Home ATTUALITÀ Il calcio a teatro, un calcio alle banalità della televisione

Il calcio a teatro, un calcio alle banalità della televisione

maritozzi-11.jpgCosa è una partita di calcio? Siamo schietti, novanta minuti di gente coi mutandoni e le scarpe bullonate che corre dietro a un pallone, roba da ragazzini verrebbe da scrivere. Invece, più si osserva il seguito di gente – ieri c’erano solo gli appassionati, quelli veri; oggi perfino la casalinga di Nepi segue il football – che resta affascinata perfino da una sfida fra scapoli e ammogliati, più ci si rende conto che il calcio, volente o nolente, ormai fa parte in maniera viscerale della nostra vita.

Certo, per le sfide che hanno fatto epoca, tutto è diverso, lì c’è la leggenda a priori, come nel caso di Italia-Brasile del 1982, portata in scena dai suoi stessi tre autori – Antonello Ricci, Alessandro Tozzi e Massimiliano Morelli – pronti a ragionare sul testo e a esplicare i significati di un’epoca, trent’anni fa, che viene legata a una mera partita di pallone.

Location il palco di “Caffeina” a Viterbo, i tre hanno snocciolato fatti conosciuti e piccole curiosità, partendo dal 3-2 del Sarrià e proseguendo il discorso lungo un filo logico che ha permesso di descrivere l’Italia del dopoguerra, la prima repubblica e fatti accaduti di recente.
Trenta minuti di spettacolo applauditi dai quattrocento spettatori presenti in platea, compreso Paolo Rossi, l’uomo mito di quella partita, che s’è detto compiaciuto dello spettacolo andato in scena. Uno spettacolo che, siamo certi, sarà replicato.

Fabrizio Azzali

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