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Labaro – di Casa Lazio Bob Lovati non ne vogliono sapere

labaro2.jpgPetizioni, assemblee, interviste sui giornali, propaganda pubblica e sit-in. Per chi avesse seguito le ultime news da Labaro, non si può certo dire che di fronte ai problemi del quartiere i suoi cittadini siano rimasti impassibili. Da qualche mese, i “labarensi” si stanno trovando faccia a faccia con una scoraggiante prospettiva: il parco di Colli D’oro, 70enne angolo verde al centro del quartiere, presto verrà smantellato per ospitare un palazzetto dello sport ad opera della Lazio Volley, con il nome “Casa Lazio Bob Lovati”.

Ma i cittadini non ne vogliono minimamente sentir parlare e, sabato 10 marzo presso l’istituto ITIS B. Pascal, ne hanno dato conferma. La piccola aula proiezioni nell’arco di mezz’ora si è infatti gremita di persone. Assenti i rappresentanti politici, a parte Andrea Antonini, consigliere del gruppo misto del XX Municipio.

Sul proiettore vengono passate in rassegna foto, video e documenti che contribuiscono a compensare quell’informazione che i cittadini di Labaro rivendicano agguerriti.

Questo progetto è stato prima preso in gestione da Veltroni nel 2005 e poi dalla giunta Alemanno. Un intero arco costituzionale in poche parole. Noi chiediamo ai politici e agli amministratori non di abbattere il progetto, ma di spostarlo in un’altra area. Vi è stata inoltre una mancanza di trasparenza che ci potesse informare in maniera esplicativa la situazione” ha dichiarato Stefano Cella, rappresentante, assieme ad Angelo Natalucci, del Comitato Cittadino per il XX Municipio, organizzatore dell’evento.

Infatti, prima della pubblicazione degli atti ad opera del Comune, le uniche informazioni disponibili ai cittadini erano reperibili solo tramite Internet, tra l’altro tacciate di incompletezza. E nel rispondere alla mancata informazione, il Comitato ha schierato ingegneri, geometri, architetti e personalità competenti che potessero spiegare semplicemente il progetto agli interessati.

Siamo a favore della collettività perché i cittadini pagano per essere rappresentati e tutelati. Chiediamo al Comune e al Municipio di confrontarsi con i residenti e di rimettere mano al progetto” ha sostenuto Angelo Natalucci ricordando che proprio per questo, lo scorso lunedì 5 marzo, il Comitato aveva invitato Comune e XX Municipio a sedersi intorno ad un tavolo per consultare le carte del progetto e confrontarsi apertamente. Un incontro che peraltro era stato annunciato e promesso già fine gennaio (leggi qui).

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Il progetto “Casa Lazio Bob Lovati”

Il Comitato si è dichiarato contrario al progetto per diversi motivi: in primis la natura del terreno sul quale effettuare i lavori e subito dopo il mancato coinvolgimento dei diretti interessati, i cittadini appunto (ndr: stando al piano lottizzazioni del ’77, gli abitanti delle palazzine nei pressi del parco hanno pagato una tassa comunale che rendesse l’area “verde pubblico” e permettesse la condivisione con il resto del quartiere).

Terzo motivo, il passaggio da uno spazio pubblico ad uno privato, secondo la formula di 6+14 anni che garantisce la gestione del terreno alla Lazio Volley su concessione del Comune. Una formula quindi, non pubblica, ma concessionata ad un privato, che si sostiene tuttavia su tariffe comunali: 85 euro al mese, da aggiungersi ai 40 di iscrizione (stando agli atti del Comune del 2006).

Nella delibera del Comune del 2010, il progetto si suddivide in due lotti distinti.
Il primo edificio ha una capienza di 1.100 posti, ospita un campo da pallavolo/basket, una hall, 3 locali adibiti a palestre/sale attrezzistica, spogliatoi adiacenti, parcheggi ed una recinzione che copre ben 6 ettari su 7 totali del parco. Quest’edificio, stando agli atti, verrebbe concluso nell’arco di 16 mesi, quindi approssimativamente nel 2013 per un totale di 5 milioni e 300mila di progetto.
Il secondo edificio prevede 2 piscine, uffici amministrativi, un bar, una foresteria per gli atleti, uno spazio rivolto alla fisioterapia, un campo da beach volley esterno, giardini con giochi per bambini, recinzioni e parcheggi. Questo progetto, al contrario del primo, non ha garanzie certe.

Per concludere, molti i dubbi dell’assemblea sul numero degli iscritti, previsto solo per il primo anno di attività in ben 4mila. Ma anche la spinosa questione ambientale sottoposta da Legambiente riguardante l’abbattimento, il trapianto ed il ripopolamento degli alberi del parco, nonché l’inizio di un più ampio processo di cementificazione, destano viva preoccupazione.

Infatti, sono previsti più di 30 interventi, tra cui la costruzione di un centro commerciale nell’area del parco Marta Russo.

Di fronte alle ultime polemiche, Stefano Cella ha così risposto: “c’è chi dice che il parco sia degradato, ma l’unica cosa degradata è la manutenzione che dovrebbe gestirlo. Questa politica se non è in grado di risolvere i problemi, abbia almeno l’umiltà di fare un passo indietro“.

A margine dell’incontro, Andrea Antonini, consigliere del gruppo misto al XX Municipio e vice presidente di Casapound Italia, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La pineta non è da riqualificare, semmai da sottoporre a manutenzione, ma la cementificazione non sembra lo strumento più idoneo. Mi piace non assumere posizioni preconcette sui problemi concreti e per questo ho letto ed ascoltato tutte le parti in causa: il problema è che molte delle cose dichiarate da Comune e concessionario, non risultano corrispondenti a quanto scritto su progetti, delibere, pareri ecc., a cominciare dal numero di alberi da abbattere“.

Si tratta di un progetto volontariamente tenuto nascosto ai cittadini del quartiere, perchè consapevoli dell’impossibilità di farlo accettare. Ciò nonostante – ha spiegato Antonini – i toni usati nel corso dell’assemblea sono stati determinati ma pacati, e la rivendicazione sembra più che condivisibile: quella di costituire un tavolo di confronto tra cittadini, istituzioni e concessionari al fine di valutare una ricollocazione dell’impianto“.

E così ha concluso: “offro tutta la mia collaborazione a questa causa di civiltà a difesa degli spazi verdi e pubblici, ben sapendo che l’iter amministrativo è pressochè concluso; al contempo voglio ribadire a Comune, Municipio e concessionario la ferma determinazione ad aprire questo tavolo di confronto, anche perchè, a mio modo di vedere, ci troviamo davanti al rischio di realizzazione di una delle tante opere fantasma realizzate e poi abbandonate“.

Barbara Polidori

tutte le tappe della vicenda nei nostri precedenti articoli: clicca qui                                        

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4 COMMENTI

  1. Complimenti per la cronaca puntuale e molto precisa. Vi ringrazio a nome del Comitato Cittadino per il XX Municipio e mio personale per l’eco che state dando alle nostre richieste. Sembra che tutti ci stiano dando ragione, adesso attendiamo che da parte della politica (soprattutto quella Comunale) vengano non solo dei segnali, ma dei fatti concreti che portino al più presto (perchè i costi corrono) alla sospensione dei lavori ed alola costituzione di un tavolo di concertazione che metta a confronto le idee del Comune, del XX Municipio e dei CIttadini sulla soluzione di questo grave problema che incombe sul nostro quartiere. Grazie di cuore
    Stefano Cella

  2. Mi sembra che il titolo non riassume adeguatamente la posizione del Comitato che :

    1. Ne vuole sapere e vogliono contribuire a trovare una saggia mediazione tra escludere gli aspetti critici e negativi del progetto (luogo inadeguato con possibilità di trovare un altro spazio nel quartiere, invasività eccessiva, taglio di alberi, poca informazione e trasparenza da parte delle istituzioni comunali e municipali, ecc.)

    2. I cittadini vogliono essere informati e coinvolti

    3. Chiedono garanzie sulla gestione pubblica evitando la tentazione al lucro facile e cambiando finalità dell’opera

    Alle istituzioni municipali e comunali il compito di dare risposte convincenti e garantire un servizio utile per la comunità locale.

  3. A titolo di cronaca: lunedì 19 alle ore 9.30 sarà discusso in consiglio l’odg che ha recepito le istanze pervenute dall’assemblea cittadina del Pascal.

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