Home ATTUALITÀ Grottarossa – ripristinata la targa di Settimia Spizzichino

Grottarossa – ripristinata la targa di Settimia Spizzichino

Targa Settinia SpizzichinoE di queste ore la notizia del ripristino della targa toponomastica di via Settimia Spizzichino, in zona Grottarossa, sulla Cassia rimossa, più probabilmente rubata nei giorni scorsi da ignoti. Alla cerimonia per il ripristino avvenuta nel Parco della Pace sono intervenuti diverse autorità politiche ed il presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici insieme ad alcuni parenti di Settimia Spizzichino.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha ribadito come ‘Settimia è un simbolo che non dobbiamo dimenticare e voglio che sia chiaro: la nostra amministrazione e’ totalmente schierata contro il razzismo e l’antisemitismo” e come ”serve una risposta dura in termini repressivi contro chi appoggia queste ideologie. L’antisemitismo che non è un fenomeno romano ma europeo e globale, sembra non voler scomparire mai. E’ una sorta di fiume carsico che scompare e poi riaffiora. E’ un problema culturale che va affrontato e, per questo, è sempre importante la memoria‘.

Dello stesso avviso il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti che ha dichiarato una società che si gira da un’altra parte, che pensa che non sia un problema se viene offesa la memoria o una persona, e’ una società più sola, non solidale, dove tutti viviamo peggio. Quindi ripristinare questa targa e’ stato un atto civile e un segnale, perché quando si colpisce la memoria, un esponente di una minoranza o un debole si colpisce l’intera comunita.

Riccardo Pacifici ha ribadito che la guardia della Comunità Ebraica romana resta alta, che la memoria è la risposta a chi ancora oggi è negazionista e antisemita ricordando la figura di Settimia Spizzichino, ebrea romana deportata ad Auschwitz il 18 ottobre del 1943 dalla Stazione Tiburtina che sottoposta ad esperimenti medici su cavie umane è stata l’unica donna sopravvissuta sui 1022 deportati del suo trasporto e che ci ha lasciato la sua testimonianza nel suo libro La vita rubata.

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19 COMMENTI

  1. Premesso di avere il massimo rispetto per la figura e l’opera encomiabile di Settimia Spizzichino, la nota negativa negli interventi va a quello di Riccardo Pacifici, allorquando ha parlato dell’uso del fucili , se con l’azione democratica non si possano soffocare i rigurgiti di antisemitismo.
    Se a fare queste affermazioni era qualcun’altro, ci sarebbe stato un caso politico… ma c’è chi può permettersi anche questo…

  2. il mio intervento pubblico in rappresentanza dell’ANPI

    “Siamo qui, oggi, sotto questa targa, a causa di uno spiacevole episodio. La rimozione della targa di intitolazione della strada a Settimia Spizzichino, unica donna sopravvissuta alla retata del 16 ottobre 1943. Non sappiamo se la precedente targa sia stata rimossa per un gesto di intolleranza politica o razziale, o per un gesto di vandalismo, entrambi da condannare con determinazione, perchè entrambi figli di disvalori culturali che minano le basi fondamentali della convivenza civile. Una targa non serve solo a ricordare una persona e a commemorarla, ma a trasmettere valori positivi. Settimia Spizzichino ha dedicato la sua seconda vita dopo il lager alla verità storica, quale testimone della Memoria, per far conoscere alle nuove generazioni gli orrori nel nazismo e i pericoli di un ritorno delle ideologie fasciste a causa delle quali l’Italia entrò in guerra a fianco di Hitler. Per parlare de “Gli anni rubati” dalle dittature, prima con le leggi razziali e poi con la deportazione ad Auschwitz, come recita il titolo del suo bellissimo libro.
    C’è un legame profondo che lega la comunità ebraica di Roma alla Resistenza, sia per la partecipazione attiva di molti ebrei alla lotta per la liberazione nella capitale e nei Castelli romani, sia per gli aiuti che la resistenza offrì agli ebrei, fornendo rifugio e documenti falsi, salvando la vita a migliaia di loro durante l’occupazione di Roma. Resistenza che è bene ricordarlo, fu di tutti e per tutti. Non è un luogo comune che mezza città aiutò l’altra metà. Alla Resistenza parteciparono militari, carabinieri, finanzieri, monarchici, liberali, socialisti, comunisti, cattolici, operai, impiegati, donne, suore, preti, studenti e grazie a loro che hanno creduto nella libertà e nella democrazia noi oggi viviamo in una repubblica nata da quei valori scritti nella Carta Costituzionale. La Resistenza dunque è un grande patrimonio storico, culturale, civico di tutti i cittadini. Ringraziamo le autorità per essere qui, e l’Amministrazione capitolina che con sollecitudine ha posto questa targa, ma dobbiamo ricordare che però che negli ultimi mesi sono stati tantissimi a Roma gli episodi violenti e di aggressione da parte di gruppi inneggianti al fascismo, di scritte razziste e antisemite, e pochi giorni fa persino di minacce di morte a un partigiano. Per questo sollecitiamo le autorità affinché nelle rispettive competenze si adoperino per salvaguardare quel patrimonio comune che deve comprendere il rifiuto netto e trasparente di qualsiasi forma di neofascismo che offende e degrada la nostra città, e di revisionismo che mira a svalutare quell’inestimabile contributo dei partigiani per la conquista della libertà, e che minano la democrazia e la convivenza civile.”
    Duccio Pedercini
    Presidente sezione ANPI Martiri de La Storta

  3. @Nico ma ha capito di cosa stiamo parlando? Il suo commento è totalmente fuori luogo davanti alla tragedia della Shoah e al visibile ritorno di tracce di quelle ideologie che ad essa hanno portato. Si contenga, per una volta i suoi commenti moralisti e qualunquisti li tenga per sé e taccia davanti a cose tanto gravi.

  4. @ Bibi, io ero presente alla cerimonia , lei c’era?? a me sembra invece che il moralismo e il qualinquismo sia solo suo… Forse non ha capito la mia premessa, nessuno mette in dubbio le atrocità del passato, ma se oggi il massimo rappresentante della comunità ebraica italiana dice che è pronto a rispondere con la violenza ad atti altrettanto violenti, vuol dire che forse è lui che ha capito poco dall’esempio della Spizzichino. Per il ruolo che ricopre è lui che deve contenere le parole, saperle dosare e parlare con intelligenza .
    p.s. : la guerra ha creati lutti in tante famiglie italiane, non solo ebraiche, forse questo viene sottolineato poco.

  5. I morti possiamo anche lasciarli in pace, ma i giudizi su chi ha fatto cosa e chi non ha fatto sono necessari e sacrosanti e fanno la differenza tra gli ignavi qualunquisti e la Storia. Poi ognuno si riconosce nell’esempio che vuole o che forse merita.

  6. La strumentalizzazione politica lascia il tempo che trova… spesso diventa controproducente, ma quello che lascia pensare è la presunzione da parte di alcuni ,di essere i soli a conoscere la Storia d’Italia, e di essere depositari di verità… Quest’ “arroganza culturale” non denota saggezza da parte di chi lo fa : come faccio a dare dell’ignavo a chi non conosco, potrei presumerlo,ma non affermarlo con certezza come viene spesso sentenziato qui.
    Mi si vuol far passare per ignorante e qualunquista perchè, a differenza di altri che hanno scritto finora, ero presente alla cerimonia ed ho affermato il mio disappunto su una frase dell’intervento di Riccardo Pacifici : faccio notare che anni addietro il richiamo all’uso delle armi lo fece anche il senatur Bossi “contro Roma ladrona”, e chi oggi si scaglia contro di me, fece lo stesso contro quelle frasi del rappresentante della Lega : quindi due pesi e due misure, come dicevo… c’è chi può fare certe affermazioni e non lo si può nemmeno contestare….

  7. Visto l’andazzo scherzoso, mi viene in mente una battuta che calza a pennello.
    “A me domani mi passa, ma a te?”
    Che nessuno si offenda, si fa per ridere… Ah ah ah

  8. Certamente è meglio buttarla sullo scherno e sullo scherzo… dato che ormai nessuno è capace più di dire di aver sbagliato…. senza offesa.. risus abundat in hore stultorum…

  9. “Si vive in un’epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio, e io vivo nel terrore di non essere frainteso.”
    Oscar Wilde

  10. “Certo, certissimo, anzi probabile.”
    “Noi viviamo – grazie a Dio – in un’epoca senza fede.”
    “La stupidità degli altri mi affascina, ma preferisco la mia.”
    Ennio Flaiano

  11. “In genere è meglio palesare la propria intelligenza con quello che si tace piuttosto che con quello che si dice. La prima alternativa è la saggezza, la seconda vanità.”
    Arthur Schopenhauer

    Mi sembra un utile consiglio per tutti, quindi la chiudo qui. STOP

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