Home ATTUALITÀ A colloquio con Cittadinanzattiva Flaminio

A colloquio con Cittadinanzattiva Flaminio

cittadinanzattiva.jpgNovità nel quartiere Flaminio: il primo ottobre scorso si è costituita Cittadinanzattiva Flaminio, un’assemblea territoriale di Cittadinanzattiva Lazio Onlus. Cittadinanzattiva è un movimento di partecipazione civica nato nel 1978 che opera in Italia e in Europa per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori, e che ha il suo fondamento nel principio costituzionale della sussidiarietà; l’Assemblea territoriale Cittadinanzattiva Flaminio pone quindi al centro della propria attività l’accrescimento della gestione partecipata del quartiere attraverso scelte condivise dai cittadini.

Manuela Allara, presidente del Comitato Stern e coordinatrice di Cittadinanzattiva Flaminio, ci parla dell’iniziativa, delle motivazioni che hanno portato alla sua nascita e dei suoi obiettivi.

“L’Assemblea non è un nuovo comitato – esordisce Manuele Allara – ma un insieme di movimenti e comitati preesistenti e attivi sul territorio. Inizialmente si pensava a creare un nuovo comitato, ma ce ne sono già tanti e serviva qualcosa di diverso. Così abbiamo deciso di raggrupparci in un’Assemblea di Cittadinanzattiva e lavorare insieme; ovviamente nulla togliendo all’indipendenza dei singoli gruppi, ciascuno con una propria area specifica. Il nostro scopo è la tutela e il miglioramento della qualità di vita e dei servizi offerti sia a chi abita nel quartiere che alle tante persone che ogni giorno vi lavorano o vi transitano, interloquendo con le istituzioni locali.”

Quali sono i principali problemi che hanno portato alla creazione di tanti comitati prima, e di quest’Assemblea poi?

Il Flaminio è un quartiere molto, molto particolare. Nasce come parco pubblico ai tempi di Napoleone, e ha una concezione urbanistica unica a Roma. Per quanto piccolo ha molti spazi verdi, e la qualità della vita è sempre stata di un certo livello – un livello che però è andato ad abbassarsi, e rischia di abbassarsi ancora. Il Flaminio è un quartiere di passaggio, e vi transitano ogni giorno moltissimi veicoli provenienti da tutta Roma nord: troppo traffico da smaltire per le nostre strade.

Ad aggravare il problema si è aggiunto il fatto che il quartiere è diventato un nucleo culturale importante con la presenza dell’Auditorium e del MAXXI, e ci sono molti progetti in corso. Il fatto in sé è assolutamente positivo, ma questo flusso ha portato con sé delle problematiche da affrontare. Ad esempio, il parcheggio selvaggio.

Per il problema parcheggi erano state proposte diverse soluzioni interrate

Sì, e con tanto di corsa per realizzare il muretto di sponda tra Ponte Milvio e Ponte Flaminio per impedire vadano sott’acqua. Anche volendo tralasciare il fatto che diverse proposte, come quella di via Stern, provocherebbero seri danni agli edifici e agli alberi circostanti, tutti quei parcheggi interrati non risolverebbero il problema. I box auto sono pertinenziali agli immobili, concepiti per essere venduti ai residenti – ma i residenti sono causa di una parte molto piccola del traffico su queste strade.
Nel parcheggio di Piazza Gentile da Fabriano se ne sono resi conto: presto sposteranno la loro attenzione sui non residenti, quello che passano gran parte della giornata qui ma risiedono altrove. Bisognerebbe potenziare il più possibile il trasporto pubblico.

Oltre alla mobilità urbanistica, quali sono gli altri temi che stanno più a cuore ai residenti?

Ce ne sono diversi; al momento stiamo lavorando per individuare i temi più importanti, e ci stiamo movendo per istituire gruppi di lavoro per i vari temi. Un’altra tematica molto sentita è quella del verde pubblico: come ho già detto, il Flaminio ha parecchio verde e i residenti sono molto sensibili in proposito. A Roma c’è tanta foga di costruire, si perde il senso del valore dello spazio vuoto, del verde pubblico.

L’incuria è un altro, grave problema. Ad esempio, in questi giorni è stato previsto un nubifragio, ma non è passato nessuno – ripeto, nessuno – a pulire i tombini. È inutile invitare le persone a non uscire di casa, la città dovrebbe essere vivibile in qualsiasi condizione atmosferica, e per renderlo possibile occorrono cura e prevenzione. Pulire i tombini prima che le piogge li facciano saltare e le strade di allaghino, potare gli alberi prima che il vento butti giù i rami… occorre inoltre una maggiore attenzione alla gestione degli spazi.

Ad esempio i mercati rionali, che ultimamente sono nel mirino per realizzare speculazioni di ogni tipo. Per il mercato di Via Guido Reni, ad esempio, abbiamo proposto un progetto gestito a carico dei commercianti stessi: non vogliamo faccia la fine del mercato di Ponte Milvio. Stiamo anche tenendo d’occhio le caserme ormai vuote della zona, per capire a quali scopi le si vorranno adibire.

Un’altra cosa su cui vogliamo impegnarci è la gestione dei rifiuti: soprattutto in questo ultimo periodo è emersa chiaramente la necessità di una gestione dei rifiuti più responsabile. Aspiriamo un po’ ad assumere il ruolo di quartiere guide nella questione, ovviamente con la collaborazione dei residenti. I cittadini devono essere il nostro motore: servono senso del dovere e voglia di fare per ottenere risultati, e bisogna farsi sentire.

Bisogna ricordare a politici e istituzioni che li paghiamo noi, devono lavorare per noi e non per piazzare qualche parente in qualche ufficio. Siamo fortunati sotto questo aspetto: è un momento molto dinamico di grande coinvolgimento, e c’è stata una buona risposta e molte proposte. Come ho detto, stiamo valutando le tematiche più importanti da affrontare tutti insieme. Vediamo fino a che punto le istituzioni saranno pronte.

C’è stata una buona risposta da parte dei residenti; le persone che invece sono qui “di passaggio” si sono fatte coinvolgere?

Finora in maniera limitata, ma ovviamente vogliamo coinvolgere anche loro. Il quartiere Flaminio è un luogo di scambio e connessione, e questa è una caratteristica che vogliamo mantenga, insieme a quella di polo culturale: si dovranno tenere a mente le esigenze e il benessere di residenti e non.
Il quartiere è e deve rimanere accogliente, ma deve anche essere tutelato.

Alessandra Pacelli

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome