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Anche il Teatro Olimpico ha il suo Diavolo Custode

vincenzosalemme.jpgIn scena al Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano fino al 27 gennaio, “Il Diavolo Custode” è la nuova commedia brillante scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme. Coadiuvato da attori di ottimo livello, il mattatore napoletano regala un’ora e quarantacinque minuti di leggerezza e divertimento, inducendo altresì gli spettatori a porsi degli interrogativi seri sulla propria vita.

La trama di questo spettacolo è un filo esile che, però, è in grado di condurre abilmente una sequenza di gags irresistibili e di situazioni comiche esilaranti; la narrazione è un vestito di sartoria artigianale comodo ed adattabile, è un abito graziosamente cucito a mano che consente all’artista napoletano di esprimersi al suo meglio e di andare a stuzzicare la voglia che abbiamo di sorridere dei nostri difetti.
Soprattutto attraverso l’interazione con i suoi fidati compagni di strada Giovanni Ribò, Antonio Guerriero, Nicola Acunzo (un fantastico diavoletto calabrese!) e Domenico Aria, l’attore partenopeo offre pasticche di umorismo benefico che non hanno alcuna contro-indicazione.

Com’è consuetudine dei suoi spettacoli, Salemme si ritaglia momenti di dialogo con gli spettatori delle prime file, abbattendo, in una situazione dal potenziale comico dirompente, la quarta parete che separa gli artisti dal pubblico. Il meccanismo che innesca la risata è la “seconda possibilità” che ciascuno di noi prima o poi si trova ad invocare per cancellare gli errori e ricominciare tutto da capo. Il diavolo (è isso, è isso!) non perde l’occasione e si palesa al povero Gustavo, vittima di se stesso e delle proprie paure. Il diavolo non veste Prada, ma si traveste e nel travestimento Salemme si scatena, interpretando “diabolicamente” un paio di personaggi surreali e strampalati che strappano applausi e risate.

Salemme è un’artista nazional-popolare, ma, attenzione, questa definizione la stiamo usando in un’accezione molto positiva, volendo evidenziare la capacità che possiede l’attore nel far ridere tutti quanti e nel proporre tematiche che riguardano chiunque. Non è cosa di tanti, come non è comune il suo spiccato talento nel catalizzare l’attenzione del pubblico in una maniera originale e sorprendentemente semplice.

Dietro alla leggerezza, dietro alle risate, dietro alla farsa e alle maschere, c’è la malinconia propria della comicità napoletana, ci sono tematiche importanti e domande serie, interrogativi che, mentre usciamo risollevati dal teatro, ci rimbalzano gentilmente in testa: come sta andando la nostra vita? Perché non troviamo il tempo per perdere tempo? Perché, nel mondo della comunicazione di massa, la casa è diventata una prigione di incomunicabilità?

Il “diavolo custode” Salemme non ci sta offrendo una seconda possibilità, ci sta ricordando semplicemente che la vita è una e che va vissuta al meglio delle nostre possibilità. E, soprattutto, col sorriso sulle labbra.

Suggeriamo, infine, di visitare al piano superiore del teatro la mostra “Ritratti d’Autore – 20 anni di Teatro Olimpico visti da Max Pucciariello”, un’invitante sequela di scatti fotografici che immortalano alcuni degli artisti che nelle ultime due decadi hanno fatto la storia della prestigiosa istituzione culturale di piazza Gentile da Fabriano: da Marcel Marceau a Gigi Proietti, da Giorgio Gaber agli artisti del Bolshoi, da B.B. King a Dario Fo.

Giovanni Berti

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