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Radio Vaticana – Comitati Roma Nord: tardive ed insufficienti le motivazioni

“Non e’ assolutamente possibile accettare le tardive intenzioni e le motivazioni dell’emittente della Santa Sede per la cancellazione delle trasmissioni in onde medie su gran parte dell’Europa e in onde corte verso gran parte delle Americhe.” Lo dichiara in una nota il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord spiegando che “decine e decine di migliaia di cittadini sono stati ormai esposti per molti anni alle emissioni di campo elettromagnetico di quella emittente radiofonica durante i quali la Santa Sede ha sempre ignorato le evidenze epidemiologiche ma oggi, con questa dichiarazione di intenti, sembrerebbe assumersene la responsabilita’.”

“Quello che sconcerta di più – continua la nota – nelle tardive intenzioni della Radio Vaticana di cancellare, dal prossimo primo luglio, le trasmissioni in onde medie su gran parte dell’Europa (quanta parte e quali Paesi ?) e quelle in onde corte verso gran parte delle Americhe (quanta parte e quali Paesi ?), è la giustificazione addotta da padre Lombardi, secondo cui quelle cancellazioni possono essere fatte perché quelle aree sono “le regioni del mondo in cui la copertura delle ritrasmissioni radio e l’accesso tramite Internet sono ormai le vie di gran lunga preponderanti per fruire dei servizi della Radio Vaticana”, non curandosi dei risultati dello Studio Marconi svolto su mandato del Tribunale di Roma, che ha determinato un fattore di rischio di morte per leucemia, per tutte le età, fino a 6.7 volte maggiore del valore statisticamente atteso per chi vive entro 12 km di distanza dagli impianti radiofonici da meno di un anno, ed un fattore di rischio di leucemie e linfomi infantili fino a 6.9 volte maggiore del valore statisticamente atteso oltre i 12 km. di distanza.”

“Dai dati dello Studio Marconi – sostengono i Comitati di Roma Nord – si può vedere, numericamente ma non statisticamente, che i casi di mortalità verificatisi in due fasce di territorio fino a 12 km di distanza dagli impianti di radio vaticana (circa il 20 % del territorio totale) corrispondenti alle direzioni di trasmissione verso l’Europa dell’Est, la Russia, il Medio Oriente e una parte dell’Africa orientale, sono fra 3.2 e 3.5 volte quelli che si sono verificati nel resto del territorio (circa l’80 % del territorio totale) preso in esame dall’indagine epidemiologica.
A queste due fasce corrisponde la popolazione residente a Cesano, Campagnano, la Storta, Olgiata, Isola Farnese, fino alla Giustiniana e a Tomba di Nerone: una grande parte dell’intera popolazione che storicamente sopporta le conseguenze di questa incredibile vicenda. Tali zone di Roma Nord continueranno quindi ad essere sottoposte alle radiazioni elettromagnetiche dell’emittente della Santa Sede poiché, afferma padre Lombardi, la Chiesa “ha il dovere di servire con particolare attenzione quelle aree e popolazioni più povere o in situazioni di difficoltà (in particolare in Africa, nel Medio Oriente o in Asia), che non hanno altre vie alternative per ricevere capillarmente la voce del Papa e della Chiesa”. ”

Con questo comunicato il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord intende quindi chiedere alle Autorità italiane “di intervenire urgentemente per cancellare totalmente le trasmissioni radiofoniche dal sito della Radio Vaticana di Santa Maria di Galeria perché è inaccettabile dover controllare ancora per chissà quanti anni l’operato della Radio Vaticana ed il rispetto di quanto avrebbe solo oggi intenzione di fare; di istituire un registro territoriale dei tumori per poter controllare anche l’incidenza (persone in vita) di leucemie, linfomi e mielomi negli adulti (nello studio Marconi, è stata determinato soltanto il tasso di mortalità, per tutte le età, per quelle patologie e quindi una grande parte della popolazione è stata esclusa dall’indagine); di istituire una rete territoriale sanitaria di monitoraggio delle malattie leucemiche e linfatiche attraverso cui trasferire ai centri specialistici i nuovi casi individuati e di bloccare nuove edificazioni nel territorio fino a che Radio Vaticana sarà lasciata in grado di operare.”

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