Home AMBIENTE Disboscamento selvaggio in Via Vitorchiano, cosa fa il XX Municipio?

Disboscamento selvaggio in Via Vitorchiano, cosa fa il XX Municipio?

abbattimento-alberi.jpg“Una distruzione sistematica del patrimonio boschivo è in atto, a partire da una settimana a questa parte, in via Vitorchiano. Si tratta di un’operazione di disboscamento selvaggio di cipressi e platani monumentali, il tutto in una zona tutelata da più di un vincolo paesaggistico sancito dal PTPR.” La grave denuncia ci giunge dal nostro lettore Edoardo Orsi, che così prosegue.

“In particolare la società SIAD, che possiede un piccolo deposito di gas infiammabili e tossici a meno di 15 metri dalle rive del Tevere e a meno di 20 metri dalla via Flaminia, dalla sede della facoltà di Scienze Infermieristiche e dalle abitazioni, sta abbattendo giorno dopo giorno decine di platani e cipressi monumentali. Alberi maestosi, plurisecolari, alti dai 30 ai 50 metri e tagliati come fossero erba secca per far posto ad altri Silos o a chissà cosa. Alberi che avevano dimora accanto alla sede della SIAD e che caratterizzavano il panorama della zona, ora radicalmente trasformato.”
Davanti a tale scempio “cosa fa – si chiede Edoardo – l’amministrazione del XX Municipio?”

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6 COMMENTI

  1. Allora, pare che la cosa sia formalmente diversa nella forma, un po’ meno nella sostanza. Ho verificato e pare che non si tratti di disboscamento totale: gli alberi, tutti giganteschi, più alti di 30 metri (alcuni arrivavano a 50) sono stati tagliati (decapitati, quasi) fino ad un’altezza di circa 6 metri lasciando praticamente solo il tronco e l’operazione è stata dichiarata come “potatura”.

    Ora, le “potature” a mio modesto avviso secondo logica le potature sono un’operazione che dovrebbe essere operata sempre dal servizio giardini per alberature di queste dimensioni, anche su aree private. Alcuni esempi: a dividere la stazione Due Ponti e la Via Flaminia c’era l’anno scorso un pregevole boschetto di tigli adulti che offriva uno schermo verde al cemento della stazione e faceva da ornamentale cornice alla Flaminia. Su iniziativa dei proprietari della stazione di servizio Q8 adiacente sono stati “potati”: ora rimane solo qualche tronco secco e una stazione nuova, una bella colata di cemento in faccia a tutti. Chi ripristinerà le alberature?? Quando?

    E ancora: vi ricordate nel Piazzale di Ponte Milvio, accanto all’edificio del dazio pontificio (quello con l’antica torretta con orologio) vi era un cedro del Libano di 30 metri semplicemente stupefacente. Anche quello è stato “potato” per permettere la visibilità dalla piazza della facciata psichedelica del ristorante alle sue spalle… andatelo a vedere ora.

    Insomma: ci vuole vigilanza e controllo. Un albero ci mette secoli a raggiungere forma e dimensioni così fuori dal comune, e gli alberi sono un patrimonio del territorio. Il NOSTRO territorio, cioè di tutti.

    Chi deve vigilare? Chi non sta vigilando?

  2. L’unico cambiamento che restera ‘ dopo il passaggio di questa sciagurata amministrazione nel municipio xx sara’ la scomparsa degli alberi… Ed e’ il danno al quale e’ piu’ difficile rimediare.

  3. Laura fortunatamente ho scattato delle foto del prima e del dopo, appena possibile le invierò al blog. Si vedono chiaramente le dimensioni degli alberi che spiccano di decine di metri rispetto alle costruzioni vicine (sono alti, per fare un’esempio 4 volte un lampione, 6 o 7 volte un silo) e soprattutto si vede che ora sono ridotti a semplici monconi di tronchi.

  4. trovata la legge, trovato l’inganno! POTATURA! Che faccia tosta, potatura il ridurre a monchetto! Non siamo in TV dove Vianello ricava uno stuzzicadenti da un intero albero. Gli alberi sono un patrimonio che dobbiamo salvare.
    HA ragione Edoardo! Dove Chi non sta vigilando?

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