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Fleming: il progetto definitivo sull’area verde di via Città di Castello

Ultime battute della vicenda urbanizzazione dell’area di via Città di Castello, l’area che per anni, pur essendo privata, ha rappresentato un lembo di verde quasi pubblico, accessibile cioè ai residenti, ma che recentemente è stato recintato. Pare che sul progetto definitivo ci sia l’ok delle parti interessate: proprietà ed istituzioni locali, cioè il XX Municipio.

Lo si apprende dall’Associazione Collina Fleming che proprio oggi ha pubblicato sul suo sito (clicca qui) un riassunto della vicenda e lo stato dell’arte, comprensivo del progetto finale di urbanizzazione.
nello stesso si legge che, oltre alle quattro palazzine, verranno realizzati due spazi adibiti al verde pubblico attrezzato, un parcheggio interrato di circa 50 posti ed un area destinata a servizio pubblico.

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In tal senso, secondo gli elaborati tecnici, al Comune di Roma verranno ceduti circa 4mila mq da adibire a verde pubblico suddivisi in due aree a destra ed a sinistra della strada, oltre 2500 per servizi pubblici (si parla di un asilo nido) e quasi 1800 per la viabilità pubblica che dovrebbe comprendere anche il collegamento tra via città di Castello e via Roccaporena.

Una giusta compensazione per chi, da anni, si batte contro la cementificazione nell’ultimo lembo di verde di Collina Fleming? Staremo a vedere, anche perché pende tutt’ora un ricorso al TAR, promosso dai comitati cittadini locali, per contestare le presunte illegittimità della delibera comunale che ha avallato l’operazione e quelle della Conferenza dei Servizi e del recente Accordo di Programma sottoscritto in merito dal sindaco Gianni Alemanno e dalla governatrice Renata Polverini.

Tutte le tappe della vicenda nei nostri precedenti articoli: clicca qui

 

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3 COMMENTI

  1. Alcune riflessioni:
    a) Si parla di mq, quando invece si dovrebbe parlare di nuova cubatura residenziale (che, se non erro, risultava superiore a quella concessa inizialmente con le il meccanismo delle “compensazioni”); tale cubatura oltretutto verrebbe concentrata in una area limitata, il che significa palazzine alte, di forte impatto visivo.
    b) il comune credo possa tornare sulle proprie scelte, secondo il cosiddetto meccanismo di autotutela, se venissero riconosciute delle incongruenze nella precedente approvazione, senza incorrere in danni economici.
    c) ma il quartiere ha veramente bisogno di altro cemento per pubblici servizi? si parlava di un teatro, di un asilo: ma ci serve veramente un asilo? che fine ha fatto l’asilo in corso di costruzione nel vicino parco di Tor di Quinto? (e anche qui si potrebbe parlare a lungo). Non sarebbe nel caso meglio lasciare tutto a verde? Al limite un piccolo chiosco (ma piccolo!)
    d) i 50 parcheggi interrati, sono pubblici o privati? Se sono pubblici, che senso hanno? Non è meglio anche qui lasciare a verde, anche per scoraggiare quanto possibile l’uso di auto nell’unica piccola area verde del quartiere? 10 a 1 che una volta realizzati, diventeranno preda ambita come box privati…
    d) le opere di urbanizzazione (parcheggi, strade, collegamenti) sembrano eccessive, e si ‘mangiano’ una parte importante del verde
    e) perche non recuperare invece parte del ex circolo Fleming, oggi in totale abbandono?

    In soldoni, mi sembra che il messaggio quasi trionfalistico che si cerca di far passare, cioè che la XX ha ottenuto grandi vantaggi per la popolazione limitando la cementificazione dell’area, mi sembra quanto meno fuorviante e ottimistico.. oltretutto è prassi normale, nell’ambito di una convenzione, che alcune aree vengano cedute al comune, non un successo senza precedenti

  2. ..ette!
    E se la magistratura fosse un po’ intraprendente potrebbe osservare ciò che accade attorno all’area vincolata tra la stazione due ponti e la via Flaminia. Altri regali ai soliti noti ( costruttori locali ) da parte del comune. Un XX municipio che da oasi residenziale, archeologica e naturalistica, sta diventando oggetto di giochino di potere tra amministrazione e costruttori.

    Ma la magistratura di cosa ha bisogno per intervenire? Dell’invito?

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