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Labaro – Percussioni con ripercussioni sociali

batteria.jpgSempre più spesso le occasioni proposte dal quartiere sono frutto di un interesse sentito dei suoi abitanti e di un discreto tam-tam cittadino. A Labaro, ad esempio, l’offerta rappresentata dal laboratorio musicale StudioXX, collocato a Piazza Arcisate, a pochi metri dalla Biblioteca di Galline Bianche, sembra rispondere coerentemente a questo proposito.

Inaugurato a gennaio 2009, StudioXX punta ad offrire uno spazio di condivisione all’interno del quartiere Labaro, un angolo dove dar voce (o suono) alle proprie passioni attraverso la creazione di laboratori musicali.

A dispetto di questa grande iniziativa, le dimensioni non contano davvero: nei pochi metri quadri dalle inconfondibili pareti rosse, la struttura si compone di 3 sale di ripresa ed una di regia nelle quali si alternano lezioni di batteria, chitarra, basso, pianoforte e canto grazie al contributo di insegnanti qualificati e riconosciuti al Conservatorio.
Senza contare la possibilità di registrare live su tracce separate seguiti da fonici competenti ad un prezzo davvero esiguo ed in brevissimo tempo, massimo 2 ore per produrre il tutto.

Ma come nasce il progetto? Ce lo racconta Roberto Capanna, responsabile della struttura, mentre dalle sale ci fanno eco accordi e ritmiche improvvisati dagli allievi.

“Lo StudioXX è nato come progetto condiviso fra la società in gestione, la HI-Com, e il XX Municipio in occasione del bando “Quadro cittadino di sostegno”. In quell’occasione, diverse aree della città furono oggetto di rifacimenti urbani, nell’intento di creare luoghi di aggregazione e confronto culturale per i giovani. Dopo diversi passaggi di testimone fra la Regione (che ha curato il restauro dei locali), il Comune e il Municipio (che ha permesso la fornitura di una parte delle tecnologe di sala), abbiamo ereditato lo stabile dal Centro Anziani, che allora era condiviso dall’ATER e dal XX”.

Infatti, l’affluenza alle sale prove è sentita e vede una fascia d’età molto ampia. “Nella sua atipicità – sostiene Roberto Capanna – StudioXX riscuote un discreto successo non solo fra i ragazzi del quartiere. Le sale prove, nonostante abbiano un’ottima acustica e siano isolate fra loro, hanno infatti le finestre, un particolare che fa breccia nel cuore di alcuni musicisti per cui la vista del cielo spesso è di ispirazione, come, ad esempio, per Federico Zampaglione (ndr cantante dei Tiromancino)”.

Motivazioni queste che ci inducono a chiedere quali vantaggi possa trovare invece un normale studente o ragazzo del quartiere nel realizzare il desiderio di approcciarsi alla musica all’interno di un vero e proprio gruppo.

Ed è sempre Capanna a spiegarcelo. “Suddividiamo gli studenti in gruppi stagionali sia istruendoli singolarmente che inserendoli in un contesto collettivo, in modo tale da creare una collaborazione con gli altri ragazzi e permettere di suonare in una band. Questa scelta molte volte ha posto le basi per vere e proprie amicizie una volta usciti dallo StudioXX e ha permesso di creare spontaneamente confronto e aggregazione all’interno del quartiere. Ovviamente le lezioni impartite agli studenti rispondono agli obiettivi che si prefiggono loro stessi, ma per chi segue in maniera continuativa le lezioni sino a fine anno permettiamo di incidere un proprio pezzo come chiusura del corso”.

Ma il vero punto di forza della struttura risiede nella natura polifunzionale per cui viene allestita: per esempio nella fascia feriale 15-17, la sala prove è disponibile gratuitamente a chi ne ha bisogno e cerca quell’ispirazione e motivo di esercizio che in altri contesti risulta difficile trovare.

Vengono offerte, inoltre, consulenze di instradamento nel meandro del mondo musicale (come per esempio per la registrazione dei diritti alla SIAE) e segnalati ragazzi per i bandi di rassegne e concorsi.

Quali sono i traguardi che vi ponete nello svolgere questo lavoro? “Attraverso StudioXX siamo riusciti a creare affezione verso la musica nel suo valore aggregativo, il fine a cui rispondiamo tutt’oggi con tanto impegno e passione”, risponde Capanna, dimostrando come la condivisione dell’arte porti spesso a risultati inaspettati, soprattutto in un quartiere dove di inaspettato, purtroppo, rimane ben poco .

Barbara Polidori
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