Roma. Lo si può raggiungere facilmente arrivando, con l’autostrada o la Via Tiburtina, ad Arsoli e da lì proseguire lungo la bellissima strada panoramica: 60 chilometri e un’ora di auto.

Cervara (180 abitanti) è arroccato su di uno sperone di roccia e mentre con l’auto si percorre la strada che zig-zagando taglia il fianco della montgna, si stenta a credere che quelle case possano resistere in quella posizione; il minuscolo paese si sviluppa infatti “in verticale” e le casupole e la magnifica Chiesa di S.Maria della Visitazione, si accalcano le une sulle altre con un effetto scenico straordinario.

Il paese sovrasta la Valle dell’Aniene e lo spettacolo che è possibile osservare dall’ampio piazzale adibito a parcheggio lascia davvero senza fiato; ma il fiato viene anche a mancare perché per visitare il paese bisogna inerpicarsi per la “scalinata degli artisti” fino a raggiungere la sommità dove svetta la Rocca.

La posizione davvero privilegiata di questi luoghi ha fatto si che la zona fosse abitata fin dalla preistoria e il toponimo “cervara” lascia intendere che i suoi boschi fossero, nell’antichità, ricchi di selvaggina; ma la bellezza e suggestione dei luoghi ha anche incoraggiato nel tempo poeti e pittori a soggiornare nell’abitato tanto che Cervara si è guadagnato il titolo di “paese degli artisti”.

E l’arte, sotto forma di sculture, murales o poesie scritte direttamente sui muri, è presente in ogni luogo, a cominciare proprio dalla lunga scalinata che consente di raggiungere la piazzetta con la fontana.

Perfino i nomi delle strade, affrescati in modo originale, sono delle piccole opere d’arte come le sculture ricavate a volte direttamente nella roccia calcarea.

Se la Rocca medievale e la bellissima chiesa di Santa Maria (risalente forse al 1400) sono il vanto di Cervara altre meraviglie sono custodite all’interno del borgo: dal Museo della Montagna alla chiesetta di santa Maria della Portella che, affacciata sulla verdissima valle, sorge all’ingresso del Paese; dall’Osservatorio Astronomico “Claudio del Sole” alle chiesette rurali di Sant’ Emidio e San Rocco.

Va detto però che il paese non è solo arte e cultura ma anche accoglienza e buona cucina; qui nelle piccole osterie ricavate nelle vecchie abitazioni in pietra si servono piatti genuini legati alla tradizione culinaria dell’alta valle dell’Aniene.
Piatti semplici e forti impreziositi con gli aromi provenienti dalla montagna e innaffiati dal “rosso” di Piglio.

Chi ama la natura e le lunghe passeggiate può da Cervara, in pochi minuti, raggiungere la località di Campaegli situata a quota 1400 metri.
Vasti pianori si alternano ad ampie foreste di faggio e nei mesi invernali, quando la neve ricopre ogni cosa, è possibile percorrere con gli sci da fondo o le ciaspole i sentieri che attraversano il bosco o seguire la lunga sterrata che porta a Monte Livata.

A metà strada tra Cervara e Campaegli sorge anche l’Area Faunistica del Cervo dove dal 2008 esiste una stazione di osservazione e riproduzione del cervo dove le associazioni naturalistiche organizzano visite guidate (non bisogna dimenticare che siamo nel Parco regionale dei Monti Simbruini).

Quale occasione migliore allora che trascorrere una giornata di festa nel “paese degli artisti”?

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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