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Omaggio a Fabrizio De Andrè, Danilo Rea al Teatro Parioli

danilorea.jpgNell’ambito del programma Parioli in Musica, Danilo Rea, uno dei più apprezzati pianisti jazz – definito da Thomas Conrad, critico della rivista American Jazztimes, uno dei pianisti più talentuosi a livello internazionale – presenterà al pubblico del Teatro Parioli Peppino De Filippo il suo personalissimo omaggio alla musica di Fabrizio De Andrè. L’evento, che avrà luogo lunedì 19 marzo, prevede l’esecuzione di alcuni grandi classici tratti dallo sterminato repertorio del cantautore genovese.

Nato a Vicenza nel 1957, Danilo Rea si trasferisce con la famiglia a Roma fin da bambino e si diploma in pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia. Il suo debutto sulle scene avviene a 18 anni con il Trio di Roma, di cui fa parte insieme a Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto. Nell’ambiente jazz inizia a farsi conoscere ed apprezzare, arrivando a suonare con mostri sacri del calibro di Chet Baker, Lee Konitz, Steve Grossman, Michael Brecker, Billy Cobham, Gato Barbieri, Joe Lovano, Kenny Wheeler, John Scofield, solo per citarne alcuni.

Danilo Rea riesce ad attirare l’attenzione degli ascoltatori soprattutto grazie alla grande versatilità e all’apertura musicale.E quindi non sorprende che in Italia venga considerato come il grande poeta tra i musicisti di jazz e che sia diventato famoso suonando con molti cantautori e cantanti come Claudio Baglioni, Domenico Modugno, Gianni Morandi,Adriano Celentano, Renato Zero, Pino Daniele,Gino Paoli, Fiorella Mannoia, e Mina.

Ora entrambi i mondi, quello del jazz e quello della canzone d’autore, si fondono magicamente in questo”Omaggio a Fabrizio De Andrè”.

Spogliate dal significato effettivo della parola, le canzoni di De Andrè diventano l’ideale ispirazione per la grande forza creativa di Rea che si muove fra brani intramontabili come “Bocca di Rosa”e “La Canzone di Marinella”, intense ballate struggenti (“Caro Amore”, “La Stagione del tuo Amore”),fino al blues e allo swing sincopato (“La Ballata Dell’Amore Cieco”) per arrivare persino a passaggi di puro free jazz (“Girotondo”).  Ne scaturisce un magnifico omaggio alle canzoni di De André traboccante di melodia e di tecnica straordinaria, del tutto personale e originale.

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