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Teatro Olimpico: in arrivo “A Wall Door”

a-wall-door120.jpgSecondo spettacolo selezionato attraverso il progetto T.A.T – Talenti a Teatro, “A Wall Door”, che sarà in scena al Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano mercoledì 19 settembre, promette di affascinare il pubblico attraverso l’energia del concerto live e l’emozione empatica del linguaggio dei corpi. Come ci ha detto l’ideatore, regista e coreografo Michele Mastroianni, il titolo della rappresentazione evoca “una porta che si apre sul mondo e a nuove infinite possibilità, come quella, in controtendenza, di fare dell’Italia il proprio terreno fertile, il proprio spazio creativo e d’azione”.

IL PROGETTO T.A.T. – TALENTI A TEATRO

Promosso dal Teatro Olimpico insieme al Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il progetto T.A.T. – Talenti a Teatro, lanciato lo scorso febbraio e riservato ai gio-vani di età inferiore ai 35 anni, inaugura la stagione 2012-2013 dell’istituzione del quartiere Flaminio che da quasi ottant’anni è una delle realtà culturali più importanti della capitale e non solo.
Tra le 76 proposte pervenute, la giuria tecnica ha premiato con un ex aequo tre spettacoli: di “Senza Radici”, in scena il 18 settembre vi abbiamo già parlato (leggi qui), mentre “Hansel e Gretel”, previ-sto per il 20 settembre, lo presenteremo prossimamente sulle nostre pagine.

A WALL DOOR

“A Wall Door” nasce dall’incontro attraverso il web fra il coreografo e ballerino Michele Mastroianni e Francesco Fabris, la voce e la chitarra del gruppo musicale dei Phinx. I due giovani artisti iniziano in questo modo una collaborazione ed un percorso di sperimentazione che li conduce verso un progetto artistico interdisciplinare che unisce la musica alla danza.

La produzione dello spettacolo si sviluppa fra Roma e Bassano del Grappa e, tramite facebook, Mastroianni e i Phinx fondono le energie e le idee, confrontano i punti di vista e creano “A Wall Door”, la loro porta verso il mondo esterno.

Il dado è tratto, la sfida è lanciata, l’orizzonte si apre ad un nuovo linguaggio giovanile, fatto di termini come “log-in” o “wall”, il muro che in questo caso non è un limite o un impedimento, ma che, attraverso il web, diventa una “porta”, un incontro e uno scambio fra persone diverse che annulla la distanza fisica.

I creatori dello spettacolo si propongono di esplorare ed utilizzare le potenzialità insite nelle nuove forme di linguaggio artistico, con l’intento di catturare gli spettatori attraverso l’energia e il calore del concerto dal vivo (i Phinx) e l’emozione empatica del linguaggio dei corpi (la compagnia di danza capitanata da Michele Mastroianni).

La kermesse di danza e musica dal vivo “A Wall Door” (durata 50 minuti circa) è stata presentata per la prima volta in una versione ridotta e sperimentale all’interno di Bolzano Danza 2011.

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I PHINX

I Phinx sono Francesco Fabris (voce, chitarra, synths e programmi), Pietro Secco (basso, synth), Alberto Paolini (batteria) e Daniele Fabris (synths, sequencers). I quattro musicisti, provenienti da Bassano del Grappa, nel 2007 danno vita alla band fondendo tra loro diverse esperienze sonore principalmente legate ai mondi dell’elettronica e del rock. Nello stesso anno, il gruppo registra una demo completamente auto-prodotta intitolata “Bunker” che li porta a vincere il primo “MySpace Contest italiano”.

Dopo numerosi concerti in tutta Italia, nei quali alternano i live elettronici ai set elettro-acustici, i Phinx pubblicano nel settembre del 2010 “Login”, il loro primo disco che include il brano “Italian Job”, scelto da iTunes come “single of the week” e inserito nella programmazione di oltre 150 radio italiane ed estere. Nei primi mesi di quest’anno la band è “artist of the week” su “Mtv Iggy”, la piattaforma americana dedicata alle più interessanti proposte internazionali.
Attualmente in tour, i Phinx stanno lavorando alla produzione del loro secondo disco.

A COLLOQUIO CON MICHELE MASTROIANNI

Ideatore, regista e coreografo dello spettacolo, Michele Mastroianni nasce a Roma nel 1988. Il gio-vane artista si forma come interprete prima al Teatro dell’Opera di Roma e alla Rotterdam Dance Academy, per poi approdare come ballerino professionista in alcune prestigiose compagnie di danza europee.

Come coreografo ha creato”Le Boheme” (Institute del Teatre de Barcelona, 2008) e “After the Sun-rise Before the Sunset” (It-Dansa Workshops, 2009), mentre nel maggio del 2010 ha realizzato “I Love 10 Minutes With You”, portato in scena da lui stesso nel corso del Festival Olandese Solo’s @the Sea Festival.
Infine, Mastroianni ha insegnato balletto classico presso la Escola Espin di Barcellona e in Germania e, come visual artist, ha creato l’installazione “Main, Male, Fragile”, esposta nel 2010 presso la AAA Gallery for Contemporary Art di Rotterdam.

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Michele, ci vuole raccontare la genesi di “A Wall Door”? Lo spettacolo nasce nel Web. Tornato a vivere a Roma dopo aver terminato il mio ultimo contratto con la Compagnia Catalana Gelabert-Azzopardi, decisi di contattare i Phinx, la band sponsorizzata dal programma televisivo di Mtv “New Generation”.
Così il filo conduttore è stata la rete, facebook il primo strumento per generare la loro attenzione. Via Google e Skype è seguito il nostro brainstorming e mi riferisco a Francesco Fabris, voce e chitarra della band bassanese. In loro sentii qualcosa di estremamente familiare, un sound straniero ma un contenuto molto, ripeto, familiare.

Da “Italian Job” mi rimase impresso “where is my nation?”, una domanda retorica che mi ponevo spesso anch’io nei momenti che hanno seguito il mio ritorno a casa dopo un periodo, durato cinque anni, di studio e lavoro presso differenti compagnie di danza e teatri.

“I’ll build it now”…la costruiamo insieme: unire le forze! E’ stato un amore a prima vista, che successivamente è sfociato in un vero e proprio progetto sponsorizzato da alcune tra le più prestigiose realtà nazionali in tema di attenzione alle nuove proposte giovanili provenienti dal mondo della danza e da quello della musica.

Così divisi – danza a Roma, musica a Bassano – abbiamo potuto realizzare quello che forse a molti di noi giovani può sembrare impossibile, in un Paese che sembra solo in questi ultimi giorni possa riuscire finalmente ad offrire uno spiraglio di luce e opportunità alle nuove generazioni. Non ammettere che questo non è stato ed è ancora un arduo lavoro.. beh sarei poco sincero!

Il titolo dello spettacolo fa riferimento al muro della distanza fisica, dell’incomunicabilità abbattibile, ma il muro, un po’ come il wall di facebook, può essere anche una porta che si apre sul mondo e a nuove infinite possibilità, come quella in controtendenza, di fare dell’Italia il proprio terreno fertile, il proprio spazio creativo e d’azione.

“Fino a oggi quello che siamo riusciti ad erigere è un muro fatto di mattoni. Abbiamo lasciato la nostra nazione e il muro è il nostro bagaglio. Il muro in spalla durante il viaggio è un senso di appartenenza, il nostro mezzo di sentirci italiani: quello che io mi chiedo adesso, davanti a quel muro, è dove sia la porta”: così recita una delle frasi centrali dello spettacolo.

Vuole presentarci gli altri artisti coinvolti nello spettacolo? Oltre ai Phinx, ci sono i danzatori della mia compagnia, ossia io stesso, Alessandro Marzotto, Ilaria Palmieri, Karin Foschetti e Sabrina Fontanella. L’idea è nata anche dal mio entusiasmo nel voler interpretare qualcosa nel mio paese e, quindi, oltre a ideare, creare e coreografare lo spettacolo, vi è anche la mia partecipazione attiva da danzatore.
Spesso all’estero il coreografo, prima di poter fare questo lavoro, è veramente un ottimo danzatore, e solo allora decide di voler trasmettere ciò che ha appreso e che ha dentro, solo allora un coreografo danza, non soltanto decidendo i passi, ma interpretandoli, vivendoli, regalando loro l’anima oltre che il corpo.

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Infine, offre un contributo decisivo alla rappresentazione anche l’artista Paolo Scirpa, che realizzerà per l’occasione la proiezione delle proprie opere, i Ludoscopi, una metafora visiva dell’apertura di infinite porte. Le sue creazioni sono in mostra al Macro (Museo d’Arte Contemporanea di Roma) fino a novembre.

Cosa spera che diranno gli spettatori all’uscita del teatro? Noi di “A Wall Door” abbiamo tante ambizioni ma nessuna presunzione. Spero che il pubblico venga numeroso, decretando il successo di una rassegna come T.A.T – Talenti a Teatro, il concorso grazie al quale i giovani come noi possono far avverare un sogno che si concretizza in un qualcosa di veramente reale come la realizzazione di un intero spettacolo teatrale: dai costumi al disegno luci, dall’organizzazione ai passi di danza, dalla fonica all’acustica, tutto è all’insegna della creatività!

In una mia moleskine avevo scritto tempo fa: “vorrei che un giorno anche quella data persona, il cui principale interesse non fosse proprio il teatro, esca dopo aver assistito ad una replica con quel sorriso di chi ha apprezzato o con il mal di pancia di chi ne è stato toccato, perché accarezzato nelle sue corde più profonde. Il pubblico non va annoiato e, per questo, chi ha la fortuna di far teatro ha anche una grande responsabilità ed un grande compito. La responsabilità si concretizza nell’idea di non togliere pubblico al Teatro, bensì di incentivare gli spettatori ad interessarsi alla scena.
Ed il compito, da non sottovalutare, è espresso nel messaggio che va al di là della semplice drammaturgia di un lavoro teatrale. Tutto è per il pubblico e bisogna dedicargli spazio e attenzione. Il mezzo spiega come farlo, perché tutti hanno le stesse necessità di emozionarsi, di ascoltare ed ascoltarsi. Così credo che l’arte sia confronto e che il confronto aiuti a vivere meglio”.

Giovanni Berti

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