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Pira (PD): analisi politiche sociali del XX Municipio

politiche-sociali.jpgDa Vincenzo Pira, coordinatore del PD XX Municipio, riceviamo e pubblichiamo una sua analisi sulle politiche sociali del XX Municipio. – “Nel mese di febbraio del 2012 il Consiglio Municipale ha approvato il Piano Regolatore Sociale Municipale per il periodo 2011- 2015. In esso si identificano le domande e i bisogni sociali del territorio e si predispone una programmazione dei servizi e degli interventi sociali. Il budget annuale per il 2012 è di Euro 7.042.208,68. La stessa cifra è prevista per il prossimo anno. Si tratta di risorse importanti che possono permettere un impatto e un investimento significativo nel settore e nel territorio.”

“Nel vasto e frammentato territorio del XX Municipio sono presenti vecchie e nuove povertà: vecchi nuclei di stampo contadino nella parte più periferica, concentrazioni di stranieri extracomunitari sia nella parte “bene” (dove vivono e lavorano per lo più come collaboratori familiari) sia nelle zone più disagiate, dove è facile reperire alloggi a costi accessibili.
Il primo aspetto che si può notare nell’analisi demografica è il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione. La popolazione anziana (oltre i 60 anni) è di 40.234 unità (il 25,5 % della popolazione totale).

Altro punto rilevante è il fenomeno della denatalità (che d’altronde riguarda l’intero territorio nazionale). Da sempre si evidenziano esigenze pressanti sul piano della socializzazione dell’infanzia, per ridurre il senso di esclusione e di estraneità dei bambini dalla vita collettiva all’interno degli spazi urbani.

Diversi nuclei familiari vivono in situazioni di precarietà economica, abitativa e lavorativa, che li rende vulnerabili e facilmente a rischio di emarginazione. Si tratta di nuclei familiari con minori che non dispongono di fissa dimora, che vivono lungo gli argini del fiume Tevere o tra spazi delimitati da sterpaglia o anfratti, dove costruiscono ricoveri di fortuna, utilizzando materiale di vario genere. Spesso tra tali gruppi di persone sono presenti donne con minori di diverse fasce d’età, che vivono in una condizione di evidente precarietà e di pericolo per la stessa incolumità fisica.

Preoccupante è il dato riferito al numero di minori segnalati dall’Autorità Giudiziaria ai Servizi Sociali e Specialistici del Territorio Romano e nello specifico del Municipio XX, che nel periodo 2006-2007 ammonta a 343. Inoltre, si registra un forte aumento di casi di incuria, di maltrattamento di minori, di problemi scolastici/evasione scolastica, spesso generati dall’evidente presenza di un forte disagio sociale e psico-affettivo. Si registra parallelamente un lieve aumento di casi di sospetto abuso fisico e psicologico sul minore, nonché la presenza di evidenti conflitti interni generazionali con figure parentali conviventi e non.

In costante aumento le domande di contributo economico presentate al servizio sociale ai sensi della Delibera 154/97 e sono indicatori dell’impoverimento delle famiglie.
Le persone disoccupate che sopravvivono con un reddito minimo da lavoro irregolare e saltuario talvolta presentano situazioni aggravate da dipendenza da sostanze stupefacenti o da malattie psichiche. L’erogazione del contributo economico, se da un lato può tamponare delle emergenze, dall’altro non è risolutiva delle situazioni di disagio. Risulta pertanto indispensabile puntare su un percorso di autonomia basato sull’inclusione, al fine di non riprodurre comportamenti e stili di vita marginali e di ridurre il numero delle persone idonee, che vivono di contributi economici e attività irregolari, con conseguente risvolto positivo anche sulle economie del servizio.

Al Servizio Sociale del Municipio, nell’anno 2007, sono pervenute 192 richieste di contributo economico (D.C. n. 154/97), di cui 170 di cittadini italiani e 22 di stranieri. Si è tornati in questo senso al picco del 2002, anno in cui furono erogati 192 contributi, mentre negli anni successivi e fino al 2006, la media annuale si attestava sui 99 contributi circa erogati.

Nell’anno 2007 sono pervenute al Servizio Sociale n. 213 domande di contributo economico in favore della popolazione anziana residente presso il Municipio, di cui 173 sono state accolte. Nell’anno 2007 il servizio di Assistenza domiciliare ha assistito 173 persone anziane (SAISA). Risultano attualmente in lista di attesa 60 anziani.

Prioritarie le domande e i bisogni della popolazione disabile del Municipio :
Assistenza Domiciliare: L’abbattimento delle liste d’attesa di assistenza domiciliare è senza dubbio il bisogno più sentito e la richiesta più diffusa. Il servizio SAISH al 31 dicembre 2007 contava 148 utenti inseriti in assistenza diretta e 4 utenti in assistenza indiretta, mentre gli utenti in lista d’attesa erano 56, alcuni dei quali in attesa da diversi anni.
Nell’anno scolastico in corso il Municipio XX assiste 88 alunni disabili nelle scuole. Richieste sempre in aumento, di personale a sostegno dell’integrazione scolastica.
Inserimento lavorativo – Il territorio del Municipio non è ancora sufficientemente fornito di servizi o progetti che possano dare una risposta al problema dell’inserimento lavorativo dei disabili. Anche per quest’area d’intervento si auspica la costituzione di una rete che metta in relazione i vari attori sociali ed enti che possono costruire percorsi di orientamento, tirocinio e inserimento lavorativo.

Tossicodipendenze
La densità tossicomanica è alta in questo Municipio. Qui, il fenomeno tossicodipendenza segue il trend nazionale: aumenta in generale il consumo di droga, in particolare di cannabis e cocaina (30% dei nuovi utenti), mentre quello di eroina rimane stabile (25% dei nuovi utenti); è sempre più crescente l’accesso di soggetti con problemi di abuso di droghe sintetiche, dei poliambulatori e degli alcoolisti secondari. Inoltre, si registra un abbassamento dell’età di inizio dell’assunzione di tabacco ed alcolici.
Alla tossicodipendenza ed al traffico di stupefacenti è dovuta gran parte della microcriminalità, che si concentra nei quartieri maggiormente degradati come Labaro, La Storta, Prima Porta. Da notare che nel territorio del Distretto/Municipio 20 non è presente alcun presidio per tossicodipendenti.

Risorse Umane
Negli ultimi anni il servizi sociali nel XX Municipio hanno sofferto per una grave carenza di personale sia tecnico sia amministrativo. Oggi l’organico è composto da 12 assistenti sociali, un funzionario per i servizi sociali, 11 istruttori amministrativi, i operatore di supporto e custodia e due posizioni organizzative.
Ricordiamo che lo scopo del Piano di zona non è solo (né principalmente) quello di rispondere ad esigenze burocratico – amministrative per l’impegno di finanziamenti trasferiti dal Comune o dalla Regione. Esso è, in primo luogo uno strumento programmatorio con una “vision” di riforma e un’operatività esecutiva, per obiettivi triennali; uno strumento che permette di “leggere” e interpellare le politiche municipali dal punto di vista del sociale, per rendere il territorio più “socialmente compatibile”; un dispositivo che impegna il Municipio nella programmazione e realizzazione del sistema locale degli interventi e servizi sociali.

In sostanza, il Piano di zona è uno strumento di comunicazione e di trasparenza amministrativa destinato non solo ai decisori politici e ai responsabili tecnici, ma a tutti gli operatori sociali, ai gruppi, alle famiglie e ai cittadini chiamati ad assumere sempre più un ruolo attivo nella conduzione della vita cittadina, per assicurare l’esercizio dei diritti sociali di cittadinanza.
È il primo punto critico delle politiche sociali del Municipio è proprio la totale mancanza di trasparenza, di un sistema di monitoraggio e valutazione degli interventi, della loro efficacia in relazione agli obiettivi preposti.

Nel Piano Sociale Municipale sono allegati 25 schede di progetti conclusi o in fase di realizzazione.
Non vi è nessun commento che permetta di legare questi progetti al Piano generale e al raggiungimento degli obiettivi prioritari preposti.

Che cosa è stato realmente fatto ? Dove sta la documentazione e la trasparenza dei risultati ottenuti ? Si è fatta una valutazione sui costi / benefici e indici di gradimento degli utenti ? Con quale metodo si assegnano le risorse disponibili ? Con quali criteri di priorità ? Chi li definisce ?

Si era proposto un approccio che parta dai bisogni delle famiglie, e non solo dei singoli. Prioritari gli interventi con le famiglie più deboli, socialmente ed economicamente, e per questo maggiormente esposte a rischi di precarietà ed esclusione.
Rispondere ai bisogni delle persone anziane non auto sufficienti – Le esigenze più onerose venivano individuate per quanti hanno oltrepassato la soglia degli ottant’anni (nel Municipio oltre 8.420).
Sono stati utilizzati criteri e indicatori per verificare ciò ? Si hanno dati a disposizione ?

Costruire un moderno welfare di comunità che, a partire dall’analisi aggiornata dei bisogni e della definizione di priorità, rafforzi una logica di Sistema insistendo con forza e senza ripensamenti sul processo di Decentramento e di responsabilizzazione dei Municipi.

Roma, una città in cui nessuno si senta solo! È l’obiettivo proposto nel Piano Regolatore Sociale della città di Roma. Per questo occorre assumere l’obiettivo di promuovere un concreto welfare di comunità : partire dall’analisi aggiornata dei bisogni e della definizione di priorità, rafforzando con decisione la logica di Sistema e insistendo con forza e senza ripensamenti sul processo di Decentramento e di responsabilizzazione dei Municipi. (Vincenzo Pira)

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1 commento

  1. Altro aspetto rilevante è l’attuazione del Piano Rom. Si prevedeva la costruzione di un nuovo nella parte nord del Municipio e lo sgombero di via del Baiardo. Si sono spesi a Roma nell’ultimo anno 38 milioni di euro. Quali sono i risultati ? Si continua lo sgombero parziale diaree per occuparne, illegalmenee altre. Un circolo vizioso che non risolve nulla e sposta nel tempo la soluzione con un costante aumento dei costi economici e sociali.

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