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    Marchionne ha spezzato una Lancia

    lancia-fulvia.jpgNelle sue dichiarazioni di qualche giorno fa l’AD di Fiat Sergio Marchionne ha dichiarato che lo storico marchio Lancia “verrà ridotto o eliminato”. Aggiungendo che “Lancia non tornerà quella che era una volta, oggi ha un appeal limitato” e che “l’unico modello economicamente sostenibile in Europa è la Ypsilon che sarà preservata. Come già accade oggi, quindi, il marchio vivrà dei prodotti derivati dalla Chrysler concepiti a Detroit, almeno fino a quando ci sarà un ritorno economico”.

    Ma la storia del marchio Lancia è un’altra. Una storia fatta di innovazione e di successi sportivi. Personalmente ricordo l’Appia di mio padre, la Flavia di mio zio e la Fulvia 1.6 Coupè HF che avrei voluto avere a 18 anni. Ricordo anche i 6 titoli consecutivi della Delta Integrale nel Rally, record finora rimasto ineguagliato. Ricordo le sfide verbali tra Lancisti ed Alfisti.

    Poche case automobilistiche come la Lancia hanno dato un contributo di innovazione all’industria automobilistica. Dalle sospensioni indipendenti introdotte nel 37 sulla Aprilia, alla trazione anteriore, freni a disco e iniezione della benzina della Flavia, al motore superquadro della Fulvia, alla carrozzeria realizzata in lega leggera e vetroresina della Stratos. Per non parlare della linea con le tre mitiche F: Flaminia, Flavia e Fulvia.

    Il declino in termini di qualità ed innovazione ha inizio con la cessione prima alla famiglia Pesenti e poi con l’acquisizione da parte della Fiat.

    Rammento la Lancia Beta acquistata da mio padre con il ricordo della qualità della prima Appia. Dopo appena un anno la Beta si è trasformata in un pezzo di ruggine. Ed in Inghilterra dove esistono diversi Club di appassionati la Lancia non è andata meglio. Si è ritirata dopo pochi anni a causa delle magagne di questo ed altri modelli molto belli ma mal costruiti.

    Nella gamma attuale Lancia, di italiano sono rimaste solo la Ypsilon, la Delta e la Musa mentre le vetture di alto livello, dove la Lancia ha sempre primeggiato, ci sono soltanto dei modelli Chrysler leggermente ristilizzati ed oltretutto con caratteristiche poco adatte al mercato europeo.
    Chissà cosa ne penserebbe Vincenzo Lancia.

    Perché la Fiat non è stata in grado di fare con la Lancia quello che BMW ha realizzato con il marchio Mini o che la Fiat stessa ha fatto con la 500? Eppure le basi non mancherebbero.

    Fabrizio Azzali

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    13 COMMENTI

    1. .. perché Marchionne è un incapace, arrogante e presuntoso, oltre che sleale, caro Azzali. E alle sue condivisibili parole su Lancia, se ne potrebero aggiungere altre su Alfa Romeo…
      Marchionne è una sciagura per l’Italia. Sono questi i personaggi che spaccano la coesione sociale e alimentano il fuoco dell’odio che sfocia, spesso, nel terrorismo. E questa debole politica, preoccupata solo di arraffare e farla franca, lascia correre, non interviene, così come la gran parte dei sindacati (Pomigliano docet). Poi però tutti in doppio petto e maschera triste, ai funerali di Stato…

    2. Condivido pienamente quanto detto precedentemente, in Italia di simil Marchionne sono piene le aziende non capiscono un H di quello che vendono e pensano a farsi gli affari loro. Piuttosto
      che far morire un marchio cosi’ come Lancia era meglio cederlo a qualche gruppo straniero capace di investire e andare avanti . Basta vedere Mini un marchio stramorto fino a 10 anni fa adesso con una sola idea di auto vendono e creano sempre piu’ versioni . . . ma no alla Fiat invece prendono un modello di 10 anni fa e lo spacciano per nuovo ( freemont ) c’est plus facil per dirlo alla francese.

    3. Marchionne “deve” far soldi e rendere la FIAT (tutta, non solo FIAT auto) profittevole e mi pare stia cominciando a farlo. Ha un approccio molto “straniero”, poco incline ai compromessi italiani e trova che certi “reintegri obbligatori” siano una cosa fuori dal mondo, tanto che non esistono da altre parti (e mi risparmio giudizi di merito). Della qualità del prodotto (e della linea di prodotti) meglio tacere, ma le responsabilità, che pure Marchionne ha, andrebbero equamente divise con chi ha gestito FIAT e FIAT auto negli ultimi 40 anni e con chi quelle società possedeva e che – evidentemente – non ha saputo o voluto indirizzare diversamente. Tanto che le più importanti innovazioni tecnologiche degli ultimi anni sono nate in Italia e sono finite all’estero proprio per incapacità industriale.

    4. Per non parlare di Alfa Romeo con la gamma ridotta a miseri 3 esemplari, Mito, Giuiletta e 159 mentre la Wolkswagen sarebbe pronta a pagare a peso oro questo marchio facendolo rivivere di propria dignità come ha fatto con i marchi Bugatti e Lamborghini.

      Mentre in Italia cosa fanno? Tirano fuori un AlfaRomeo a 2 cilindri!!! La Mito Twin Air da 85 cavalli. 2 CILINDRI!!!. meno di 100 cavalli!!! Un Alfa Romeo!!! Ma scherziamo.

    5. Di marchionne ce ne vorrebbero mille in questo paese. Altro che coesione sociale e terrorismo, solo noi abbiamo magistrati che reintegrano i sindacalisti che boicottano la propria azienda. Paese di buffoni.

    6. bravo!!si mille marchionne!!!…qui basta che ad uno gli fa male un dito che se ne sta a csa…paese di fannulloni!!!!fannulloni!!!!

    7. Per Pietro e br vuol dire che avete la pancia piena e di chi perde il lavoro non ve ne frega niente. I fannulloni ci sono e si sa pure dove stanno, basterebbe poco per far si che lavorino o che rimangano a casa. Ma non possono andarci di mezzo tutti o comunque non è possibile essere buttati fuori da aziende perchè si appartiene a un Sindacato o si vota no ad un referendum soprattutto di questi tempi. Marchionne ha sbagliato,

    8. @ Mafaldina, forse Pietro e br vogliono dire che la Fiat i fannulloni li aveva trovati e cacciati… ma in Italia loro sono più tutelati di chi lavora con dignità e serietà,senza alzare la voce…

    9. Pancia piena?ma di che parli?ma come ti permetti di parlare di cose che non conosci. io mantengo dieci famiglie ed ho anche rinunciato a tre stipendi pur di onorare i miei impegni verso i miei dipendenti…pancia piena …ti dico una cosa..il commento e’ simbolico sul tipo di persona che sei..persone che fanno male al sistema delle imprese italiane…e poi fammi capire una cosa..sarebbe una colpa avere la pancia piena??..e perché mai se me la riempo voi il mio lavoro..spiegamelo…mai che penso…che la rovina di questo parse sono stati i sindacati..poco lavoro ma a tutti…io grido invece ..solo lavoro a chi se lo merita ed a chi ha competenze…per gli altri solo la fame!!!..per i fannulloni solo la fame!!!

    10. Non capisco prchè con molta ipocrisia ci si indigna tanto su quello che fa Marchionnne, un personaggio strapagato (5.000.000 di Euro all’anno) che fa solo gli interessi degli azionisti! Perchè ci si indigna tanto quando in questo paese i magistrati, con una sentenza della Consulta, hanno stabilito che ì “loro stipendi” sono esenti dai tagli che tutti i pubblici dipendenti e gli italiani, pensionati compresi, hanno dovuto subire?

    11. Mafaldina, rispetto la sua idea, sicuramente basata su grandi conoscenze in materia sindacale. La mia esperienza di varie aziende internazionali e’ piuttosto deprimente. I sindacalisti erano quelli che NON potevano essere licenziati. Che sotto fusione facevano accordi sottobanco su chi doveva essere protetto e chi no. E ritornata la calma passavano le giornate passeggiando nei corridoi con la barba lunga a raccogliere firme. E che ogni tanto sparivano improvvisamente per poi ricomparire altrove con incarichi prestigiosi inspiegabili. Detto cio’, Marchionne e’ un manager che ha salvato due aziende fallite, non una. E, come ogni manager, opera nell’ esclusivo interesse degli azionisti, per massimizzare la redditivita’ della propria azienda, e di conseguenza mantenere i livelli occupazionali… non per essere simpatico a dei giornalisti faziosi e politici ignoranti che non sanno leggere un bilancio. un saluto.

    12. Se calcoliamo quanto FIAT, in oltre cento anni di vita, è costata (e costa) al contribuente in termini economici (cassa integrazione, incentivi, sgravi …), si può serenamente affermare che i suoi principali azionisti sono i cittadini italiani.

    13. Certo. E si puo’ altrettanto serenamente dire che quando la fiom ha cercato di impedire il progetto di investimento di marchionne, che salvava fiat dalla chiusura e il contribuente da questo salasso continuo, avrebbe dovuto prendersi gli sputi in faccia anche da lei.

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