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Parco di Veio – Marino, Tolli (PD): due anni di commissariamento zero risultati

“Sono passati quasi due anni dal commissariamento imposto dal presidente Polverini dei parchi regionali del Lazio, azione che avrebbe dovuto consentire, tra l’altro, un controllo diretto e rapidità di azioni per garantire più ristretti percorsi nell’approvazione dei piani di assetto. Ad oggi registriamo, invece, la totale paralisi dell’azione amministrativa ai danni dei contribuenti, degli operatori e degli abitanti nei parchi”. Così in una nota Estella Marino, responsabile ambiente del PD di Roma e Marco Tolli, responsabile periferie e vice presidente della commissione grandi parchi e urbanistica del XX Municipio.

“Caso emblematico è quello di Veio dove da agosto 2010 il commissariamento, anche per l’ostilità dei sindaci di centrodestra, ha addirittura rallentato il percorso di approvazione di un piano d’assetto che a Roma nord è atteso da anni. Anzichè dare continuità al percorso già avviato dalla precedente gestione di centrosinistra sono stati recentemente approvati dei provvedimenti commissariali che hanno messo in discussione, sia pure temporaneamente, la legittimità delle procedure di carattere ambientale (Valutazione ambientale strategica) adottate dalla precedente Amministrazione nonostante un parere di congruità sulle stesse espresso da un autorevole Dipartimento del Ministero dell’Ambiente.”

“Ciò ha comportato la temporanea sospensione dell’adozione del piano di assetto e la sua nuova adozione a distanza di alcuni mesi per il recepimento di alcune osservazioni della procedura VAS, che a detta della stessa delibera del Commissario, sono di lievissima entità. Tutto ciò ovviamente comporterà di nuovo il coinvolgimento della Comunità del Parco che si vedrà recapitare un piano che è praticamente identico a quello su quale essa si era espressa, due anni prima, negativamente.”

“Viene da chiedersi se in una fase di grave difficoltà economica, come quella che stiamo vivendo, non era possibile trovare un’altra soluzione procedurale. Viene il sospetto – incalzano i due esponenti del PD – che, invece, il vero obiettivo è di mettere il cappello del centro destra ad un piano elaborato e portato a compimento dal centrosinistra. Il prezzo vero di tanta protervia lo stanno pagando, come al solito, tutti quegli operatori e proprietari che avrebbero sperato in tempi molto più rapidi.”

“Tutto ciò mette in evidenza – concludono Tolli e Marino – che è proprio l’impianto di governo dei parchi che deve essere messo in discussione. Si proceda ,dunque, rapidamente ad una riforma tesa a snellire le procedure ed a rimuovere odiose burocrazie prevedendo, inoltre, la cancellazione dei consigli e la sola nomina di un direttore generale incaricato dall’assessorato all’ambiente regionale per restituire dignità operativa agli stessi parchi e creare le condizioni, attraverso la rapida approvazione dei piani di assetto, per uno sviluppo economico in linea con i principi della sostenibilità ambientale sulla falsariga di quanto sta facendo, ad esempio, la Provincia di Roma”.

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4 COMMENTI

  1. Mi vedo costretto a correggere diverse delle inesattezze che ho letto nella nota in questione, perché non è assolutamente accettabile che si faccia opera di completa disinformazione, facendo credere a chi legge quello che non é.
    Non è anzitutto esatto affermare che il commissariamento di un Ente Parco sia finalizzato ad “un controllo diretto e rapidità di azioni per garantire più ristretti percorsi nell’approvazione dei piani di assetto”.
    La Sezione 1T del Tar del Lazio nell’Ordinanza Collegiale 17 dicembre 2010 n.1886 ha “considerato, peraltro, che la gestione di ogni Ente pubblico commissariato compete agli Organi previsti … e che, quale logico corollario, la gestione commissariale dell’Ente, in sostituzione degli Organi ordinariamente preposti, non può che avere carattere eccezionale e, dunque, per un arco, ovviamente, limitato di tempo che non può essere vanificato”.
    Per tali motivi l’associazione VAS (di cui sono responsabile nazionale per Parchi e Territorio) il 6.4.2011 ha inoltrato una diffida legale all’ On. Polverini, che non si è fin qui minimamente preoccupata del reato di omissione di atti dovuti d’ufficio in cui rischia ormai di incorrere.
    In data 29 gennaio 2010 la Comunità del Parco di Veio ha espresso parere negativo al Piano di Assetto così come adottato dal Consiglio Direttivo con delibera n. 32 del 9.12.2009, perché in totale violazione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS): si è trattato di un atto dovuto, di certo non “di ostilità dei Sindaci di centrodestra” visto che è stato votato a larga maggioranza non solo dai 6 Comuni di centrodestra, ma anche dalla Provincia di Roma, con l’astensione dei 3 Comuni di centrosinistra (Formello, Campagnano e Mazzano Romano) che non se la sono evidentemente sentita di votare a favore di un piano totalmente viziato di legittimità.
    A me risulta che non ci sia stato affatto un “autorevole” Dipartimento del Ministero dell’Ambiente che avrebbe dato un “parere di congruità” sulle procedure di VAS adottate: risulta invece una nota del 10.8.2010 della Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali (provocata dal sottoscritto) che riconosce come conclusa solo la fase cosiddetta di Scoping con un documento trasmesso dall’Ufficio VIA della Regione Lazio il 24.3.2010, vale a dire 4 mesi dopo che il Piano di Assetto era stato adottato senza l’obbligatorio Rapporto Ambientale da redigere in base alle prescrizioni dettate proprio con il documento conclusivo di Scoping: la nota ribadisce che il Piano di Assetto, una volta redatto nel rispetto del Rapporto Ambientale che ne deve determinare le scelte, va pubblicato per 60 giorni come “proposta”, per cui non è possibile “trovare un’altra soluzione procedurale” perché sarebbe illecita e comunque in violazione della Direttiva 2001/42/CE sulla VAS.
    In termini di “metodo” il Commissario Straordinario ha quindi correttamente cercato di chiudere il contenzioso rimasto aperto tra la Comunità del Parco di Veio e gli altri organi dell’Ente (Presidente e consiglio Direttivo), senza che la Giunta Regionale abbia ritenuto di intervenire in tutto questo frattempo così come prescrive l’art. 18 della legge regionale n. 29/1997, revocando dapprima in via di autotutela con deliberazione n. 49 del 30.12.2011 l’atto di adozione del Consiglio Direttivo n. 32/2009 ed adottando poi con successiva deliberazione n. 5 del 13.2.2012 la “proposta” del Piano di Assetto dopo aver ritenuto conclusa la “procedura di integrazione degli elaborati di Piano, comprensiva di limitate modifiche agli stessi, nel rispetto degli esiti della Valutazione Ambientale Strategica come espressi dall’autorità competente nel documento conclusivo di scoping”.
    In termini di “merito” invece hanno ragione Marco Tolli ed Estella Marino nel mettere in risalto che “sono di lievissima entità” le modifiche apportate agli elaborati del Piano di Assetto, rimasto sostanzialmente lo stesso adottato nel 2009 e quindi con tutti gli stessi vizi di legittimità di allora.
    Mi preme infine far presente l’impianto di governo dei parchi che Tolli e Marino mettono in discussione arrivando a proporre addirittura la cancellazione dei Consigli Direttivi (e quindi la rappresentanza che dentro di essi hanno i Comuni) e la nomina di un “direttore generale” al di sopra di tutto e di tutti.
    Se fino ad oggi ha funzionato per lo più male è esclusivamente per colpa della “politica” che vuole le mani libere e non accetta di sottoporsi alle “regole” di un Piano di Assetto: per tali ragioni non è stato voluto adottare fin dal 2004, quando ero membro del 1° Consiglio Direttivo dell’Ente Parco di Veio.
    Non è quindi con soluzioni “monocratiche” che non sono affatto esenti dal “nepotismo politico” che si risolve il problema.

  2. Caro Rodolfo,

    quando affermo che le gestioni commissariali di fatto garantiscono o dovrebbero garantire percorsi amministrativi più snelli, sto esprimento un mio giudizio politico che va al di là delle definizioni normative legate allo status giuridico del commissariamento. Credo inoltre che tale considerazione sia anche molto presente nell’immaginario collettivo.

    Aggiungo che il testo della delibera di adozione del 13 febbraio recita: “che a seguito delle richieste di annullamento in autotutela della Deliberazione di C.D.
    n.32/2009 di adozione del Piano per presunto mancato rispetto di quanto previsto dal D.Lgs.152/2006 e s.m.i. con nota prot. n. 1763 del 12 maggio 2010 è stato richiesto al consulente giuridico dell’Ente un parere di legittimità degli atti, acquisito in termini positivi con nota prot. n.1967 del 28 maggio 2010;
    che a seguito di istanza del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (prot. 2445 del 1/7/2010) finalizzata alla richiesta di chiarimenti in merito alla presunta mancata osservanza della normativa in materia di VAS, l’Ente ha trasmesso in data 26 luglio 2010 con prot. n. 2603 la propria memoria chiarificatrice; che in data 16 agosto 2010 con prot. n. 2791 il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare a seguito dell’esame della memoria in narrativa ha dichiarato regolarmente conclusa in data 29 marzo 2010 la fase di consultazione con le autorità competenti in materia ambientale;”

    Hai comunque colto il senso della mia denucia politica: Veio è commissariato da quasi due anni e il Presidente della regione non ha ancora proceduto a superare una fase che tu stesso sostieni debba essere breve ed eccezionale. In due anni, che non sono pochi, il commissario ha adottato lo stesso piano chiuso dalla gestione precedente e avviato il monitoraggio del parco, progetto (citato da Pezzella nella risposta al mio comunicato) che ha trovato finanziato e in stato avanzato. Ho sempre pensato che la continuità amministrativa fosse un valore da difendere nell’interesse dei cittadini. Questo atteggiamento invece, teso a mettere il cappello politico su tutto, soprattutto quando non si hanno molte cose da raccontare risulta sbagliato e offensivo.

    Ci tengo a fare due ulteriori considerazioni dato che non ho intezione di rispondere ai tanti consiglieri del PDL municipale, tutti di rito giacominiano, che si sono stretti attorno ad un uomo della loro squadra. Ciò che emerge è soltanto la solidarietà di gruppo, priva di qualsiasi convizione politica. Cosa significa questo? Semplice: il nostro Municipio non ha rapporti istituzionali con il parco, nonostante questa fortissima affinità correntizia. Questa è anche la ragione per la quale le commissioni o gli assessori competenti nulla sanno di ciò che avviene a Veio e il motivo per il quale sei costretto a ricordare al Presidente della commissione grandi parchi e al Presidente della commissione ambiente il loro disinteresse verso la materia.

    E, infine, sull’impianto di governo degli enti o delle agenzie regionali ritengo che una riflessione vada fatta. Nel Lazio abbiamo centinaia e centinaia di nominati (spesso senza competenze) dalla politica. Per fare un esempio ogni Ater (ex Iacp) ha sette consiglieri. Le aziende sono 7 (c’è anche l’Ater di civitavecchia!!) per un totale di 49 persone che per conto della politica si occupano delle case popolari. Il nostro paese non può più permettersi questo.

    marco Tolli

  3. Le premesse della deliberazione n. 5 del 13.2.2012 che il cons. Tolli ha voluto citare non sono del tutto rispondenti al vero e siccome riportano i fatti in modo incompleto, distorto e strumentale mi costringono a fare opera di dovuta corretta informazione per chi ci legge.
    A nome dell’associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS) con nota prot. n. 3 del 5.2.2010 ho chiesto fra l’altro all’allora Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo il controllo di legittimità degli atti relativi alla adozione del Piano di Assetto del Parco di Veio in considerazione del rispetto dovuto della normativa vigente in materia di Valutazione Ambientale Strategica.
    Con successiva nota prot. n. 9 del 19.3.2010 indirizzata fra gli altri sempre al Ministro Prestigiacomo ho sollecitato anche l’annullamento della Circolare dell’Area Valutazione Impatto Ambientale della Regione Lazio prot. n. 044962 del 19.2.2010 secondo cui a seguito della adozione del Piano di Assetto andavano sovrapposte le 2 pubblicazioni del tutto diverse fra loro anche sui tempi (di 60 e di 40 giorni), riconfermate ora dalla delibera n. 5/2012 ma per la “proposta” del Piano di Assetto.
    Alle 2 suddette note di VAS (non citate nelle premesse della delibera n. 5/2012) ha dato seguito il Direttore Generale per le Valutazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente, dott. Giuseppe Italiano, che con nota prot. n. 15977 del 23.6.2010 (citata nelle premesse della delibera n. 5/2012 come acquisita al protocollo dell’Ente con il n. 2445 del 1.7.2010) ha chiesto all’Ente Parco di Veio “di inviare una memoria e tutta la documentazione utile e necessaria al fine di fornire eventuali chiarimenti sulla procedura di VAS”.
    L’allora direttore dell’Ente Parco di Veio, arch. Salvatore Codispoti, ha risposto al dott. Giuseppe Italiano inviando una memoria con nota prot. n. 2603 del 26.7.2010 (citata nelle premesse della delibera n. 5/2012), a cui il sottoscritto ha immediatamente controdedotto eccependo punto per punto a nome di VAS con nota prot. n. 33 del 28.7.2010 (non citata nelle premesse della delibera n. 5/2012).
    Con nota prot. n. 19852 del 10 agosto 2010 il dott. Giuseppe Italiano ha dato seguito a tutte e tre le note trasmesse da VAS facendo sapere che “dall’esame della memoria e della documentazione pervenuta, risulta regolarmente conclusa in data 29 marzo 2010 la fase di consultazione con le autorità competenti in materia ambientale”: metto in risalto che la adozione del Piano di Assetto era già avvenuta 3 mesi e mezzo prima senza aspettare nemmeno la conclusione della suddetta fase di consultazione.
    La nota suddetta è stata trasmessa per conoscenza anche all’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio ed all’Ente Parco di Veio che la cita nelle premesse della delibera n. 5/2012 con il numero di protocollo 2791 del 16 agosto 2010 con cui l’ha presumibilmente acquisita agli atti.
    Metto ancor più in evidenza che nelle premesse della deliberazione n. 5/2012 non è stato invece riportato il passo successivo a quello sopra citato anche, che testualmente dice: “Ad oggi, non si è dato ancora avvio della consultazione con il pubblico. Tale consultazione, della durata di 60 giorni, avrà luogo a partire dalla data di pubblicazione sul BURL della proposta Piano di assetto del Parco, e del relativo Rapporto Ambientale e Sintesi non tecnica, così come indicato nel Rapporto preliminare ufficialmente trasmesso”.
    Oltre al suddetto passo, nelle premesse della delibera n. 5/2012 non è stato riportato che per i molteplici vizi di legittimità rilevati negli elaborati del Piano è stato richiesto l’annullamento della delibera di adozione n. 32/2009 da parte non solo da parte della Comunità del Parco di Veio (con il parere espresso in data 29.1.2010), dalla associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) (con nota prot. n. 1 del 1.2.2010), dalla associazione Legambiente Lazio (con un comunicato stampa del 16.2.2010), dalla associazione Lega Abolizione Caccia (LAC) (con nota del 17.3.2010), dalla associazione Italia Nostra (con nota del 24.3.2010) e dal Comitato Promotore del Parco di Veio e Comitato Cittadino XX Municipio (con nota congiunta del 22.4.2010).
    È stato invece riportato il parere di legittimità degli atti espresso dal consulente giuridico dell’Ente, avv. Riccardo Biz, con nota prot. n. 1967 del 10 maggio 2010 (cioè 5 mesi dopo la data di adozione del Piano di Assetto), secondo cui “l’annullamento per violazione di legge di piani e programmi è configurabile solo ove la valutazione ambientale strategica non intervenga prima dell’approvazione definitiva”.
    Il suddetto parere è stato sconfessato poi di fatto dalla stessa nota prot. 19852 del 10 agosto 2010 del Ministero dell’Ambiente.

  4. Beh, la delibera di cui parliamo è figlia di questa gestione. Deduco, caro rodolfo, che una stesura più attenta avrebbe dato maggiori motivazioni al percorso intrapreso.

    marco tolli

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