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    Volti di militari italiani in mostra al Vittoriano

    apert.jpgLe recenti polemiche sulla parata del 2 giugno, in piena emergenza terremoto, sembrano aver riportato a galla il sentimento di antimilitarismo latente nel nostro paese; neppure la grande professionalità dimostrata dai soldati italiani nel corso di lunghe e difficili missioni internazionali sembra aver sopito la diffidenza nei confronti dei militari.La mostra “I volti dei militari italiani”, aperta dal 24 maggio al 2 luglio al Vittoriano, è invece, lontano da ogni polemica, un coraggioso omaggio a tutti coloro che con grande serietà ed impegno operano all’interno delle Forze Armate.

    “Con questa mostra fotografica” dice il Capo di Stato Maggiore della Difesa “si è voluto raccontare attraverso l’inimitabile forza espressiva delle immagini, i momenti di vita quotidiana vissuti dai nostri militari impiegati nelle operazioni all’estero per la pace, a tutela dei diritti umani ed a salvaguardia della sicurezza e della stabilità internazionale”.

    Una bella mostra allestita all’interno del Vittoriano che ha inizio nel sacrario delle Bandiere e termina nelle sale espositive al primo piano del Grande Complesso Monumentale: una mostra affascinante e suggestiva fatta di immagini scattate in tutti i teatri operativi e davanti alle quali difficilmente si riesce a rimanere indifferenti.

    In quelle immagini non ci sono i volti di eroi; quelle che l’obiettivo fotografico ha catturato sono soltanto istantanee di giovani e meno giovani, di volti sorridenti o tesi, di comandanti e gregari: più semplicemente sono le immagini di uomini e donne che hanno deciso di servire il proprio paese indossando una uniforme.

    L’ingresso al Sacello delle Bandiere avviene sulla sinistra del Complesso; in questi austeri e ampi locali sono raccolte le Bandiere di Guerra delle unità, terrestri, navali o aeree, che non sono più in vita. Il museo accoglie inoltre lo scafo di Luigi Rizzo, il mitico MAS 15, il “maiale” ideato da Teseo Tesei e i resti di quello che fu lo sfortunato sommergibile Scirè, affondato nel 1942 al largo del porto di Haifa.

    La mostra fotografica è stata allestita invece al primo piano (accesso dalla gradinata centrale) dove sono esposte su ampi pannelli le foto di ufficiali, sottufficiali e volontari impegnati nel loro lavoro quotidiano in una delle tante “basi avanzate” in Kossovo, Bosnia o Afghanistan. Uomini e donne dell’Esercito a bordo di mezzi corazzati, piloti e specialisti dell’Aeronautica, marinai e fanti del reggimento San Marco; e poi personale della CRI, addetti alla bonifica di ordigni esplosi, componenti delle Forze Speciali, conduttori cinofili con i loro “malinois” (un pastore belga dall’olfatto eccezionale).

    Tante le foto di “combattenti” che si prendono amorevolmente cura dei civili e in particolare dei bambini perché il rapporto che si crea, in ogni teatro, tra i soldati italiani e i piccoli è del tutto speciale.
    Sarà per la umanità della nostra gente o perché i bambini ricordano i figli o i fratellini lasciati in patria, ma c’è un legame particolare che nessun altro contingente straniero riesce a stabilire.

    Insieme alle bellissime foto anche le frasi che alcuni militari hanno scritto nelle lettere alle loro famiglie; una in particolare ci ha colpito ed è quella del Maresciallo Moreno Sandri: “Sono talmente tante le cose che vorrei dirti, raccontarti, talmente tante le emozioni e le sensazioni che ti vorrei trasmettere, che quasi non so da dove iniziare…Abbiamo fatto moltissimo, in questi anni, ma c’è ancora bisogno di tutto….e tutto questo deve essere fatto all’interno di una cornice di sicurezza che noi stessi dobbiamo creare e mantenere. Siamo fuori ogni giorno, dalla mattina alla sera, non risparmiamo certo energie per garantire tutto questo, ma ancora non basta…”

    Una scintillante galleria dove è possibile cogliere ogni stato d’animo: foto dove si può intravedere la paura e la preoccupazione ma anche l’allegria e la spensieratezza dei vent’anni; foto dove accanto allo sguardo concentrato di chi deve difendere la propria e altrui vita c’è invece quello soddisfatto di chi ha aiutato un bambino malato o un anziano.

    Scrive il Generale Cornacchione: “La professionalità dei nostri soldati è sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono osservarli. Le loro emozioni, la loro forza d’animo, il loro coraggio, la voglia di essere all’altezza del compito non hanno bisogno di parole e di commenti, li rilevo nelle espressioni dei loro volti, nella luce dei loro occhi, che talvolta una macchina fotografica, se usata da mani esperte e sensibili, riesce a cogliere”.

    La mostra fotografica “I volti dei militari italiani” è una finestra aperta sui sentimenti degli italiani in uniforme: una bella e suggestiva mostra.
    L’accesso gratuito è dal martedì alla domenica, dalle ore 9,30 alle 15.

    Francesco Gargaglia
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