Home AMBIENTE Pira (PD): nel XX Municipio housing sociale o speculazione edilizia?

Pira (PD): nel XX Municipio housing sociale o speculazione edilizia?

In questi giorni a più livelli si dibatte il progetto del Campidoglio denominato ” Ambiti di riserva a trasformabilità vincolata, finalizzati al reperimento di aree per l’attuazione del Piano Comunale di Housing sociale e di altri interventi di interesse pubblico” contro il quale domani, 5 luglio, cittadini ed associazioni manifesteranno in piazza Bocca della Verità. Su questo tema, da Vincenzo Pira, coordinatore PD del XX Municipio, riceviamo e pubblichiamo la seguente nota.

“l’attuazione del Piano Comunale di Housing sociale si tratta in realtà di consumo inutile di suolo rubato all’agricoltura per costruire nuovi palazzi da vendere a prezzi di mercato (non agevolati) a chi ha possibilità economica di acquisto. Se si considera che le proposte della giunta di Roma Capitale, ritenute variamente ammissibili, totalizzano l’occupazione di circa 7,38 milioni di mq di residenziale, qualcosa attorno ai 100.000 alloggi.”

“Tra i municipi più colpiti vi sono il XIX e il XX. Una nuova città di sole case si vedrebbe sorgere fra Anguillara, Cesano, Osteria Nuova e la Braccianese, con drammatici fenomeni di saldatura fra aree edificate oggi separate da ampi ambiti agricoli, e con un ben noto sistema di mobilità e servizi del tutto inadeguato. Negli ultimi anni sono sorte nel XX Municipio attività commerciali prive di licenza o con licenze concesse nonostante fossero insediate in cubature abusive e senza parcheggi e proliferano supermarket, discount rivendite auto, ampliamenti e costruzioni di edifici, aperture di passi carrabili non autorizzati sui marciapiedi con un utilizzo del territorio non sempre per i fini cui era destinato.”

“Basta fare un giro per le strade innestate sulla Cassia : tante vie già soffocate dagli edifici, ridotte ad uno stretto budello privo di marciapiedi e spazi per i parcheggi, che si sarebbero dovuti realizzare proprio utilizzando tali aree, che invece sempre più sono destinate ad uso privato e sottratte definitivamente ai cittadini. Parcheggi di auto sui marciapiedi che spesso impediscono sia ai cittadini sia ai mezzi pubblici di poter transitare in sicurezza.
Vecchie cantine sono divenute monolocali dati in affitto senza abitabilità ed in nero ad extracomunitari che sono costretti a vivervi affollati in condizioni indecorose e precarie dal punto di vista igienico – sanitario. Di conseguenza quartieri nati come residenziali, si ritrovano ad essere una periferia degradata, anche per la complicità degli stessi abitanti.”

“Si è creata una situazione di emergenza che chi si candida ad amministrare Comune e Municipio deve, da subito, assumere un chiaro impegno. Da decenni si sente la ripetizione di proposte di riqualificazione, di nuove centralità, di città policentrica.Chi ricorda il ritornello degli “Articoli 11” ?  Il riferimento è all’articolo 11 del decreto-legge 5 ottobre 1993 n.398 convertito con legge 4 dicembre 1993 n. 493 che “istituisce i programmi di recupero urbano, intesi come sistemi coordinati di interventi pubblici e privati finalizzati alla riqualificazione degli insediamenti di edilizia residenziale pubblica.
Un programma degli interventi pubblici che ammontava a 24.867 milioni di euro, coperti per 6.617 milioni dal finanziamento regionale, per 9.412 dal bilancio comunale (2.251 dei quali già in bilancio) e 8.839 derivanti dai contributi ordinari e straordinari dei privati.
Stiamo ancora in attesa.”

“Altro invece è successo in questi anni : ricordo anche una data il 10 maggio 2007. Nei principali quotidiani nazionali esce la notizia: “Ruspe demoliscono 62 appartamenti quasi terminati nel cuore del parco di Vejo, in via della Giustiniana 310, in zona supervincolata”. Dieci edifici realizzati con grande cura sulla sommità di una collina. Tutt´intorno, gli spazi aperti e il verde a perdita d´occhio, querce e campi coltivati. La posizione esclusiva avrebbe garantito una rendita immobiliare con cifre da capogiro.
«É il più grosso abbattimento effettuato negli ultimi dieci anni – spiegava il sindaco di Roma di allora – Una specie di città di 20.000 metri cubi, realizzata distruggendo preesistenti strutture agricole. Prima di intervenire, il Comune ha superato tutti i cinque gradi di giudizio, vincendo tutti i ricorsi. Le spese della demolizione, 200.000 euro, sono state a carico degli autori dell´abuso. Da allora l’abusivismo è continuato ma le demolizioni sono state sospese, in attesa di nuovi condoni.”

“Occorre una nuova politica sia per quanto riguarda l’urbanistica sia per i servizi di mobilità nella città di Roma e nel XX Municipio. Le trasformazioni urbanistiche chiamate “Housing Sociale” e la richiesta di costruzione nella stazione di Due Ponti sono dannose per il territorio cittadino e per il XX Municipio.Il Partito Democratico ha chiesto al Sindaco e all’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale di annullare gli esiti del bando e a non procedere alla variante urbanistica proposta.
E per esprimere la contrarietà a tale proposta anche tantissime associazioni della società civile della città si mobilitano il 5 luglio dalle ore 17:30 in piazza Bocca della Verità.”

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