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“Marta ad alta voce”, primo libro di Letizia Lafuenti alla libreria Fanucci di Vigna Clara

lafuenti1.jpgChissà quanti sono quelli che hanno un manoscritto nel cassetto della propria scrivania o in una cartella del computer; sicuramente tantissimi, ma questo numero diminuisce molto se già ci chiediamo quanti di questi manoscritti alla fine passino il vaglio di un editore e assumano la forma compiuta di libro. In questo numero ristretto è riuscito ad infilarsi “Marta ad alta voce” di Letizia Lafuenti, giovane psicologa e neo-romanziera di Roma Nord.

Il libro, essendo stato appena pubblicato dalle Edizioni Libreria Croce, giovedì prossimo, 26 aprile, alle 18.30 verrà presentato al pubblico presso la Libreria Fanucci di Via Vigna Stelluti 162.

Abbiamo incontrato Letizia per chiederle di parlarci di lei e della sua prima opera.

Innanzitutto raccontaci chi è Letizia Lafuenti e che ci fa a Roma Nord.
Letizia è una mamma, una moglie, una figlia, una psicologa, un’amica…e molto altro! Sono nata e cresciuta a Roma Nord, ho abitato nel palazzo sopra la Upim di Vigna Stelluti fino all’età di 14 anni, poi mi sono trasferita a Collina Fleming dove ho abitato con i miei genitori finchè non mi sono sposata, nel 2001, con Paolo.
Sono stata a scuola alla Zandonai, alla Nitti e al Liceo De Sanctis di Ponte Milvio…Di questa parte di Roma ho vissuto ogni cosa, ogni momento, e a questa parte di Roma sono legata, affezionata. La amo e la odio al tempo stesso, la amo perché mi è familiare, perché qui mi sento “a casa”, perché conosco i volti, le persone, ma non posso non odiarne il caos,le potenzialità che vedo troppo spesso mortificate dalla realtà.

Tra le tante definizioni che ti sei data figura anche quella di psicologa; ci puoi dire come svolgi questa professione? Dopo aver lavorato per oltre 8 anni nella pubblicità, ho riscoperto un interesse per la clinica e la ricerca e mi sono iscritta ad una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, con un particolare orientamento alla psicologia oncologica.
Dal 2008 collaboro come psicologa e psico-oncologa presso il Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente del Policlinico A.Gemelli di Roma. Nello specifico, mi occupo di attività clinica e di ricerca presso i reparti di Ginecologia Oncologica, dove lavoriamo al sostegno psicologico delle donne affette da neoplasia ginecologica e ai loro familiari.
Da Marzo 2010, poi, collaboro come psicologa per A.Da (Accoglienza Donne Abusate), uno spazio di accoglienza per le Donne Vittime di Violenza aperto al Pronto Soccorso del Policlinico Gemelli grazie al contributo del Comune di Roma. A.Da si occupa di accogliere le donne che accedono al servizio (telefonicamente o tramite accesso diretto in ospedale o dal Pronto Soccorso) e programma per loro percorsi individuali di sostegno psicologico per una uscita consapevole dalla violenza attivando, quando necessario, contatti con la rete sul territorio. Svolgo poi attività di libera professione presso uno studio medico.

Come nasce la Letizia scrittrice?
La Letizia scrittrice in realtà non è mai nata…o forse, viceversa, c’è sempre stata! Non mi sento una “scrittrice”, non lo sono diventata certo per aver scritto un libro! Scrivere fa parte di me, come di molti di noi, da sempre. Scrivere è un modo per esprimersi, per raccontarsi, per comunicare talvolta anche con se stessi.
Non avevo mai scritto libri fino ad oggi, ma tutto il resto si: pensieri, idee, emozioni, canzoni, poesie adolescenziali…mi piace scrivere, trovo che sia il modo di comunicare che più mi s’addice, quello che mi mette più a mio agio. Oggi sono “scrittrice” un po’ per caso, un po’ per sfizio, ma chi di noi in fondo non le è? Quello che mi piace di questo libro è che non è nato per essere libro…forse per questo metto in conto che potrà anche non piacere, o risultare banale, ma comunque è autentico.

E allora parlaci di “Marta ad alta voce”.
Mi piace pensare che “Marta ad alta voce” sia qualcosa che va oltre la classica accezione di romanzo. Non vorrei essere fraintesa o peccare di presunzione, ma prima ancora di diventare un libro “Marta ad alta voce” era già qualcosa che parlava di me, una raccolta di emozioni, di pensieri, di vissuti. Di cose di una vita.
Come dicevo, non è nato come libro, lo è diventato. Un giorno mi sono accorta che tra tutti i miei scritti, tra le annotazioni della mia vita, il minimo comune denominatore ero io, una donna: prima bambina, poi adolescente, poi figlia, poi moglie, mamma, lavoratrice. Il lavoro è stato solo quello costruirci una storia intorno, di fantasia, che servisse a mettere insieme tutti questi pezzettini. Nel romanzo ci sono alcuni brani che ho scritto quando avevo forse 13/15 anni!

Perché “ad alta voce”?
…Perché a bassa voce non l’avrebbe sentita nessuno!! A parte gli scherzi, Marta è una giovane donna di 31 anni che lavora come marta ad alta voceaccount in un’agenzia pubblicitaria di Roma. Ha perso la testa per Tommaso, il suo capo: lui è il classico bello e impossibile ma – come nelle più belle favole – d’un tratto tutto sembra a portata di mano, e la vita di Marta si tinge inaspettatamente di rosa…
Così Marta sognatrice dovrà fare presto i conti con la vita reale – passata e presente – e con tutti i suoi sogni d’amore. La caratteristica di Marta è che parla in prima persona.
Racconta di sé, della sua vita, delle sue sensazioni, delle emozioni che prova. Soprattutto, Marta, racconta i suoi pensieri, li pensa ad alta voce! Questo fa di lei un’amica: è facile sentirla vicina, immedesimarsi in lei, nelle sue scelte. Il tono di voce è confidenziale, presente, ironico in alcune situazioni, più serio e riflessivo in altre. Come capita nei pensieri. Come capita nella vita.

Quanto di Letizia c’è in Marta? E viceversa?
Bella domanda…direi molto di Letizia in Marta, e qualcosa di Marta in Letizia.

“Marta ad alta voce” è anche un sito internet sul quale presenti il libro e racconti le tue riflessione quotidiane. Mi ha incuriosito il fatto che tu hai definito “Il mio taccuino” quello che gli altri avrebbero chiamato “Il mio blog”; anche Marta prende appunti su un taccuino: non su un quaderno, un blocco-note e men che meno su un iPad. Cosa ti lega a questa parola, oggi un tantino desueta?
Sai che non ci avevo mai pensato??? Io giro sempre con un taccuino nella borsa, lo uso per lavoro e per scrivere cose personali…non so dirti perché ma l’ho sempre chiamato cosi, mi piace!
La mia idea è che il taccuino sia differente da un block notes, da un quaderno e inutile dirlo da un iPad! E’ come se fosse un prolungamento naturale della mente, ci scrivi cose che non vuoi lasciar andare…sai i vecchi giornalisti, quelli dei film in bianco e nero, di “Quarto Potere”, che il loro taccuino lo portavano sempre in tasca? Era il loro unico strumento di registrare il mondo, le notizie…e non potrebbe chiamarsi in nessun altro modo! Mi piace che tu abbia notato questa cosa…io sono una che “guarda al futuro, stringendo forte il suo passato.

Rovistando tra le pagine del tuo taccuino, scopriamo che due dei tre protagonisti del libro hanno lo stesso nome di due dei tre tuoi figli; è un caso o la cosa ha un significato? E soprattutto, come l’ha presa la figlia esclusa? E’ vero…posso dirti che Marta è sempre stato il mio nome preferito, la protagonista del libro si è chiamata Marta prima che arrivasse la “mia” Marta in carne ed ossa! Tommaso è il primo nome che mi è venuto in mente dovendo scegliere un nome maschile…
Se posso, aggiungo anche che nel libro c’è un Paolo (mio marito), una Anna, un Saverio (due dei tre fratelli di mio marito!)…insomma, ho scelto nomi che mi piacciono, e forse i primi che mi sono venuti in mente sono quelli di persone che ho vicino e che frequento…ci tengo a precisare che sono del tutto casuali! La figlia “esclusa”, Ginevra, in realtà non si è sentita esclusa…le ho spiegato che lei è nella dedica sulla prima pagina del libro, questo le è bastato.

Appuntamento a giovedì alla Libreria Fanucci; mi raccomando, avvisa anche Marta… Grazie a voi e a giovedì; io e Marta non mancheremo.

↓seppe Guernica Reitano
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4 COMMENTI

  1. E brava Lele, con orgoglio posso raccontare di essere tra quelli che hanno conosciuto Letizia e a questo punto anche marta molto prima di tanti altri…..di aver fatto parte di quegli anni in cui il nostro mitico quartiere lo adoravamo e basta……sono felice quando i sogni degli amici escono da lcassetto e vengono condivisi.
    ecco perchè giovedì farò DEL MIO MEGLIO per esserci.

    dajeeeeeeeeeeeee lele

  2. ciao lele… ti ricordi di me?? .. siamo cresciute insieme a via di vigna stelluti.. bei ricordi !!… sono felicissima di quello che stai facendo .. la vivacità che avevi da piccola , non pensavo che ti portasse a fare la psicologa..

    salutami tanto mamma e papà.. un bacione a te e lucia !!!!!! …

  3. Grande Lele !!! anche io posso scrivere di essere veramente fiera di conoscerti, donna dalle mille risorse, un vero esempio di “completezza” , una brava e dolcissima mamma, una tenace studentessa, una eccezionale professionista …. ed ora anche una mitica scrittrice di romanzi …. ma chi ti eguaglia!, con l’augurio che sia l’inizio di una splendida carriera , anche io farò di tutto per essere alla tua presentazione.
    Baci baci
    Raffa

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