Home AMBIENTE Ponte Milvio, un approdo per lo sport dei ‘fiumaroli’

Ponte Milvio, un approdo per lo sport dei ‘fiumaroli’

prog120.jpgAnziché tenere le sponde del Tevere in uno stato di degrado, perché non usarle e a costo quasi zero favorire gli sport di fiume e la pratica della canoa o del kayak? E’ quanto i tanti amanti di questo sport si chiedono nel vedere le rive abbandonate e melmose. Ed ecco che arriva una nuova proposta per l’area golenale a monte di Ponte Milvio, e a farla è il Comitato Robin Hood.

“L’area golenale a monte di Ponte Milvio, sulla riva destra, un tempo una riserva faunistica, ora è in stato di abbandono” ci dice il portavoce del Comitato spiegando che “durante i mesi estivi, una parte serve per alcune iniziative aperte al pubblico, ma poi nei restanti mesi rimane del tutto inutilizzata preda della sporcizia e del degrado. Abbiamo allora raccolto la proposta di alcuni canoisti di dedicare questa area alla pratica della canoa o kayak”.

La proposta è semplicissima, non richiede nessun grosso investimento, e nasce dalla considerazione che il mentre il tratto a monte di Ponte Milvio si presta alla pratica della canoa su acque ferme quella a valle invece è idonea alla discesa su acque mosse. I recenti campionati italiani di kayak e quelli mondiali di canoa-maratona hanno messo ben in evidenza questi aspetti.

“Tra l’altro questo tratto di sponda” continua l’esponente del comitato Robin Hood “può essere raggiunto facilmente con un’auto o un carrello e questo consentirebbe di evitare il trasporto a spalla, per un lungo tragitto, delle canoe”.

E allora che cosa fare? “Niente di particolare perché in sostanza già c’è tutto: basterebbe pulire e bonificare l’area. Una spesa irrisoria che potrebbe essere fatta benissimo dal servizio giardini del Comune di Roma”.

Mentre ne discutevamo siamo giunti sul posto e dobbiamo dire che il Comitato Robin Hood non ha affatto sottodimensionato la portata dei lavori: qui c’è poco o nulla da fare per adattare l’area, basta tagliare l’erba e levare i rifiuti. D’altra parte è bene non realizzarvi nulla perchè l’area golenale potrebbe essere soggetta ad allagamento e quindi qualsiasi struttura fissa rischierebbe di essere danneggiata.

Abbiamo visto anche il punto dove dovrebbe essere costruito l’approdo in legno, proprio come quello presente sulla sponda sinistra dal Circolo dell’Aeronautica. Da qui, gli appassionati di canoa potrebbero raggiungere la sponda, scaricare la canoa e scendere in acqua decidendo se affrontare le rapide oppure dirigere a monte dove la corrente è quasi inesistente.

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Un progetto semplice, subito realizzabile, per ridare dignità al Tevere riportando poi i romani sulle sue sponde.

“Questa proposta non richiede che minimi fondi” ci dice il nostro accompagnatore anticipandoci che il progetto “sarà inviato alla Regione, al Sindaco Alemanno e al Presidente del XX Municipio nella speranza che qualcuno sia disposto ad ascoltarci. Nel 2011 sono stati utilizzati da parte della Regione 20mila euro per l’iniziativa dei “Tevere Rangers” di cui non sappiamo neppure quali siano stati i risultati. Un approdo sul Tevere, a Ponte Milvio, costerebbe forse poche centinaia di Euro, una spesa che sicuramente i nostri Amministratori possono affrontare”.

La sfida è lanciata e a raccoglierla ci auguriamo che siano, oltre alle Associazioni come Roma Tiberina e il Comitato per il Tevere, anche i Circoli storici della Capitale: dal Circolo Aniene alla Tevere Remo, dai Canottieri Todaro al Dopolavoro ATAC: gli ultimi veri “fiumaroli”.

Edoardo Cafasso

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1 commento

  1. Aprofittiamo immediatamente del progetto “Green Days” dell’associazione FareAmbiente e giriamo questa proposta al suo Presidente, Stefano Erbaggi, augurandoci di essere i primi in assoluto.
    L’area da recuperare è “individuata” e per “valorizzarla” basta veramente poco!
    Attendiamo ora una risposta: vi terremo aggiornati. RH

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