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Cristicchi, una rosa, arte ed emozioni: prima serata del Festival del Cinema Patologico

cinema-patologico.jpgMercoledì 11 aprile, presso il Teatro Patologico, in via Cassia 472, si è svolta la serata di apertura della terza edizione del Festival Internazionale del Cinema Patologico, iniziativa patrocinata da RaiCinema e UIL Web TV e che deve la sua esistenza principalmente, se non esclusivamente, alla passione e all’impegno profusi dall’attore Dario D’Ambrosi – che del festival stesso è produttore, direttore artistico, nonché presentatore – affiancato dall’Associazione Teatro Patologico Onlus., da sempre in prima linea nella ricerca teatrale delle tematiche relative al disagio mentale.

Il programma della rassegna è articolato in quattro serate durante le quali gareggeranno tra loro le opere finaliste (12 cortometraggi e 4 lungometraggi) appositamente selezionate da una giuria – ed è questa la particolarità di assoluto rilievo – composta interamente da persone con disabilità mentali e presieduta dall’attore diversamente abile Stefano Nicolò Amati.
Le opere in gara non sono necessariamente legate al tema della malattia psichica ma presentano come oggetto le tematiche più varie.

La singolarità dell’evento non risiede però tanto nel suo contenuto quanto piuttosto nel suo “contenitore”, quel Teatro Patologico dove, una volta entrati, non si vorrebbe davvero più uscire.

Qui infatti si entra in una dimensione totalmente nuova, dove si respirano un’aria familiare, un’umanità, un calore altrimenti non ravvisabili all’esterno. Qui le distanze vengono del tutto annullate e non esistono più quei muri divisori tra chi è considerato “sano” e chi no da parte di una società i cui canoni così ingessati finiscono spesso per ingabbiare le persone in ruoli predeterminati, senza lasciare la possibilità di far valere la propria individualità e le proprie personali propensioni.

Il percorso intrapreso da alcuni anni a questa parte da D’Ambrosi assieme ai ragazzi diversamente abili della compagnia teatrale “La Magia del Teatro” – i quali compongono anche la giuria di questo festival – si prefigge proprio lo scopo di favorire l’integrazione dei disabili mentali attraverso l’arte, in questo caso il teatro.

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La rassegna in cartellone ha pertanto il fine di fungere da ulteriore cassa di risonanza per questo progetto e per ora vi sta riuscendo alla grande, almeno a giudicare dalla considerevole eco mediatica riscossa in particolar modo grazie all’interessamento di giornali, radio e notiziari TV a livello nazionale.

La serata d’apertura si è svolta in tre fasi: la presentazione uno ad uno di tutti e venti i componenti della giuria, la trasmissione di alcuni brevi documentari relativi alla disabilità psichica e, infine, l’esibizione del cantautore Simone Cristicchi.

Di particolare interesse si sono rivelati i tre filmati proposti all’attenzione di un pubblico numeroso oltre le più rosee previsioni.

Il primo, un documentario girato amatorialmente circa quindici anni fa all’interno di un OPG (Ospedale Psichiatrico Giudiziario), aveva come oggetto la condizione di coloro che vivono internati in queste strutture di assurda e forzata reclusione, dove – ancora oggi – si assiste a una sistematica violazione dei più elementari diritti di libertà e dignità umani.
Una pallidissima schiarita sembra però intravedersi all’orizzonte, dal momento che a partire dal 31 marzo 2013 gli OPG scompariranno per effetto di un decreto già approvato dal parlamento. Ciò però non fuga del tutto i dubbi circa la riconversione di tali strutture e la reale consistenza dei progetti di integrazione dei circa 1.400 detenuti sparsi tra i sei penitenziari ancora presenti sul suolo italiano.

Il secondo filmato era invece un estratto di una docu-fiction realizzata dalla “Cooperativa Sociale Integrata Matrioska” – sorta per effetto di una sinergia tra Italia e Bielorussia – avente come oggetto la situazione all’interno dei manicomi presenti nell’Europa dell’Est, in particolare Ucraina e Bielorussia stessa.

Infine, il terzo e ultimo filmato era un trailer del documentario “Dalla Cassia a New York” che tra circa due mesi verrà presentato al pubblico nella sua versione integrale di circa due ore e racconterà l’esperienza “americana” di D’Ambrosi e della sua compagnia teatrale presso il prestigioso Teatro Cafè La Mama di New York, dove l’anno scorso la stessa ensemble ha portato in scena una rappresentazione de la “Medea” di Euripide.

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Dopo una breve pausa, come accennato, è stata infine la volta di Simone Cristicchi – salutato al proprio ingresso da un’autentica ovazione del pubblico – che ha lasciato tutti gli astanti con la bocca letteralmente aperta per la sua bravura ma anche per la sua infinita umiltà, oltre che sincerità.

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Un ragazzo davvero d’oro, prima ancora che uno dei cantautori più stimati nell’attuale panorama musicale italico. Il suo spettacolo è durato circa quaranta minuti ed è stato sapientemente calibrato tra gag esilaranti, caratterizzate da stornelli comici in romano, e momenti di perfetta magia e notevole intensità poetica grazie ai suoi brani più noti tra i quali è spiccata senz’altro una magnifica esecuzione di Ti Regalerò Una Rosa – brano già vincitore del Festival di San Remo nel 2007 – che in un contesto del genere ha assunto un significato ancor più profondo. Bellissima anche L’Ultimo Walzer, brano facente parte del suo ultimo disco, di recente pubblicazione.

Terminato il concerto, Dario D’Ambrosi ha salutato il pubblico dando appuntamento per la serata successiva e ringraziando tutti quanti per essere accorsi così numerosi.

A quel punto potete star certi che, dopo tre ore di immersione in una realtà così calda, umana e accogliente, la cosa più difficile è stata quella di doversene andare via.
E peccato non aver mai considerato l’opzione di avere un CD di Simone Cristicchi nella collezione di musica da ascoltare in macchina, dal momento che questo avrebbe di certo, almeno in parte, lenito il dolore del distacco e prolungato l’idillio della serata quantomeno nel tragitto fino a casa.

Valerio Di Marco
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