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Parco di Veio – Pezzella: due anni di fatti e non di chiacchiere

“Mi dispiace che il consigliere del XX Municipio Marco Tolli si accorga solo ora che il piano di assetto non esiste da 14 anni. Forse sarebbe dovuto uscire dal ‘letargo’ quando nei precedenti anni al commissariamento hanno continuato un percorso di stesura del piano senza arrivare ad una conclusione. Una consuetudine che si è ripetuta nel tempo, quando hanno cercato di partorire un piano inadeguato alla procedura della Vas che non interagiva con i Sindaci della Comunità”. Così Massimo Pezzella, commissario straordinario del Parco regionale di Veio.

“Due anni di commissariamento – continua Pezzella – hanno messo in cantiere una serie di provvedimenti e adeguamenti per dare una risposta concreta agli oltre 250 mila abitanti del parco e soprattutto ad interagire con una comunità dei Sindaci che è rimasta molto delusa dall’atteggiamento di quell’amministrazione di sinistra non curante delle loro esigenze. Tra pochi giorni il piano verrà portato in Regione dopo ben 14 anni dall’istituzione dell’Ente e finalmente rispettando delle procedure precise dettate dalla legge e cittadini potranno diventare protagonisti sul piano attraverso le osservazioni e le loro proposte. Una forma democratica che proprio nei tre anni di gestione precedenti alla mia non è stata applicata.”

“Presento il piano per dare voce ai cittadini, per dare la possibilità al territorio di interagire con noi e rendere questo splendido parco ancora più bello e a misura di uomo. Una tra le grandi vittorie del mio commissariamento – incalza Pezzella – è stata la presentazione e approvazione in regione del piano di controllo dei cinghiali; il consigliere Tolli non si è accorto che negli ultimi tre anni dell’amministrazione passata i cinghiali sono aumentati in maniera esponenziale e hanno creato non pochi problemi ai cittadini entrando spesso nelle abitazione e provocando incidenti onerosi per l’amministrazione regionale e per il parco”.

“Altro grande risultato positivo – prosegue Pezzella – sarà dare ai cittadini del parco entro il prossimo anno una sede adeguata per interagire meglio i nostri uffici. Una sede nuova, di oltre 1000 metri quadri al servizio dei cittadini a costo zero. Ovvero andro’ a far risparmiare all’amministrazione oltre 80 mila euro l’anno.  Grazie al commissariamento del parco di Veio – conclude Pezzella – finalmente i cittadini possono avere un piano di assetto, una sede nuova, un piano di controllo del territorio adeguato. Io faccio i fatti e non le chiacchiere demagogiche come altri”.

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3 COMMENTI

  1. Il Comitato di Quartiere Karol Wojtyla chiede ufficialmente di conoscere integralmente Subito il Piano di Assetto in modo da farlo conoscere ai Cittadini .
    Come presidente attendo un incontro a conferma dei buoni propositi .
    I cittadini sono poco interessati a queste schermaglie e molto piu’ attenti ai contenuti accostando ad essi la vostra capacita di ASCOLTARLI.
    L’ideale sarebbe partecipare ad un assemblea pubblica dove tutte le autorita e i comitati cittadini possano dialogare e magari CONDIVIDERE nella piu’ completa TRASPARENZA .

    Erminio D’Agostino

  2. Per quanto riguarda l’Inviolatella Borghese l’Ente Parco di Veio ha fatto un bel lavoro bonificando e ripulendo l’area a sinistra di Via dell’Inviolatella grazie anche all’impegno costante del Dott. Gazzani. Ora quella parte di Parco si presenta in ottime condizioni.

  3. Il Commissario Straordinario afferma con sicurezza che “tra pochi giorni il piano verrà portato in Regione dopo ben 14 anni dall’istituzione dell’Ente …. finalmente rispettando delle procedure precise dettate dalla legge “, che non risultano invece essere state affatto rispettate nella sostanza in termini sia di “metodo” che di “merito”.
    In effetti gli elaborati definitivi del Piano di Assetto adottato come “proposta” con deliberazione n. 5 del 12.2.2012 sono stati trasmessi alla Comunità del Parco di Veio per il parere di sua competenza da esprimere entro 30 giorni, trascorsi i quali il Piano verrà pubblicato per un tempo complessivo di 60 giorni, “da considerarsi inclusivo del periodo di deposito di quaranta giorni previsto dalla L.R. n. 29/97 art. 26 comma 4”.
    Ma fra gli elaborati trasmessi manca il documento conclusivo di Scoping che andava peraltro pubblicato sul sito web tanto dell’Ente Parco quanto della Regione Lazio e che in termini di “merito” non consentirà alla Comunità del Parco di verificare che di fatto non sono state rispettate le prescrizioni dettate per la redazione del Rapporto Ambientale: il rispetto di tali prescrizioni avrebbe portato alla revisione degli elaborati del Piano di Assetto ed in particolare di quelli relativi alle violazioni dei vincoli di inedificabilità totale o parziale imposti tanto dai Piani Territoriali Paesistici (PTP) n. 4 “Valle del Tevere” e n. 15/7 “Veio-Cesano” quanto dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR), al soddisfacimento degli standard urbanistici di tipo edilizio da assicurare al di fuori dei 5 Parchi Territoriali in particolare e del Parco di Veio in generale ed alla tutela del patrimonio archeologico e storico-monumentale da aumentare ben oltre le sole città di Veio, Villa di Livia e Malborghetto.
    La deliberazione del Commissario Straordinario n. 5 del 13.2.2012 presenta inoltre un altro grave vizio di legittimità in termini anche di “metodo” perché sovrappone indebitamente la pubblicazione dei 60 giorni che è relativa alla “proposta” del Piano di Assetto con la pubblicazione dei 40 giorni che invece riguarda una “adozione” (o se vogliamo una “riadozione”) che non c’è stata, dal momento che – una volta presentate le osservazioni alla “proposta” e fatte le dovute controdeduzioni assieme all’Ufficio VIA della Regione Lazio – in base alla legge regionale n. 29/1997 sia le une che le altre vanno trasmesse alla Giunta Regionale assieme al Piano di Assetto che sarà però rimasto sotto forma di “proposta” e non di “piano adottato”.
    A questo punto la Comunità del Parco di Veio dovrebbe ribadire a maggior ragione il suo parere negativo e comunque la Giunta Regionale non dovrebbe consentire la pubblicazione della “proposta” di Piano di Assetto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio (BURL) dal momento che ai sensi della lettera c) del comma 2 dell’art. 18 della legge regionale n. 29/1997 è proprio lei che “esercita il controllo di legittimità e di merito sugli atti adottati dal Consiglio Direttivo” o da chi ne fa le veci, fra cui rientra espressamente anche il Piano di Assetto ai fini della sua pubblicazione sul BURL.
    In caso contrario, a difesa della legalità chiunque potrebbe impugnare presso il TAR del Lazio l’atto pubblicato sul BURL se non denunciare addirittura alla Comunità Economica Europea la recidiva violazione della Direttiva 2001/42/CE sulla VAS.

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