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Piano di assetto Parco di Veio, la parola ai cittadini

Parco di VeioDopo 16 anni che se ne discute la proposta del piano di assetto del Parco di Veio è approdata in Regione Lazio con la pubblicazione del 30 dicembre 2012. Con oltre 75 tra documenti e mappe la proposta del nuovo piano insiste su di un territorio che tra Roma Nord ed i comuni adiacenti copre oltre 15 mila ettari ed interessa oltre 250.000 abitanti.

Ed ora la parola passa ai cittadini, alle istituzioni, alle associazioni ed ai Comuni che entro il 7 febbraio 2013 hanno tempo per inviare, secondo le procedure descritte sul sito del Parco di Veio le proprie osservazioni. Osservazioni che saranno contro dedotte dal Parco stesso ed inviate poi in Regione ad integrare il Piano di assetto definitivo.

I tempi in cui la Regione provvederà a redigere la stesura definitiva del Piano non saranno certo brevissimi, visto che a fine febbraio 2013 si andrà alle elezioni regionali e prima che Presidente, Giunta e Consiglio si insedino e le commissioni si formino, di acqua sotto i ponti ne dovrà scorrere.

Massimo Pezzella, Commissario straordinario del Parco si dice soddisfatto del proprio lavoro. “Sono stato nominato Commissario Straordinario del Parco Regionale di Veio tre anni fa. Tra le mie priorità la realizzazione e conclusione della proposta del Piano di assetto del Parco ferma da oltre 16 anni. Domenica 30 dicembre con la pubblicazione della Proposta del Piano di assetto da parte dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio finalmente la fase di proposizione è conclusa. Ora i cittadini hanno la possibilità di presentare le proprie osservazioni”.

Le zone di protezione

La proposta del nuovo Piano di Assetto, come si evince dal Documento di Sintesi suddivide le varie aree del parco in 4 zone di protezione individuate in rapporto ai valori di naturalità riscontrati e agli utilizzi del territorio in essere o auspicabili per il futuro in un ottica di sviluppo sostenibile.

Piano di Assetto Parco di Veio

La zona A di Riserva Integrale nella quale l’ambiente è conservato nella sua integrità.

La zona B di riserva generale nella quale è vietato realizzare nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio. Possono essere consentite le utilizzazioni produttive, la realizzazione delle infrastrutture strettamente necessarie, gli interventi sulle risorse naturali e gli interventi di manutenzione ordinaria.

La zona C di protezione, nella quale continuano secondo gli usi tradizionali o secondo metodi di agricoltura biologica e/o compatibile, le attività agro-silvo-pastorali, la raccolta di prodotti naturali, incoraggiando anche la produzione artigianale di qualità e l’attività agrituristica.

Sono quindi ammessi gli interventi di manutenzione ordinaria, riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, oltre agli “interventi di manutenzione straordinaria, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso”.

Infine sono ammessi gli “interventi di restauro e di risanamento conservativo, quelli rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.

Infine la zona di Protezione D cosiddetta di promozione economica e sociale, nella quale le iniziative previste dal programma pluriennale di cui all’art. 30 possono svilupparsi in armonia con le finalità di tutela dell’area, per migliorare la vita sociale e culturale delle collettività locali ed il godimento dell’area stessa da parte dei visitatori” sempre in rispetto delle aree ritenute sensibili del paesaggio rispetto alle indicazioni del PTPR (Piano Territoriale Paesaggistico Regionale) del PTPG della Provincia di Roma e dei PTP, alla carta della vegetazione della Provincia di Roma, alla carta delle emergenze faunistiche e floristiche del Piano di Assetto, alla carta dei beni archeologici, alla carta dell’uso del suolo, alle componenti agronomica geologica, forestale e di Rete Natura 2000 nonché alle evidenze che emergono dalle ortofoto (volo certificato del 2005).

Fabrizio Giorgio Azzali

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16 COMMENTI

  1. Il sig. Massimo Pezzella ha fornito una informazione del tutto incompleta, che lascia peraltro capire la grande confusione che fa riguardo alla normativa vigente in materia.
    Dichiara che domenica 30 dicembre ci sarebbe stata da parte dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio una pubblicazione che non risulta affatto a questa data sul sito della Regione e che avrebbe comunque riguardato la “proposta” del Piano di Assetto del Parco: ma alla pagina del sito del parco indicata dall’articolo “si comunica che ai sensi dell’art. 26 comma 4 della L.R. 29/1997 ss.mm.ii. dal 30 DICEMBRE 2012 è iniziata la fase di deposito della documentazione inerente al Piano di Assetto del Parco di Veio”.
    Ma il citato 4° comma non riguarda la “proposta” del Piano di Assetto, bensì la sua “adozione” che peraltro il sig. Pezzella aveva revocato (chiamandolo ora solo “proposta”, ma lasciandone inalterati i contenuti) e testualmente dispone che “la Giunta regionale provvede, con apposito avviso da pubblicare su un quotidiano a diffusione regionale, a dare notizia dell’avvenuto deposito e del relativo periodo”: non mi risulta che ci sia stata la pubblicazione dell’avviso su nessun quotidiano a diffusione regionale, che comunque il sig. Pezzella ha il dovere di far conoscere.
    Se per giunta dalla pagina del sito del parco indicata dall’articolo si apre il “modello per presentazione osservazioni al Piano di Assetto del Parco” e si leggono le “note esplicative” per compilarlo si scopre non solo che il termine improrogabile del 7 febbraio 2013 è invece anticipato al 29 gennaio 2013, ma anche che “per ogni singola osservazione è richiesto il versamento di € 50,00 per diritti di segreteria, su conto corrente postale n. 79870010 intestato” all’Ente Parco di Veio: appare di tutta evidenza che per presentare delle osservazioni complete al Piano di Assetto occorrerebbe affrontare una spesa enorme, per cui il sig. Pezzella dovrebbe giustificare la legittimità di questa “tassa”, a maggior ragione perché non è richiesta per le osservazioni presentate invece alla “proposta” vera e propria del Piano di Assetto del parco.
    Alla pagina dell’Ente Parco di Veio http://www.parcodiveio.it/_ita/ente/ente_pdaf.asp é data infatti notizia del contemporaneo “AVVIO FASE di DEPOSITO” sia della “PROCEDURA V.A.S.” ai sensi del D.Lgs.n. 152/2006 che del “Piano di Assetto” ai sensi della legge regionale n. 29/1997.
    Ma per la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) é stato pubblicato l’avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 74 del 20 dicembre scorso che ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. n. 152/2006 dà notizia del deposito per 60 giorni (e non per 40) della “proposta” di Piano di Assetto e sul sito dell’Ente si comunica che la fase di deposito è iniziata il 20 dicembre 2012 (e non il 30.12.2012) per cui il termine per “presentare eventuali osservazioni all’Autorità Competente in materia di VAS (RL – Area VIA) e all’Autorità Procedente (Parco di Veio)” è improrogabilmente il 18 febbraio 2013 (e non il 29.1.2013).
    Per completare l’informazione c’è da sapere da un lato che il 4° comma dell’art. 26 della legge regionale n. 29/1997 (ai sensi del quale ci deve essere un deposito di 40 giorni del Piano però “adottato”) dispone che “durante questo periodo chiunque può prenderne visione e presentare osservazioni scritte all’ente di gestione, il quale esprime il proprio parere entro i successivi trenta giorni e trasmette il parere e le osservazioni alla Giunta regionale”, che non potrà però prendere in esame le controdeduzioni ad un Piano di Assetto che non è stato “adottato”.
    Dall’altro lato c’è da sapere invece che il 1° comma dell’art. 15 del D.Lgs. n. 152/2006 (ai sensi del quale ci deve essere un deposito di 60 giorni della “proposta” del Piano) dispone che “l’autorità competente, in collaborazione con l’autorità procedente, svolge le attività tecnico-istruttorie, acquisisce e valuta tutta la documentazione presentata, nonché le osservazioni, obiezioni e suggerimenti inoltrati ai sensi dell’articolo 14 … ed esprime il proprio parere motivato entro il termine di novanta giorni a decorrere dalla scadenza di tutti i termini di cui all’articolo 14”.
    Il successivo 2° comma precisa che “l’autorità procedente, in collaborazione con l’autorità competente, provvede, prima della presentazione del piano … per l’approvazione e tenendo conto delle risultanze del parere motivato di cui al comma 1 … , alle opportune revisioni del piano”: il 1° comma dell’art. 16, relativo alla “decisione”, stabilisce che “Il piano … ed il rapporto ambientale, insieme con il parere motivato e la documentazione acquisita nell’ambito della consultazione, é trasmesso all’organo competente all’adozione … del piano”, che è per l’appunto il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco di Veio o chi ne farà eventualmente ancora le veci a quell’epoca in qualità di Commissario Straordinario.
    Lascio a chi legge giudicare in quale guazzabuglio normativo è stata voluta far precipitare la situazione pur di potersi vantare della “conclusione della proposta del Piano di assetto del Parco ferma da oltre 16 anni”, costringendo i cittadini a presentare le proprie osservazioni alla stessa “proposta” di Piano per ben due volte (entro 40 giorni prima, per giunta a pagamento, ed entro 60 giorni dopo).

  2. buon giorno sig. rodolfo bosi non ci conosciamo ma sono un cittadino impegnato con il Movimento 5 Stelle nel XX Municipio.La sua disamina e’ disarmante e puntuale.sarei interessato ad un incontro con lei per avere maggiori delucidazioni in merito alle osservazioni che si potrebbero/dovrebbero portare al “costituendo” processo di attuazione del “Piano di assetto del Parco di Veio”.Grazie attendendo un suo cortese riscontro.

  3. Per l’avvio della fase di deposito sia per la procedura di V.A.S. che per il Piano di Assetto è stato predisposto dall’Ente Parco di Veio un identico modello per la presentazione delle “osservazioni” al Piano, a cui riserva però un campo obbligatorio sotto la denominazione di “richiesta, proposta o contributo”: al riguardo si fa presente che la legge regionale n. 29/1997 parla di presentazione da parte di chiunque di “osservazioni” scritte, mentre il D.Lgs. n. 152/2006 parla di “osservazioni in forma scritta, anche fornendo nuovi elementi conoscitivi e valutativi” nonché di “obiezioni e suggerimenti”.
    Il modello riserva alle “Motivazioni” un altro specifico campo ritenuto obbligatorio, specificando addirittura nelle note esplicative del modello non riservato alla procedura di V.A.S. che “tutte le schede i cui campi obbligatori (*) non risulteranno compilati, qualora risultassero non valutabili, potranno essere catalogate come ‘irricevibili’ “: si ritiene che in questo modo potranno essere escluse discrezionalmente tutte le richieste, proposte o contributi, di cui non sia stata data motivazione anche se oggettivamente valutabili, ma che se non gradite verranno cassate con la giustificazione del tutto strumentale di risultare “non valutabili”.
    Secondo le note esplicative del modello non riservato alla procedura di V.A.S. “per ogni singola osservazione dovrà essere utilizzato un modulo diverso” ed “è richiesto il versamento di € 50,00 per diritti di segreteria”, con la clausola per di più che “ciascuna osservazione (i cui elaborati allegati debbono essere forniti in quattro copie in originale), deve essere corredata da copia di un documento identificativo valido del proponente”.
    Per la localizzazione dell’area oggetto di osservazione il modello richiede inoltre di “allegare obbligatoriamente stralcio CTR [Carta Tecnica Regionale, ndr.] e stralcio significativo di mappa catastale”: si tratta di una richiesta che di fatto costringe la maggior parte dei singoli cittadini a dover pagare un tecnico abilitato per recarsi alla Regione Lazio ed alla Agenzia del Territorio.
    Per fare un esempio concreto, se un singolo cittadino intendesse presentare in tutto 10 osservazioni dovrebbe corredarle di 10 copie di un suo stesso documento di riconoscimento (quando ne basterebbe una sola allegata ad un’unica nota di accompagno di tutte e 10 le osservazioni), di 40 copie in originale dello stralcio CTR, di 40 copie in originale dello stralcio significativo di mappa catastale, di 40 copie di eventuali ulteriori allegati e dovrebbe soprattutto pagare ben 500,00 € (più o meno un milione delle vecchie lire) per non meglio specificati “diritti di segreteria” che non si sa da quale norma siano giustificati e che dovrebbero comunque consistere in normali timbri o tutt’al più etichette di registrazione al protocollo dell’Ente delle osservazioni.
    Come si può ben vedere, si tratta di un “meccanismo” molto poco democratico che sembra studiato apposta per disincentivare anziché favorire la presentazione delle osservazioni e di cui intendo chiedere di conoscere le disposizioni di carattere giuridico-amministrativo che in uno Stato di diritto lo debbono comunque legittimare.

  4. Invito il sig. Antonio Lepore e tutti coloro che come lui intendessero avere maggiori delucidazioni a scrivermi utilizzando il seguente indirizzo di posta elettronica del Circolo Territoriale di Roma della associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS): vas.roma@alice.it

  5. Chiedere 50 euro per diritti di segreteria è un modo come un altro per dire ai comuni cittadini che vogliono contribuire a migliorare il Piano di lasciar perdere. Una burocrazia miope non vuole la partecipazione. Folle pretendere l’approvazione del piano a due mesi dalle elezioni del Consiglio Regionale. Discutiamone con i candidati alla presidenza.

  6. Il 2° comma dell’art. 14 del D.Lgs. n. 152/2006 prescrive che tanto l’Area VIA e VAS della Regione Lazio quanto l’Ente Parco di Veio debbono mettere “a disposizione del pubblico la proposta di piano … ed il rapporto ambientale” anche “mediante .. la pubblicazione sul proprio sito web”.
    A quanto pare per certe amministrazioni pubbliche la legge è un optional, dal momento che a tutt’oggi sul sito della Regione non risulta pubblicato nulla e che con messaggio di posta elettronica trasmesso il 30 dicembre scorso all’Ente Parco di Veio sono stato costretto a lamentare che a distanza di 10 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 74 del 20.12.2012 del deposito della documentazione relativa al Piano di Assetto del Parco di Veio alla pagina
    https://docs.google.com/folder/d/0B1XZk08Rm2wOdnZIM014SDZqRm8/edit?pli=1 risultavano solo 6 elementi relativi ad una serie di file non associati ad alcun programma per l’esecuzione dell’operazione, che non consentivano di prendere visione di nessuno dei documenti pubblicati.
    Lo stesso giorno il Commissario Straordinario ha risposto con un “verificheremo il tutto”: ma la verifica fatta eseguire nei giorni successivi ha portato a trasformare in pdf soltanto una parte degli elaborati.
    A tutt’oggi sul sito dell’Ente Parco di Veio risultano pubblicati in dwf ancora tutta una serie di file non associati ad alcun programma per l’esecuzione dell’operazione, che non consentono di prendere visione di nessuno dei seguenti elaborati:
    A.5.1 – Perimetro definitivo e perimetro istitutivo (in dwf non apribile)
    A.5.2 – Perimetro definitivo e perimetro istitutivo (in dwf non apribile)
    A.5.3 – Perimetro definitivo e perimetro istitutivo (in dwf non apribile)
    A.5.4 – Perimetro definitivo e perimetro istitutivo (in dwf non apribile)
    A.5.5 – Perimetro definitivo e perimetro istitutivo (in dwf non apribile)
    A.5.7 – Perimetro definitivo e perimetro istitutivo (in dwf non apribile)
    A.5.a – Perimetro definitivo su base catastale – (in dwf non apribile)
    A.5.b – Perimetro definitivo su base catastale – (in dwf non apribile)
    A.5.c – Perimetro definitivo su base catastale – (in dwf non apribile)
    A.5.d – Perimetro definitivo su base catastale – (in dwf non apribile)
    A.5.e – Perimetro definitivo su base catastale – (in dwf non apribile)
    A.5.f – Perimetro definitivo su base catastale – (in dwf non apribile)
    A.5.g – Perimetro definitivo su base catastale – (in dwf non apribile)
    A.5.h – Perimetro definitivo su base catastale – (in dwf non apribile)
    A.5.i – Perimetro definitivo su base catastale – (in dwf non apribile)
    A.5.j – Perimetro definitivo su base catastale – (in dwf non apribile)
    A.6 – Carta delle aree contigue – (in dwf non apribile)
    Ho chiesto pertanto poco fa di trasformare in pdf non solo tutti i suddetti elaborati, ma anche i seguenti documenti che si possono consultare, ma non copiare:
    A.3 – Norme tecniche attuative
    A.2. – Relazione Generale
    Allegato n. 1 –Schede di intervento
    Voglio proprio vedere quanti altri giorni ancora occorreranno per vedere rispettato quanto prescrive la norma vigente in materia di Valutazione Ambientale Strategica.

  7. Sono andata sul sito del Parco per verificare personalmente.
    Mi sembra non sia chiaro al sig. Bosi che il deposito VAS ai sensi del Dlgs 152/06 è cosa diversa dal deposito del piano ai sensi della lr 29/97.
    Il primo (VAS) è in capo alla regione, dura 60 gg dall’avviso di deposito sul BURL, quindi dal 20 dicembre al 18 febbraio (il 17 è domenica) mi sembra che il conto torni.
    Il secondo (Piano di Assetto) è in capo al Parco, dura 40 gg. dalla pubblicazione su un quotidiano (il 30 dicembre era sul Messaggero) quindi dal 30 dicembre al 7 febbraio, anche qui il conto torna.
    Le controdeduzioni alla VAS non sono in capo al Parco che riceve le osservazioni “per conoscenza” ma all’autorità competente. Il Parco anzi sarà vincolato da quello che sarà un “parere vincolante” della Regione.
    Riguardo la difficoltà di scaricare i documenti sul sito non ne ho rilevata alcuna. Forse non tutti sanno che i file DWF o PDF si possono facilmente leggere con qualsiasi programma free (gratis) disponibile in internet, forse il sig. Bosi non ha pensato di scaricarli e per questo non è riuscito a leggerli.

    Spero di aver fatto chiarezza.

  8. Alla sig.ra Francesca Romana a cui sembra che non mi sia chiara la diversità fra i 2 depositi del piano mi sento in dovere di ribattere che nell’evidente tentativo di legittimare l’operato dell’Ente Parco di Veio dimostra di non esserle chiaro a sua volta o peggio ancora di far finta di non essersi accorta che l’oggetto della deliberazione n. 5 del 13.2.2012 del Commissario Straordinario é la “PROPOSTA” del Piano di assetto che come tale è prevista solo dal D.Lgs. n. 152/2006 e non anche dalla legge regionale n. 29/1997, che sia all’art. 14 che all’art. 26 prevede invece espressamente quella “ADOZIONE” del Piano di Assetto che il dott. Massimo Pezzella ha invece revocato.
    Mi sembra che non sia chiaro alla sig.ra Francesca Romana che come i 60 giorni di deposito prescritti dal D.Lgs. n. 152/2006 decorrono dal relativo avviso sul BURL, di cui sul sito dell’Ente è stata data dimostrazione pubblicandone l’estratto, in modo analogo la decorrenza dal 30 dicembre scorso dei 40 giorni di deposito prescritti dalla legge regionale n. 29/1997 doveva essere dimostrata con la pubblicazione sul sito dell’estratto del relativo avviso che sarebbe comparso su “Il Messaggero”, stando a quanto afferma la sig.ra Francesca Romana che evidentemente legge ogni giorno questo quotidiano stando ben attenta anche ai suoi “avvisi”.
    La sig.ra Francesca Romana si è sentita quindi in dovere di colmare lei questa lacuna che avevo invece chiesto espressamente al dott. Massimo Pezzella di fare materialmente, perché diversamente rappresenta comunque un vizio di legittimità, a maggior ragione perché nelle note esplicative del relativo modello viene ancora data come scadenza dei 40 giorni il 29 dicembre 2012, lasciando implicitamente intendere che decorrono anch’essi dal 20 dicembre scorso e non da 10 giorni dopo.
    Il 4° comma dell’art. 14 del D.Lgs. n. 152/2006 dispone testualmente che “le procedure di deposito, pubblicità e partecipazione, eventualmente previste dalle vigenti disposizioni anche regionali per specifici piani …, si coordinano con quelle di cui al presente articolo, in modo da evitare duplicazioni”: a tal riguardo con deliberazione n. 169 del 5.3.2010 la Giunta Regionale ha approvato delle linee guida costituite dalle “disposizioni operative in merito alle procedure di VAS”, che ha allegato alla deliberazione n. 169 del 5.3.2010 in cui dispone una “pubblicazione del Piano …, del rapporto ambientale e della sintesi non tecnica … da effettuarsi, OVE POSSIBILE, contestualmente alla pubblicazione del Piano … prevista dalle normative di riferimento … a seguito dell’ADOZIONE del Piano”.
    Chiedo alla sig.ra Francesca Romana ed a chi ci legge se sia possibile e soprattutto lecito non solo sovrapporre due procedure di deposito di diversa durata, ma anche avviare il deposito per 40 giorni di una “proposta” di piano di cui invece per legge deve essere stata approvata prima la “adozione”.
    A dimostrazione del totale vizio di legittimità della suddetta procedura si porta il 2° comma dell’art. 6 della Direttiva 2001/42/CE sulla VAS che testualmente recita: “Le autorità .. ed il pubblico .. devono disporre tempestivamente di un’effettiva opportunità di esprimere in termini congrui il proprio parere sulla PROPOSTA DI PIANO … e sul rapporto ambientale che lo accompagna, PRIMA DELL’ADOZIONE DEL PIANO .. e della relativa procedura legislativa>>.
    Per quanto riguarda infine la difficoltà di scaricare gli elaborati del piano, faccio presente che la “pubblicazione” – proprio per sua stessa definizione – ha la finalità di portare qualcosa a conoscenza di tutti indistintamente e non solo di una cerchia ristretta di “addetti ai lavori” o di “esperti di informatica”, dando così a questo tipo di operazione una natura più privata che pubblica.
    Come per l’avviso sul quotidiano “Il Messaggero”, l’Ente doveva e deve tuttora spiegare a tutti sul proprio sito che “i file DWF o PDF si possono facilmente leggere con qualsiasi programma free (gratis) disponibile in internet”, precisando quali.
    Spero di aver fatto ulteriore chiarezza.

  9. Alla pagina del sito dell’Ente Parco di Veio http://www.parcodiveio.it/_ita/ente/ente_pdaf.asp risulta pubblicato un “AVVIO FASE di DEPOSITO PROCEDURA V.A.S” che si concluderà improrogabilmente entro il 18 febbraio 2013 ed un “AVVIO FASE di DEPOSITO Piano di Assetto” che si concluderà invece improrogabilmente entro il 7 febbraio 2013.
    Sui siti web ufficiali del XX Municipio e del Comune di Formello è stato invece pubblicato un avviso che fa sapere soltanto della possibilità di presentare osservazioni entro il prossimo 7 febbraio: lo stesso termine è ribadito addirittura in una locandina curata dal Presidente Gianni Giacomini e dall’Assessore Giuseppe Mocci.
    A fronte di questa disinformazione, che è frutto anche di una certa ignoranza, dal momento che si tratta di una “proposta” del Piano di Assetto dovuta soprattutto alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica e non certo della “adozione” del Piano di Assetto così come prevista dalla legge regionale n. 29/1997, mi sono visto costretto a chiedere con due distinti messaggi di posta elettronica una immediata rettifica ad entrambe le suddette pubbliche amministrazioni.
    Nel dubbio e comunque nell’attesa che si provvederà veramente a rettificare i rispettivi avvisi (e la locandina), approfitto di questo blog per portarne a conoscenza almeno tutti coloro che lo leggono quotidianamente.

  10. Ieri sono stato avvertito all’ultimo momento da un amico che alle 18 presso il Circolo Sportivo Due Ponti ci sarebbe stata la presentazione del Piano di Assetto del Parco di Veio, rivelatasi una iniziativa a scopo di propaganda elettorale con tanto di buffet finale offerto a tutti i partecipanti con i soldi di non si sa chi.
    Ne è riprova il fatto che ha visto interventi di “politici” esclusivamente del PDL nelle rispettive vesti istituzionali come Gianni Giacomini, che si ricandida di nuovo alla Presidenza del XX Municipio, Giuseppe Mocci (assessore ai Grandi Parchi), Pino Cangemi (assessore con delega all’Ambiente della Regione Lazio) e Roberto Cantiani (presidente della Commissione Mobilità del Comune di Roma): ad ulteriore riprova la manifestazione non è stata organizzata (come caso mai avrebbe dovuto essere) dall’Ente Parco di Veio, di cui era presente il solo Commissario Straordinario (ex responsabile del Gruppo giovanile di Forza Italia) che ha permesso che a presentare il Piano (peraltro in modo nemmeno completamente corretto) fosse una donna architetto incaricata dal XX Municipio (stando a quanto mi ha detto lei stessa personalmente).
    Gianni Giacomini ha fatto sapere ai presenti che il XX Municipio si offrirà come struttura di supporto ai cittadini per dare loro tutte le dovute informazioni sul Piano di Assetto: ha tenuto poi a precisare che non si entrerà nel merito delle osservazioni per non influenzarle ed essere quindi di parte.
    Siccome la legge non ammette ignoranza, specie da parte di un Presidente ancora in carica del XX Municipio, non è assolutamente accettabile che Gianni Giacomini si sia permesso di dire che con le attuali misure di salvaguarda dentro il parco di Veio non si può costruire nemmeno un’altalena né si può asfaltare una strada, dovendo invece sapere non solo che consentono nelle zone agricole ben 34 tipi di diversi di interventi, impianti ed opere, oltre che Piani di Utilizzazione Aziendale (P.U.A.), e nelle zone territoriali omogenee A (centri storici) e B (zone limitrofe ai centri storici) la realizzazione di tutto quanto previsto dagli strumenti urbanistici vigenti del Comune interessato, ivi comprese quindi le costruzioni di civile abitazione, ma anche che in caso di necessità ed urgenza o per ragioni di sicurezza pubblica il Presidente della Regione Lazio può autorizzare delle opere in deroga, come ha fatto l’allora Presidente Marrazzo per consentire l’illuminazione pubblica di via dei Due Ponti.
    Dopo aver fatto una difesa a spada tratta della proprietà privata, Gianni Giacomini ha affermato che deve essere cambiata la legge regionale sui parchi e che comunque, se verrà rieletto, non permetterà che a “comandare” sul territorio del XX Municipio sia l’Ente Parco.
    L’art. 42 della Costituzione, che evidentemente Giani Giacomini ignora o non considera affatto, dispone che “la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti”.
    Non è assolutamente accettabile che un Presidente del XX Municipio non si renda conto di stare a fare discorsi di fatto eversivi, che rifiutano il rispetto dell’ordine costituito fatto delle regole che ci siamo dati per legge (anche riguardo al Parco di Veio), e che per strappare qualche voto arrivi ad aizzare i cittadini non certo ad amare il Parco di Veio con allarmismi infondati, fornendo una totale disinformazione.
    A dimostrazione di questo allarmismo, nel corso della riunione di ieri è stato portato ad esempio il Programma Integrato di Intervento (in sigla PRINT) della Tomba di Nerone, di cui sarebbe difficile la redazione ed attuazione perché “strozzato” da un lato dalla riserva dell’Insugherata e dall’altro lato dal Parco di Veio, ignorando del tutto o non facendo comunque sapere che i confini dentro cui rimanere con il progetto sono quelli individuati dal vigente Piano Regolatore di Roma (specie per la Centralità Locale XX-2 “Cassia/Tomba di Nerone”) che rimangono del tutto al di fuori della perimetrazione del Parco di Veio.
    Se il grado di informazione che verrà fornito ai cittadini dal XX Municipio sul Pino di Assetto del Parco di Veio è quello dimostrato ieri, allora mi vergogno di abitare in un Municipio amministrato in questo modo.

  11. Nel corso della presentazione del Piano di Assetto fatta ieri pomeriggio è stato proiettato su uno schermo l’articolo dell’avviso del deposito di piano per 40 giorni che è stato pubblicato il 30 dicembre scorso alla pag. 16 del quotidiano “Il Messaggero” e che parla di “adozione del Piano” e non di “adozione della proposta di Piano” quale è invece oggettivamente quella approvata dal Commissario Straordinario con deliberazione n. 5 del 13 febbraio 2012.
    Quando mi è stato concesso di intervenire, ho fatto presente l’errore non di poco conto, facendo sapere che la delibera di “adozione del Piano” era stata revocata dallo stesso Commissario Straordinario, ed ho chiesto di sapere per quali motivi quell’avviso non sia stato pubblicato sul sito dell’Ente così come è stato fatto per l’altro avviso di deposito per 60 giorni ai fini della V.A.S., pubblicato sul n. 74 del BURL del 20 dicembre 2012.
    Dal momento che nel corso della presentazione del Piano è stato fatto capire ai presenti che – dopo le dovute controdeduzioni dell’Ente Parco a tutte le osservazioni che saranno pervenute al termine dei 40 giorni – il Piano sarà trasmesso alla Regione per la sua definitiva approvazione, ho spiegato a mia volta che la procedura relativa alla Valutazione Ambientale Strategica prevede invece tutt’altro, perché alle osservazioni che saranno pervenute alla fine dei 60 giorni di deposito dovrà controdedurre con un “parere motivato” l’Area VIA e VAS della Regione Lazio, in collaborazione con l’Ente Parco, per poi recepire tutte le osservazioni accolte in tutto o in parte modificando ed integrando la “proposta” di Piano che solo allora dovrà quindi essere ufficialmente “adottato” come decisione finale e pubblicato di nuovo.
    Dal momento che la finalità dichiarata della riunione era quella di dare l’informazione anche sulle procedure riguardanti il Piano di Assetto, ho invitato a spiegare le ragioni di questo guazzabuglio normativo.
    Anziché fornire le dovute spiegazioni richieste, il Commissario Straordinario ha scambiato per contestazione il mio intervento affermando fra l’altro che l’Ente Parco non è nemmeno tenuto a pubblicare l’avviso uscito lo scorso 30 dicembre sul quotidiano “Il Messaggero”: è stato sconfessato dall’assessore con delega all’ambiente della Regione Lazio, On. Pino Cangemi, che lo ha invitato a pubblicare anche quell’avviso sul sito dell’Ente e che si è peraltro dichiarato responsabile della pubblicazione del Piano di Assetto, anche perché gli sarebbe stata caldeggiata dallo stesso Presidente del XX Municipio.
    Aspetto di vedere se sarà fatto, per dimostrare in modo documentato che la decorrenza dei 40 giorni di deposito deve partire oggettivamente dal 30 dicembre dell’anno scorso.

  12. Alla sig.ra Francesca Romana volevo solo evidenziare che non si è mai visto un sito pubblico, allegare dei dei formati di file DWF.
    Il PDF è ormai di uso comune.. ma il DWF no!

    Io sono riuscito ad aprirli.. ma non è stato semplice, come si dice, scaricare ed istallare il programma FREE.

    Mi dispiace ma questa potrebbe facilmente essere interpretata come una “falsa trasparenza”.

  13. Dopo la mia richiesta di rettifica, il Presidente Gianni Giacomini ha fatto integrare la pubblicazione sul sito web del XX Municipio che dà ora l’avviso del doppio avvio di deposito con le doppie scadenze del 7 e del 18 febbraio per la presentazione delle osservazioni, ma ha lasciato inalterata la locandina che dà la sola scadenza del 7 febbraio e che per informazioni sul Piano invita a rivogersi direttamente a lui ed all’Assessore Mocci.
    Sul sito del Comune di Formello é stato invece tolto del tutto l’avviso, sostituito dalla notizia dell’incontro informartivo che c’é stato lo scorso 17 gennaio.
    L’avviso dell’avvio di deposito con scadenza solo del 7 febbraio compare pubblicato sui siti dei Comuni di Morlupo, di Riano e di Sacrofano che comunica anche il deposito cartaceo presso la Provincia di Roma (sul cui sito é pubblicato però l’avviso della sola scadenza del 18 febbraio) e presso tutti i 9 Comuni (ma con quelli di Magliano Romano e Mazzano che non hanno nemmeno pubblicato alcun avviso e con quello di Campagnano che sul sito dà l’avviso di un incontro informativo sul Piano di Asetto per il prossimo 25 gennaio, indicando la sola scadenza del 7 febbraio).
    Evviva la trasparenza delle pubbliche amministrazioni ed il rispetto della legge !

  14. Una vergogna maggiore é che fra gli allegati della “proposta” del Piano di Assetto non c’é il parere espresso dalla Comunità del Parco di Veio che il 16 marzo 2012 si era espressa chiedendo che “venga, in autotutela, ritirata l’adozione del Piano di Assetto e si diano 60 giorni ai tecnici dei Sindaci della Comunità e dell’Ente Parco per lavorare assieme al fine di portare alla Comunità una nuova proposta di Piano di Assetto (norme tecniche + eventuali modifiche alle carte del piano ) condivisa”.
    In data 12 giugno 2012 la Comunità del Parco ha espresso il seguente parere: “La Comunità così come concordato nell’ultima riunione della Comunità stessa (16/3/2012), ha elaborato una nuova proposta inerente le Norme Tecniche del Piano di Assetto, la quale, già sottoposta alla verifica istruttoria da parte degli uffici tecnici del Parco, così come concordato, oggi viene accettata e condivisa dal Commissario Straordinario del Parco, con la clausola che detto documento venga successivamente integralmente recepito dal Piano stesso e pertanto, in considerazione di tale accettazione e condivisione la Comunità esprime parere favorevole alla proposta di piano d’assetto adottata del Parco di Veio (Delib. N. 5 del 13/2/2002)”.
    Si fa presente al riguardo che il “parere” della Comunità del Parco di Veio è equiparabile a quello che viene chiesto al XX Municipio di Roma come equivalente “parere” consultivo ma obbligatorio, che andava chiesto sempre e comunque prima e non certo dopo l’adozione della “proposta” del Piano di Assetto.
    Ma anziché procedere alla integrazione della “proposta” del Piano di Assetto recependo il documento della Comunità del Parco di Veio, con Determinazione n. 1 del 14 giugno 2012 il Commissario Straordinario ha deciso di “allegare il documento relativo alle Norme Tecniche del Piano redatto dalla Comunità ed accettato e condiviso dal Commissario Straordinario del Parco, al fine di promuovere l’istituzione presso la Direzione Ambiente della Regione Lazo di un tavolo tecnico specificatamente dedicato a studiare le modalità operative di recepimento negli elaborati di Piano del contenuto del suddetto parere”.
    A distanza di ormai di quasi 8 mesi non risulta essere stato costituito nessun tavolo tecnico.
    A causa del mancato rispetto della clausola posta nel rilascio del proprio “parere”, in data 28 gennaio 2013 la Comunità del Parco si è riunita di nuovo ed ha deciso di tramutare il proprio “parere” in “sfavorevole”: si è così aperto di fatto un contrasto tra Comunità e gli altri organi dell’Ente Parco di Veio, per risolvere il quale ai sensi del 6° comma dell’art. 16 della legge regionale n. 29/1997 “la questione è rimessa ad una conferenza presieduta dal Presidente della Giunta regionale o dall’Assessore competente in materia di ambiente da lui delegato, il quale, perdurando i contrasti, rimette la decisione definitiva alla Giunta regionale”.
    Per completare l’informazione che non viene data proprio perché siamo sotto elezioni, c’é da far sapere che il Presidente della Comunità del Parco di Veio é l’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma, On. Marco Visconti che si é però candidato alla Regione Lazio con La destra di Storace assieme ad altri due Assessori (Salvatore Aurigemma e Fabrizio Ghera), per cui corre voce che entro il prossimo lunedì il Sindaco Alemannno procedrà ad un rimpasto: sembrano confermate le indiscrezioni di ieri, secondo cui all’Assessorato all’Ambiente dovrebbe andare Gloria Pasquali, attuale responsabile di scuola e famiglia nel II Municipio.
    La Comunità del Parco di Veio verrà così a perdere il suo Presidente e dovrà procedere a nominarne un altro solo per il periodo che intercorre da qui alle prossime elezioni comunali, quando per prassi consolidata ad essere eletto come Presidente dovrebbe essere il futuro Assessore all’Ambiente del Comune di Roma che scaturitrà dalle elezioni.
    Si é così accesa la polemica sui Presidenti dei Municipi di centrosinistra candidati alle regionali, che sono stati invitati da Gianni Alemanno a “seguire il buon esempio” dei 3 assessori comunali dimissionari. Ma anche nel PdL si é aperto un fronte interno sugli assessori regionali che, pur in lizza per un posto alla Pisana, restano ancora al loro posto: fra questi c’é l’On. Pino Cangemi a cui il Presidente Renata Polverini ha conferito la delega all’Assessorato all’Ambiente con cui si é arrogato il potere di decidere la pubblicazione della “proposta” del Piano di Assetto del Parco di Veio. .

  15. Oggi martedì 5 febbraio il Consiglio del XX Municipio ha all’ordine del girno le proprie osservazioni sul Piano di assetto del Parco di Veio. All’inizio dei lavori Rodolfo Bosi ha esposto i chiarimenti tecnici già divulgati su VCB; ha fatto seguito un breve appello mio ai nosri rappresentanti per contrastare la deriva che sta portando l’intero paese allo sbando, Le leggi vanno rispettate finchè non si cambiano e l’iter del Piano d’assetto per il Parco di Veio( per il quale io, con Mario e Fabio Attorre abbiamo scritto anni fa il libro “In difesa del Parco di Veio)”, non può essere strimentalizzato ad ogni scadenza elettorale per illudere i cittadini con promesse in contrasto con la difesa dell’ambiente naturale, finalità della legge regionale istitutiva dei Parchi del Lazio.

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