Home ARTE E CULTURA Cassia, Festival del Teatro Patologico: serata di Frusta-Azioni

Cassia, Festival del Teatro Patologico: serata di Frusta-Azioni

teatro patologicoEccoci di nuovo a parlare del Teatro Patologico di via Cassia 492 che, dopo il Festival del Cinema Patologico tenutosi nel mese di aprile, con il patrocinio dell’assessorato alla cultura del XX Municipio, ospita da mercoledì 23 maggio fino a domenica 10 giugno il Festival del Teatro Patologico nel corso del quale verrà presentata una lunga carrellata di rappresentazioni teatrali e concerti per voci recitanti che si alterneranno ogni sera fino alla data conclusiva.

Il Teatro Patologico è la sede dell’associazione omonima presieduta dall’attore d’avanguardia Dario D’Ambrosi, e al suo interno si svolgono i corsi della Prima Scuola Europea di Formazione Teatrale per persone diversamente abili (in particolare con disabilità psichica) diretta dallo stesso D’Ambrosi, il quale insieme ad altri si è speso in prima persona per la ristrutturazione dello stabile al fine di creare un punto d’incontro dove arte e malattia mentale potessero finalmente incontrarsi e favorire così l’integrazione delle persone disabili, oltre ad aiutare le famiglie coinvolte.

E’ difficile però rendere l’idea a parole di cosa significhi calarsi in questa realtà, l’energia che si avverte entrando in questo posto, la positività che vi si respira e il trasporto e la passione che animano coloro i quali si sono fatti promotori di questo progetto e che con il loro entusiasmo riescono a contagiare chiunque si trovi al loro cospetto.

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Il Teatro Patologico non è una semplice scuola di teatro, è un’idea. Chi vi prende parte anche solo come spettatore se ne va sempre via con la sensazione di voler fare qualcosa, di rendersi utile, di mettersi al servizio della causa e offrire così un qualche contributo.

Non deve pertanto stupire che chi ci sia stato anche solo una volta difficilmente riesca poi a distaccarsene. E il festival che si sta tenendo in questi giorni può essere una buona occasione per approfondire la conoscenza di questa bellissima realtà.

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La serata d’apertura ha avuto due fasi: il prologo, con la presentazione delle opere presenti in rassegna e un breve intervento dei realizzatori di alcune delle stesse, e la serata vera e propria che ha visto sul palco la prima delle rappresentazioni avente come protagonista proprio Dario D’Ambrosi.

La fase iniziale ha visto sul palco Marco Franceschini, autore de La psicoanalisi moderna dei contributi di Sàndor Ferenczi, libro dal quale è tratta l’opera teatrale L’Enfant terrible, di Manuela Boccanera, in concorso giovedì 24 maggio; Alessandro Corazzi, autore di Tempi difficili, spettacolo di teatro-canzone in programma giovedì 31; Marco Florio, regista di Berenice, prevista venerdì 1 giugno e, in replica, sabato 2 e domenica 3; Patrizia De Clara, interprete di Causa di beatificazione, concerto di voce e fisarmonica composto da due atti che narrano le distinte vicende di due donne, una bosniaca ai tempi dell’assedio di Sarajevo, e una palestinese, Wafa Idris, la prima martire kamikaze della seconda Intifada; i ragazzi della cooperativa italo-bielorussa “Matrioska” che hanno presentato il video-documentario Fosforillasi, realizzato assieme all’associazione di volontariato “Il Cavallo Bianco” e avente come tema quello della malattia mentale; e infine Erica Muraca, autrice del Workshop di espressività corporea, che chiuderà la rassegna domenica 10 giugno.

Ma la scena in questa serata d’apertura è stata letteralmente monopolizzata da Dario D’Ambrosi, che ha portato sul palco la sua famosa opera Frusta-Azioni con la quale in passato si è fatto apprezzare in tutto il mondo.

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La trama verte essenzialmente sul dialogo (in realtà un monologo) tra il protagonista, un macellaio, e la carcassa di una vitella appena squartata.
Egli ama gli animali che uccide, li considera esseri umani, parla con loro, li accarezza, li odora, ne tocca il sangue colato sul pavimento. La sua è dunque una sorta di ossessione che lo porterà a un progressivo isolamento e all’impossibilità di avere rapporti normali con le donne, disgustate dall’odore che egli emana.

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La sua paranoia si trasformerà così in vera e propria avversione nei confronti dello stesso universo femminile per la quale l’unico modo possibile di raggiungere il piacere sessuale sarà farlo con le stesse sue carcasse animali.

Quello che l’opera mette in evidenza è quindi il rapporto carnale (è proprio il caso di dirlo), la comunione dei sensi, l’empatia che sembra crearsi fra i due protagonisti della vicenda, ossia il macellaio pazzo e questa carogna di bovino che pende per tutta la durata della rappresentazione da un gancio appeso al soffitto e che sembra anche lei voler parlare.

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Un’opera dura, difficile e dalle immagini a tratti molto forti, che sembra in qualche modo calarsi nella psiche di un uomo solo e perso nella sua follia. Il tutto ottimamente supportato dall’ottimo lavoro delle luci e dalla lugubre sigla musicale introduttiva suonata da un violoncello e intarsiata dai sinistri rumori industriali di un macello.

Un successo che anche il pubblico presente a questa serata d’apertura pare aver molto apprezzato, almeno a giudicare dall’autentica ovazione che si è scatenata alla fine.

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Terminata la rappresentazione, D’Ambrosi ha quindi ringraziato e dato appuntamento per le serate successive, invitando i presenti ad accorrere numerosi anche nei prossimi giorni.

Non poteva però mancare, nel giorno del ventesimo anniversario della morte di Giovanni Falcone, il ricordo del giudice assassinato dalla mafia. Commozione e un lungo applauso da parte di tutta la sala.

D’Ambrosi ha poi voluto salutare Marco Boccia e Andrea Sartoretti, suoi compagni d’avventura sul set della serie TV Romanzo Criminale, presenti anche loro sugli spalti. Prima di chiudere, è stata poi la volta dei ringraziamenti a tutto lo staff, seguiti dal buffet conclusivo offerto a tutti i presenti nella sala attigua.
E una volta che sei lì, se ti si avvicina il “Bufalo” che ti chiede una sigaretta, forse è il caso di dargliela.

Valerio Di Marco
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FESTIVAL DEL TEATRO PATOLOGICO
23 maggio-10 giugno 2012, Teatro Patologico di Roma (via Cassia, 492)
Ingresso: 10 euro a serata
Prenotazioni al n. 06-33434087

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