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Monte Mario, passeggiando attraverso il meridiano zero

skyline.JPGSulle pendici di Monte Mario, il “monte di Roma” con i suoi 134 metri, sorge la bellissima Villa Mazzanti, sede dell’Ente Regionale RomaNatura; accanto alla villa dalle originali colonne in cotto c’è una splendida terrazza naturale che affaccia sulla Capitale. Da questo punto, immersi nel verde e lontano dal rumore e la confusione, è possibile godere di uno spettacolo davvero stupefacente.

La città eterna si stende ai piedi del monte con i suoi caratteristici colli e con i grandi monumenti che con un poco di attenzione è possibile riconoscere.

Aiutandoci con lo “sky line” realizzato da RomaNatura è possibile, stando comodamente seduti su di una panchina, effettuare un vero e proprio volo sulla città.

Innanzi tutto si possono identificare i monti alla periferia di Roma cominciando dai “prenestini”, all’estrema destra, per poi proseguire in senso orario e con il Tuscolo, i Colli Albani e il Monte Cavo con le sue inconfondibili antenne poste sulla cima.

Se sulla destra il “cupolone” ci appare in tutto il suo splendore, questa volta andando con lo sguardo in senso antiorario, si può riconoscere il “gasometro” (la grande struttura metallica nei pressi di Testaccio), Castel Sant’Angelo, il Campidoglio con la Chiesa dell’Ara Coeli, il Vittoriano, il Colosseo, il Quirinale, la chiesa della Santissima Trinità di Piazza di Spagna, il Pincio e l’inconfondibile complesso architettonico di Villa Medici con le due caratteristiche torrette.

Carta alla mano è possibile scovare anche le chiese e basiliche più belle: da San Giovanni dei Fiorentini (lo sapevate che il museo della chiesa conserva la statua di San Giovannino realizzata nientemeno che da un giovanissimo Michelangelo?) a S.Andrea della Valle, dalla chiesa di San Carlo a quella di San Giacomo per poi finire alla Basilica di Santa Maria Maggiore.

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Per raggiungere la terrazza di Villa Mazzanti si deve entrare dall’ingresso di Via Gomenizza, poco distante da Largo Maresciallo Giardino, dove è possibile lasciare l’auto e in una quindicina di minuti, con una rampa o una più comoda scala, arrivare al “belvedere” (i disabili possono accedere in auto).
L’opuscolo con lo sky-line può essere ritirato gratuitamente negli uffici di Roma Natura.

Dalla Villa attraverso i viali della riserva in poco tempo si può andare allo Zodiaco dove alle spalle del piccolo parcheggio, all’interno di un’area militare che comprende anche un vecchio forte, si può intravedere la piccola torre in mattoncini che indica il primo meridiano d’Italia.

La torre venne realizzata, su indicazione dell’astronomo Angelo Secchi, negli anni successivi al 1870, ed innalzata nel punto dove secondo i calcoli del padre gesuita passava il “meridiano zero”.

Chissà quante volte osservando una carta topografica ci siamo chiesti il significato di tutti quei simboli e quelle cifre e abbiamo cercato di orientarci tra proiezioni e coordinate geografiche o chilometriche salvo poi scoprire che nelle carte dell’Istituto Geografico Militare la longitudine è calcolata a partire dal meridiano di Monte Mario.

Infatti secondo il sistema del 1940 che ha l’elissoide internazionale orientato a Monte Mario, il calcolo della longitudine parte dalla torretta di Secchi e non da Greenwich che si trova a 12°27′ e 11 secondi (per la latitudine invece nessun problema che quella ha origine sempre dall’equatore!).

Argomenti noiosi che forse non interessano molto, ma resta il fatto che quella piccola torre in mattoncini è un luogo di fondamentale importanza anche nell’epoca dei GPS. Peccato che ricadendo in un’area militare non sia visitabile.

Se si vuole strafare, dal piazzale delle Zodiaco si può scendere a piedi lungo la Via Trionfale diretti alla Circonvallazione Clodia e quindi Via Gomenizza e fermarsi ad ammirare la chiesetta di San Lazzaro in Borgo (o dei Lebbrosi).

Si tratta di una chiesa sorta nel XII secolo e dedicata a Maria Maddalena che la leggenda vuole essere stata innalzata da un pellegrino guarito dalla lebbra. Una piccola chiesa in un minuscolo borgo che sa di antico.

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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