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Sgominata a Ponte Milvio banda spacciatori di shaboo

carabinieri-blocco.jpgAlle prime luci dell’alba di questa mattina i carabinieri del nucleo operativo della Compagnia Roma Trionfale hanno smantellato la più potente organizzazione a Roma di trafficanti di “Shaboo” che faceva base operativa in un appartamento a Ponte Milvio. Per gli acquirenti era facile acquistarla: si ordinava la dose telefonicamente e poi si passava a ritirarla da una finestra al piano terra. Ogni dose, da 0,1 grammi, veniva venduta a 50 euro.

 L’operazione, denominata “Il Sale di Manila” ha portato all’arresto di diciassette persone: 4 italiani e 13 filippini di cui 6 donne che ufficialmente lavoravano come colf in famiglie della Capitale. Oltre venti le perquisizioni effettuate. Tra le centinaia di acquirenti identificati ci sono anche collaboratori domestici di famiglie facoltose e tantissimi giovani italiani.

Varie le modalità di occultamento dello shaboo: dalle confezioni di yogurt al pollo allo spiedo, dai panini alle schede telefoniche. Lo spaccio avveniva anche a domicilio mediante l’utilizzo di autisti o taxi.

Lo “Shaboo”, o “Ice”, è una sostanza sintetica stimolante, 10 volte più potente della cocaina, il cui nome scientifico è cloridrato di metamfetamina. Ha l’aspetto di piccoli cristalli trasparenti e provoca eccitazione, allucinazioni, istinti suicidi e omicidi.
Dalle indagini, durate quasi un anno, emerge che la sostanza, largamente diffusa nelle Filippine, sta prendendo piede anche nel nostro Paese, non solo nelle comunità filippine ma anche tra gli italiani, e in particolare nella Capitale.

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6 COMMENTI

  1. Buona notizia l’operazione dei Carabinieri, cattiva notizia la diffusione di questa sostanza.
    Bisognerebbe subito legalizzare (e regolamentare) l’uso e la vendita di quelle droghe leggere ancora acronisticamente vietate (ad es. hashish e marijuana, che come noto non sono così pericolose) e destinare le ingenti risorse umane ed economiche attualmente utilizzate a questi scopi, per contrastare l’uso e la diffusione delle droghe pesanti, soprattutto di quelle sintetiche che si affacciano ultimamente sul mercato. Queste sì che sono dannose per chi le assume e per la società.
    Ma dubito che si possa dipanare in tempi brevi la coltre di ignoranza e ipocrisia che avvolge ancora questo Paese.

  2. Indipendentemente dall’opinione sul consumo delle droghe leggere, il ragionamento del prof. Paolo non mi piace gran che. Sarebbe come dire: per consentire alle forze dell’ordine di concentrarsi sulla lotta agli omicidi, depenalizziamo il furto.
    Nel merito, come padre di adolescenti mi sento assai più tranquillo sapendo che l’hashish e la marijuana sono vietati; così come plaudo agli interventi della polizia rivolti a contrastare il diffuso “spaccio” di superalcoolici ai minorenni.
    E’ ovvio che le forze dell’ordine non possono tenere tutto sotto controllo, e che il primo controllo sui propri figli (e forse l’unico possibile) spetta ai genitori; ma anche mantenere in piedi dei paletti legali è utile e necessario.

  3. Gentile Aristide, rispetto la sua opinione ma non la condivido.
    Innanzitutto utilizzare un reato odioso come il furto per associarlo nel ragionamento alla vendita – anzi addirittura al consumo personale! – di hashish, può essere di grande effetto retorico e persuasivo, ma a me pare parecchio fuori scala, quindi sballato in termini assoluti. Ipotesi A: Lei torna a casa e la trova sottosopra e saccheggiata dai ladri. Ipotesi B: Lei torna a casa e vede due ragazzi che si fumano tranquillamente uno spinello sul muretto. Mi dica la verità, avrebbe la stessa reazione?
    Ma facciamo il caso che lei abbia usato un paragone più consono, ebbene la depenalizzazione dei reati minori è un fenomeno giuridico neanche troppo raro (qui una lunga lista di – solo – alcune leggi depenalizzatrici degli ultimi trenta anni http://www.sanzioniamministrative.it/collegamenti/RicercaGiuridica/altre_Leggi_Dep/altre_Leggi_Dep.htm) e può avere varie motivazioni: norme non più al passo con i tempi per il mutare del contesto sociale e culturale, delle conoscenze tecniche e scientifiche; necessità di svuotare le carceri; necessità di alleggerire il carico di lavoro dei tribunali, ecc. Detto ciò, l’asserire “non perdiamo tempo e forze con questo e concentriamoci su quello che è molto più dannoso, pericoloso o urgente” mi sembra sia supportato dalla realtà. Le piaccia o no il mio ragionamento, si usa fare così.
    In merito al consumo di droghe leggere, perché alcune sì (caffeina, tabacco,…) e altre no? Perché l’alcol (un vero flagello che in Italia produce alcune decine di migliaia di morti all’anno) lo può comprare in milioni di esercizi commerciali e la marijuana (non ho notizia di decessi per cannabis..) invece no?
    Io continuo a vederci ipocrisia e ignoranza.
    Saluti

  4. Ulteriore studio :
    http//www.chi fuma e si droga non ha palle//quindi immune da cancro ai testicoli
    http//www.ma pure chi beve e si sbronza tutte le sere e rompe la palle altrui in mancanza dei propri attributi.

    Ma una notte con una bella ragazza non sarebbe sballo migliore ?

    Le droghe leggere costituiscono abitudine e consuetudine all’uso di sostanze stupacenti.
    D’altronde se non facessero effetto e non provocassero stati di “sublime oblio” , se ne potrebbe fare a meno.
    E’ evidente che uno stato di beota benessere lo provocano.
    Non vorrei avere come autista una persona in codesto stato e tanto meno come vicino di carreggiata automobilistica.
    Invece di legalizzare la prostituzione – il cui uso a molti provoca enormi piaceri e il cui abuso invece enormi salassi e comunque sarebbero tasse e controllo parziale della delinquenza – pensiamo a legalizzare lo spinello ?
    Dopo lo spinello ( che ripeto , i suoi effetti li ottiene ) che facciamo ? Legalizziamo la cocaina visto che dai dati del biondo Tevere pare che mezza Roma ne faccia uso ?
    Così come i picciotti e gli scugnizzi vengono iniziati con semplici “consegne” , “mariagiovanna” inizia all’uso delle droghe , devastante per i più deboli. Ed io considero più debole chiunque – anche solo per curiosità – provi tali sostanze.
    Non voglio certo essere io e non voglio che lo sia lo Stato , consapevoli complici come indicatori di strade molto spesso senza ritorno.

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