Home AMBIENTE PD XX Municipio: perché Pian dell’Olmo è una scelta sbagliata

PD XX Municipio: perché Pian dell’Olmo è una scelta sbagliata

Conclusasi l’Assemblea del coordinamento PD del XX Municipio, è stato diffuso un documento nel quale si spiega perchè, secondo il locale Partito Democratico, è sbagliata la scelta di Pian dell’Olmo come sito ove realizzare una discarica a nord di Roma. Dallo stesso si apprende che “la Commissione Europea non chiede la chiusura definitiva della discarica di Malagrotta ma che cessi il conferimento del rifiuto tal quale e venga operato il prescritto pretrattamento. Il punto non è chiudere una discarica di tal quale per aprirne un’altra, ma smettere di conferire rifiuti non pretrattati.”

“Lo stesso richiamo UE espone come criticità che altri siti di discarica nel Lazio si trovano in eguali condizioni. No alla discarica di Pian dell’Olmo, perché oggi sarebbe null’altro che una nuova Malagrotta in piccolo, “tal quale”.

“Mentre infuria la polemica sui siti dove aprire altre discariche, non si parla affatto di come attrezzare il ciclo di pretrattamento, condizione essenziale – sostiene il PD – affinché le discariche, esistenti o nuove che siano, non siano illegali. Anche gli stabilimenti di pretrattamento hanno bisogno di siti, non necessariamente coincidenti con quelli di stoccaggio. Non va bene il rapporto tra ciclo dei rifiuti e territorio che viene proposto. Non ha senso pensare che a Roma, una città con una estensione superiore a varie province italiane, si debba portare in un unico luogo tutti i rifiuti prodotti d’ogni dove. Questo problema già affligge Malagrotta, con una interminabile fila di automezzi che dalla città raggiungono quel luogo per scaricare, e sovra costi per oltre sei milioni di euro l’anno che l’AMA deve affrontare per l’acquisto del gasolio.”

“Non è pensabile che sulle fragili infrastrutture esistenti (Via Tiberina) venga caricato un tale flusso aggiuntivo di mezzi pesanti, con le comprensibili conseguenze in termini di congestione. Non va bene – continua la nota – il rapporto tra decisione pubblica e istanze partecipative, con decisori istituzionali sempre lontani e refrattari all’ascolto dei territori, e comportamenti politici opportunistici e irresponsabili, che alternano il nulla fare per una gestione efficace con improvvise passioni demagogiche verso ogni sindrome NIMBY.
Non è ammissibile che un sito già ufficialmente giudicato inadatto dalla Regione Lazio per questioni di fragilità idrogeologica e di eccessiva prossimità agli insediamenti venga oggi riammesso solo sulla base dell’ennesimo passaggio del “gioco del cerino”, senza gli indispensabili passaggi con le istanze politiche ed istituzionali espresse dal territorio.”

“Vogliamo un ciclo dei rifiuti a Km zero – dichiara il PD – Un modello tendenzialmente decentrato di ciclo dei rifiuti, connesso ad altri cicli di gestione ambientale, come quello energetico e quello delle acque reflue. Una integrazione che, laddove correttamente operata, invece di assommare problemi moltiplica le soluzioni. Come il recupero del calore dalle acque reflue urbane, o l’uso delle biomasse di provenienza da rifiuto o liquame per la produzione di biogas, indispensabile per dare maggiore autonomia oraria alle fonti energetiche rinnovabili, come eolico e solare, che dipendono dal soleggiamento.”

“Vogliamo una stazione di trattamento del rifiuto, che venga individuato fra il XIX ed il XX municipio un luogo dove realizzarla” è la proposta che emerge dall’assemblea del coordinamento PD del XX Municipio indicandola come “un primo esempio dei distretti industriali del riciclo che il PD chiede da anni. Una stazione che oggi serva per il pretrattamento meccanico-biologico e domani per le funzioni connesse al riciclo integrale (separazione, maturazione e stabbiatura della frazione umida, purificazione e pressatura dei materiali riciclati). E che venga realizzata al più presto, utilizzando anzitutto le risorse finanziarie che altrimenti la Regione Lazio e il Comune di Roma dovrebbero pagare per la flagrante infrazione al regolamento comunitario oggi in essere.”

“Invece di astrusi ragionamenti, questi sono alcuni dei contenuti certi da dare alla prospettiva della città metropolitana, abilitando i territori a riappropriarsi della loro capacità di gestione delle risorse ambientali e restituendo alle comunità di territorio la responsabilità di governarle. E mettendo fine a un modello di accentramento che ha dimostrato di non essere in grado né di risolvere i problemi, né di ridurre i costi, e tantomeno di dare ascolto alle necessità che i cittadini esprimono localmente.”

“Il rifiuto – sostengono gli esponenti del PD – è una risorsa, non un problema. Il suo corretto trattamento è remunerativo, produce investimenti e posti di lavoro e amplia la capacità di gestione ambientale dei territori che si attrezzano per svolgerlo. Quando correttamente realizzato il riciclo integrale produce un residuo non riciclabile inferiore all’8%, che è ulteriormente valorizzabile per termo combustione o stoccabile senza minacce per l’ambiente.”

“Per questo – concludono – nel momento in cui respingiamo l’idea di una “Malagrotta 2″ a Pian dell’Olmo, rivendichiamo per il nostro territorio l’avvio immediato di una corretta gestione del ciclo dei rifiuti, e del relativo ciclo di investimenti in capitale materiale e immateriale.”

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16 COMMENTI

  1. Sono state presentate le linee guida del Piano per lo sviluppo della raccolta differenziata, elaborato da Roma Capitale, Ama e Conai, con il contributo del Ministero dell’Ambiente. “Dobbiamo sottoscrivere il Piano per Roma che fissa obiettivi e stanzia risorse – ha dichiarato il sindaco Gianni Alemanno – per arrivare al 50% di raccolta differenziata nel 2014, al 60% nel 2015 e al 65% nel 2016”.

    L’accordo di programma, che interessa i comuni di Roma, Ciampino, Fiumicino e dello Stato della Città del Vaticano, è stato sottoposto alla Provincia di Roma, alla Regione Lazio e a tutti gli altri enti interessati alla gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani (Autorità di bacino del fiume Tevere, Ispra, Cnr, Conai, Cial, Cna, Corepla, Rilegno, Comieco, Coreve, Federambiente, Fise Unire, Fise Assoambiente, Ama Roma, Acea, Gaia, Ambiente Spa, Giovi, Colari, Abi, Sviluppo Lazio, Bic Lazio, Banca Impresa Lazio).

    Il Piano sarà completato nel corso del mese di giugno, dopo le verifiche con le parti sociali e la definizione dei finanziamenti e del cronoprogramma delle azioni da intraprendere.

    Due gli obiettivi da perseguire: gestire l’emergenza dovuta all’esaurimento della discarica di Malagrotta; dotare Roma e gli altri comuni interessati di un sistema di gestione integrata dei rifiuti, idoneo a garantire non soltanto la sostenibilità nelle procedure di raccolta, trattamento, riutilizzo, riciclaggio, smaltimento, ma anche la valorizzazione economica dell’intero ciclo di trattamento dei rifiuti.

    Per attuare il piano, coordinato da apposito Comitato istituito presso il Ministero per l’Ambiente, Roma Capitale sottoscrive un programma di lavoro “Raccolta differenziata” 2012-2014 con il supporto di Conai e dei consorzi di filiera e un programma di lavoro “Sistema integrato” 2012-2014 con la Provincia di Roma.

    Differenziata
    Due soltanto i sistemi di raccolta previsti: il domiciliare/condominiale (porta a porta) e la raccolta stradale opportunamente riorganizzata. Tenuto conto di vari aspetti del territorio, la città è stata suddivisa in aree in base alla possibilità di adottare sistemi di raccolta domiciliare “porta a porta”: Aree verdi, dove è possibile attuare con facilità il sistema di raccolta domiciliare; Aree gialle e arancioni, zone in cui un sistema di raccolta domiciliare è possibile affrontando alcune criticità crescenti in relazione a densità abitativa, spazi condominiali disponibili e difficoltà sosta mezzi di raccolta; Aree rosse, dove la raccolta domiciliare è molto difficile (alta densità abitativa, assenza di spazi condominiali, grandi difficoltà per la sosta dei mezzi di raccolta); Aree azzurre, zone miste in cui esistono aree con caratteristiche nettamente diverse che rendono difficoltosa l’adozione di un unico modello di raccolta e infine Aree grigie, a bassa residenzialità, dove si adotterà lo stesso sistema previsto per la zona confinante.

    L’estensione del “porta a porta” si effettuerà in tre fasi, partendo dalle Aree verdi e coinvolgendo, in prima battuta, 455 mila abitanti; si passerà poi alle Aree gialle (altri 598 mila abitanti). Contemporaneamente, in tutta la città sarà introdotta la raccolta separata del vetro realizzata con l’installazione di appositi contenitori stradali.

    Controlli, premi e sanzioni saranno, infine, incrementati attraverso un sistema a punti, per favorire il corretto utilizzo dei contenitori da parte dei cittadini.

  2. La direzione regionale del Pd Lazio ha approvato all’unanimità una mozione sulla “gestione fallimentare dei rifiuti da parte del Comune di Roma”, presentata in Consiglio regionale dal gruppo del Pd, in cui si ribadisce il no a Pian dell’Olmo come sito per la discarica provvisoria di Roma, e si conferma inoltre “la netta contrarietà a ipotesi che dovessero riguardare l’intera area di Malagrotta”. Nel documento il Pd regionale, preso atto “del mancato completo funzionamento degli impianti di trattamento dei rifiuti”, definisce come necessaria e giusta la decisione di chiudere la discarica di Malagrotta, ribadendo come necessario che Roma Capitale si assuma pienamente la propria responsabilità, intensificando la raccolta differenziata, facendo funzionare a pieno regime gli impianti di trattamento e individuando, nel proprio territorio, i siti necessari alla chiusura del ciclo dei rifiuti.

  3. Ma è fantastico Pira , un comunicato veramente ben articolato.
    Solo che a me sembra un coacervo di banalità e di balle.
    Vorrei sapere dove eravate negli ultimi venti anni ?
    Cosa avete fatto per la sostituzione di Malagrotta che a me sembra sotto chiusura dal un bel po’.. di anni non mesi.
    A parte il netto e granitico “NO” , alternative immediatamente percorribili ?
    Perchè di questo si ha bisogno , ora , subito , immediatamente.
    Quella del vs simpatico giullare e pulcinellesco napoletano che voleva arrivare all’80% di differenziata in qualche mese ? Invece ora pesa sulle nostre tasche esportando all’estero a’munnezza ?
    Assumersi le proprie responsabilità ha un senso se dall’altra parte esiste una collaborazione.
    Altrimenti ogni sito ed ogni soluzione proposta diventa esclusivamente e semplicemente una battaglia politica.
    Che sia un sito alternativo od un termovalorizzatore.
    Pira , dica qualcosa di concreto basta chiacchiere politiche di parte.

  4. Gentile Aragorn continuo a non tollerare di dover parlare con un avatar probabilmente per motivi anagrafici ma voglio intervenire sollcitato dalla sua veemenza a volte leggermente offesiva. Personalmente sono convinto che OGGI riempire un altro buco di immondizia non sia una soluzione, specialmente se il buco è sopra ad una falda o a mille metri da un insediamento archeologico di mondiale importanza. Per risponderle le dico che:
    1) la scelta (pazzesca) di esportare immondizia a pagamento può paradossalmente essere più vantaggiosa in termini di costi/benefici della costruzione di un termovalorizzatore o del pagamento di multe all’unione europea
    2) salerno ha il 74,16% di raccolta differenziata, Torino 44%. A Roma 4 anni fa si sapeva che Malagrotta si sarebbe dovuta chiudere. Non si è fatto nulla salvo 4 tipi differenti di raccolta e l’assunzione di centinaia di impiegati e dirigenti all’AMA
    3) Ho più volte detto che Malagrotta non va chiusa costi quel che costi salvo che esportare rifiuti risulti più conveniente che pagare le multe all’UE.
    Poi se mi permette di chiudere con una provocazione potrei dirle che potremmo iniziare con riporre l’immondizia dentro la sua cantina o nel giardino di casa sua ovunque essa si trovi. Oppure potremmo costruire un piccolo inceneritore o termovalorizzatore che dir si voglia nel garage del suo palazzo: uno piccolino ad uso condominiale.
    Io preferisco fare il compost nei vasi del balcone e cercare di comprare alimenti o altro senza tante confezioni ma se la discarica è la soluzione per i più cercheremo di accontentare i più creandogliela il più vicino possibile..

  5. Sig. Aragorn , come saprà benissimo, i “sinistri” sono sempre stati maestri della demagogia politica, e in questo blog, tra esponenti politici e vari “illuminati” commentatori, c’è un vasto campionario. In linea teorica tutto si può fare, ma bisogna avere soprattutto il tempo, e come lei ha sottolineato sono stati persi vari lustri da tutte le varie amministrazioni capitoline. Dovremmo forse fare come il primo cittadino napoletano,da lei citato, che dai roboanti annunci politici di raggiungere in poco tempo il 70% di differenziata, in realtà in un anno e mezzo spenderà 130 milioni di euro di soldi pubblici per mandare via mare nei termovalorizzatori di Svezia ed Olanda milioni e milioni d’immondizia non trattata,sì, proprio quella che solo in Italia fa venire il cancro. Gli svedesi ed olandesi la prenderanno così come sarà prodotta dai napoletani, la separeranno, la tratteranno e ci produrranno energia elettrica che poi useranno per sè e venderanno guadagnandoci doppiamente : da noi questo “è proprio impossibile..”. Com’è impossibile chiedere concretezza a chi fa sa solo protestare e non proporre.

  6. di sinostra c’e’ solo la continua voglia di polemizzare e offendere senza mostrarsi capaci di governare. Comunque ci tengo a dire che personalmente non sono ideologicamente contrario ai Termovalorizzatori (e nemmeno ai rigassificatori per completezza). Sono contrario a scelte avventate palesemente superficiali a favore solo della speculazione e non della collettività. Differenziare si può e dipende in primis da noi cittadini. Comunque evviva i sinistri abbasso i pavidi avatar.

  7. Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mario Abbruzzese, dice “no” a Pian dell’Olmo, Pizzo del Prete e Valle Galeria come siti per le discariche di Roma del “dopo Malagrotta”. Pian dell’Olmo – in una mozione unitaria approvata stanotte – viene definita “non fattibile” a causa di una serie di criticità già elencate sia dai tecnici nominati dal precedente commissario che in un memorandum del Ministero dell’Ambiente. Pizzo del Prete, indicato come sito definitivo, risulta “presentare le medesime criticità già evidenziate in identiche situazioni, in riferimento al limitrofo sito Unesco della necropoli etrusca della Banditaccia (Cerveteri)”. Ribadita dall’assemblea della Pisana l’assoluta indisponibilità della Regione a prendere in considerazione qualsiasi sito ubicato nell’area geografica “Valle Galeria” per “l’ormai insopportabile concentrazione di attività compromettenti l’equilibrio e la salvaguardia ambientale”.

    La Giunta regionale con la mozione approvata è stata impegnata a farsi promotrice nei confronti del Governo italiano e del commissario Sottile di una celere e approfondita valutazione dell’atto di “Individuazione delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento rifiuti” adottato il 7 giugno scorso dalla Provincia di Roma. L’assemblea ha impegnato inoltre la Giunta a valutare la possibilità di individuare all’interno di Roma Capitale l’ambito ottimale.

    L’atto di indirizzo impegna poi la Giunta a proseguire nelle politiche di sostegno ed incentivazione della raccolta differenziata prevedendo la possibilità, eventualmente, di procedere agli atti conseguenti qualora gli enti competenti risultassero inadempienti. La mozione richiede infine di continuare nelle azioni già intraprese finalizzate alla completa attivazione di tutti gli impianti TMB (trattamento meccanico biologico) presenti nel territorio regionale ed al relativo superamento delle discariche per il “tal quale” e il recupero ambientale dei siti interessati. La mozione unitaria è maturata al termine di una lunga sospensione, disposta nel pomeriggio dal vicepresidente Raffaele D’Ambrosio per consentire ai consiglieri di raggiungere un accordo. Fuori dall’Aula e nel parco della Pisana cittadini e comitati. Il presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese, durante la pausa dei lavori ha incontrato una delegazione di residenti della Valle Galeria, e il presidente del XVI Municipio Fabio Bellini.

    Nel corso dei lavori del consiglio straordinario, al quale ha partecipato la presidente Renata Polverini, erano state presentate 18 mozioni in materia di rifiuti da parte di Fds, La Destra, Pdl, Verdi, Pd, Sel, Udc, Idv, Lista Bonino Pannella e Partito socialista italiano. Tutte sono state considerate assorbite dalla mozione unitaria, tranne quella di Fds – respinta a maggioranza – che puntava a riprogrammare l’intera politica dei rifiuti escludendo tra l’altro la scelta di nuove discariche, di nuovi impianti di trattamento e nuovi inceneritori, al ritiro del siting compiuto dalla Regione, all’istituzione di un tavolo “aperto”, a un piano speciale per Roma e all’invio all’estero per il tempo strettamente necessario del rifiuto secco proveniente dai TMB riconvertiti.

  8. scusate la precisazione che nulla apporta alla discussione in atto e che, seppur valida e interessante nei concetti, usa però termini inappropriati nell’esprimerli: non di avatar si tratta, ma di nick. Pavidi saluti

  9. Sig. Marinali, sono d’accordo con lei per i termovalorizzatori e per la differenziata che dipende da noi… l’avevo già detto,ma alcuni suoi sodali mi hanno dato addosso… ora che l’ha detto lei che è un rappresentante politico forse si ricrederanno…

  10. @ Aragorn ,

    nessuna difficoltà a ripetere ciò che già detto di concreto nel Documento dell’Assemblea del PD del XX Municipio e esplicitare ulteriormente alcune questioni in modo più didattico :

    1. Nessuna difficoltà a riconoscere che negli ultimi 20 anni la città di Roma e le sue istituzioni (comune, provincia regione) si sono adeguate a una situazione di comodo e utilizzato la discarica di Malagrotta in modo inadeguato. Ciò ha permesso di risparmiare denaro ma ha creato inquinamento, malattie e malessere in un quadrante vasto del XV e XVI Municipio. Responsabilità diffuse e di giunte di entrambi gli schieramenti. Riconoscere l’errore e correggerlo, soprattutto quando la situazione diventa emergenziale, è doveroso. Perseguire nello sbaglio è da criminali.

    2. Educare a produrre meno spazzatura, meno imballaggi inutili, resa dei vuoti, utilizzo di sistemi di ricarica, ecc. Promuovere una campagna informativa e di lobbying su questo è un impegno che assumiamo per il prossimo periodo.

    3. Raccolta differenziata : negli ultimi due anni nemmeno un euro, nonostante vi siano previsti in bilancio, è stato trasferito dalla Regione Lazio ai Comuni e Province per promuovere tale processo. Prevedere un investimento reale e obbligatorio per questo punto.

    4. Compostaggio umido e verde : nel Lazio esiste solo l’impianto di Maccarese che lavora 60 tonnellate al giorno. Il resto viene trasferito in altre regioni con costi aggiuntivi. L’AMA, proprietaria dell’impianto, dal 2009 ha una disponibilità di 20 milioni di euro finalizzati al raddoppio della struttura. Il Comune di Roma deve perfezionare il progetto e realizzarlo.

    5. Impianti di riciclo inadeguati e sotto utilizzati : i due impianti di trattamento meccanico biologico -TMB – di Rocca Cencia e di via Salaria sono del Comune di Roma e potrebbero se messi a regime trattare 1500 tonnellate al giorno (la città ne produce circa 5.000 tn al giorno). Altre 1500 possono essere trattate dai due impianti di Malagrotta. Occorre farli funzionare e potenziare con nuovi impianti necessari non inquinanti.

    Questo è quanto ha richiesto il ministro dell’ambiente alle istituzioni laziali. Questo proponiamo come PD . Questo contribuiremo a fare con impegno e responsabilità. Al di là delle polemiche di parte che su certi temi andrebbero lasciate in ultimo piano. Impavidi saluti

  11. Non mi sembra di aver affatto insultato qualcuno.
    Non ho impegni pubblici per i quali sono “costretto” a declinare nome e cognome.
    Non mi sembra che questi appunti siano mai stati rivolti a professori , stefani e quant’altri con nomi non identificabili. Sarete anche impavidi ma anche molto ma molto parziali.
    Non ho mai avuto timore di dire in pubblico le stesse cose che scrivo su questo blog.
    Non ho mai avuto timore o pavidi sussulti neanche quando negli anni passati ( ahimè manco pochi ) oltre al mio nome e cognome compariva il mio indirizzo e la mia foto nel simpatico giornaletto “Basta con i Fascisti” edito da Lotta Continua ed altrettanto simpaticamente distribuito da Feltrinelli Editore.
    A tutti questi Braveheart dell’ultim’ora consiglierei un minimo di serietà in più. Come d’altronde ha dimostrato Pira , rispondendo punto punto a quanto avevo chiesto in precedenza ( senza offendere nessuno ).
    Non ho intenzione di cambiare il mio nick , ci sono affezzzzionato. Fatevene una ragione.

  12. Sbagli Aragorn, a me ‘sta storia del nick me la propinano ogni “due per tre”. Per alcuni è diventata quasi un’ossessione, come per il Cons. Mori o come quel “tale” Michele Desiati. Ricordi? Era quel signore che la buttava sempre in caciara e litigava un po’ con tutti per difendere l’assessore Erbaggi (e Alemanno). Poi un giorno di qualche mese fa, gli feci notare una strana coincidenza: si spalleggiava continuamente e diceva cose molto simili, nei toni e nei contenuti (commettendo persino gli stessi errori ortografici), a un certo Fly. Non rispose, con una scusa banale. Da quel giorno però non ho più visto interventi di Fly e, dopo un po’, anche il sig. Desiati sembra essere sparito. Ma tanto ora a buttarla in caciara ci pensano altri…..
    Cose che càpitano.. che vuoi fa’.
    Saluti e scusate l’off topic.
    ps: ora magari riappariranno tutti…
    ps2: qui per chi volesse verificare quanto detto https://www.vignaclarablog.it/2012021117949/i-romani-hanno-perso-la-partita/

  13. @Prof. Paolo
    il nick è sacrosanto, anche lei ne usa uno in fondo, l’uso distorto che se ne possa fare, è altra cosa e qui concordo con lei.
    Gli admin di VCB potrebbero per limitarne le conseguenze inserire ad esempio un controllo semplice semplice su: IP origine, email usata.
    Dal semplice incrocio di questi due semplici dati, si sbaraglierebbero parecchi fuffardoni nostrani.
    Ma sono sicuro che fatta la regola si troverebbe l’inganno.
    Sperare semplicemente sulla buona fede di tutti è evidentemente fiducia malriposta.
    Abbiamo però tutti una testa per ragionare e riconoscere i furboni circolanti, in questo abbia fiducia.

  14. @ Pabelt : per una volta posso dire di essere d’accordo con lei…. tutte queste persone che si nascondono dietro un nick per non rivelare l’idendità di personaggi impegnati politicamente o meno, sono a dir poco nauseabonde.

  15. @pabelt: non so se ho capito male la sua prima frase o se mi ero espresso io in modo poco chiaro precedentemente, ma anche per me il nickname è sacrosanto in un contesto come questo. Come lei ricordava, ne uso uno anche io… e vorrei continuare ad essere coerente… al contrario di altri.
    saluti

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