Home ATTUALITÀ Cassia: Agatha Christie inganna ancora allo Stabile del Giallo

Cassia: Agatha Christie inganna ancora allo Stabile del Giallo

Il Teatro Stabile del Giallo di via al Sesto Miglio 78, sulla Cassia, mette in scena dal 10 marzo al 13 maggio “L’Ospite Inatteso”, la commedia con delitto, scaturita dal genio di Agatha Christie, che fu rappresentata per la prima volta nel West End londinese sul finire degli anni cinquanta. Diretto da Raffaele Castria, questo spettacolo è animato da un nutrito numero di attori, tra i quali spiccano Linda Manganelli, Antonio Palumbo ed Anna Masullo.

“The Unexpected Guest” è un testo originale per il teatro che esordì, per la regia di Hubert Gregg, il 12 agosto 1958 al Duchess Theatre di Londra, la deliziosa struttura del West End che aprì i suoi battenti nel 1929.

A proposito della sera della prima, il critico Philip Hope-Wallace scrisse su “The Guardian”: “L’Ospite Inatteso è uno standard di Agatha Christie…(che) ha lasciato il pubblico del Duchess Theatre in uno stato di stupita incertezza, inducendolo in errore fino alla fine…”; mentre Laurence Kitchin, recensendo a sua volta la commedia su “The Observer”, ebbe modo di dire: “..c’è un’ingegnosa esposizione dei sospetti, come quando si scoperchiano i pozzi della depravazione e poi frettolosamente si rimettono i coperchi al loro posto”.
Inoltre, come nota di colore, “The Guardian” riportò anche che la regina Elisabetta II assistette alla rappresentazione del 16 febbraio 1959, essendo il cast all’oscuro di tale circostanza. In quella serata l’attore che interpretava Jan Warwick, Christopher Sandford, essendo malato, dovette essere rimpiazzato dal suo sostituto dopo l’intervallo.

Come “Caffè Nero” e “La Tela del Ragno”, anche “L’Ospite Inatteso” fu successivamente trasformato in romanzo da Charles Osborne, l’unico scrittore che sia mai stato autorizzato ad adattare i lavori della regina del giallo.

Lo spettacolo si divide in due atti che coprono un arco temporale di quasi ventiquattr’ore e l’azione della commedia si svolge nello studio della casa di Richard Warwick, nei pressi del canale di Bristol, nel Galles meridionale.
In una notte di nebbia fittissima, Michael Starkwedder, un forestiero che è finito con l’automobile in un fosso, si reca verso la casa dei Warwick con l’intenzione di fare una telefonata e, magari, di trovarvi asilo per la notte.

Dopo aver bussato invano sul vetro, Starkwedder tenta la maniglia della portafinestra dello studio e penetra nella casa dove, accanto al cadavere di Warwick, in piedi si trova la sua giovane ed affascinante moglie Laura, che impugna una pistola.
Contrariamente alle parole della stessa donna, che alla domanda “è stata lei?” risponde semplicemente “sì”, Starkwedder non crede alla colpevolezza di Laura Warwick e da questo momento in poi, con l’arrivo di altri personaggi sul luogo del delitto, si sussegue una serie di intrighi ed emozioni, un caleidoscopio di verità relative e verità fittizie e, tra suspance e humour tipicamente britannico, si arriva al colpo di scena finale: ciò che appare ovvio e scontato non corrisponde al vero e il colpevole può essere chiunque!

Regista di questo spettacolo e direttore artistico del teatro con base sulla Cassia fin dal 2000, Raffaele Castria ci ha spiegato che “il testo della Christie è stato rispettato in maniera maniacale e che questo non è uno spettacolo di regia, ma una rappresentazione che, nella sua ossessione filologica sfiora il concettuale: dalla posizione dei mobili alla marca dei divani, tutto trova riscontro nello script originale”.

Ritenendo “L’Ospite Inatteso” come “il miglior giallo teatrale dell’autrice britannica”, Castria ha anche aggiunto che “questo lavoro, oscillando costantemente tra la commedia brillante e il dramma, come’era prerogativa dei lavori di Shakespeare, dimostra ancora una volta la maestria drammaturgica della Christie, autrice in grado di produrre macchine di stupore e di suspance, di regalare commedie brillanti innestate su vicende brillanti”.

Inoltre, abbiamo chiesto a due protagonisti del cast di parlarci dei rispettivi personaggi: a proposito di Laura Warwick, Linda Manganelli, la deliziosa attrice che abbiamo avuto modo di apprezzare soprattutto in “The Hollow”, lo spettacolo messo in scena la scorsa stagione, ci ha detto: “Laura è una giovane donna che ha sensibilità, gentilezza, coraggio e forza d’animo – proprio così viene descritta dalla Christie – e credo che queste siano le parole migliori per connotare il suo carattere, così pieno di sfaccettature. All’inizio, Laura rivela un’indole fragile e disarmata, per poi mostrarsi sempre più coraggiosa e forte, pronta a sacrificarsi per amore, pronta a rischiare la propria vita per proteggere chi ama….una bella sfida!”.

Invece, Gigi Palla, parlando del suo personaggio, ci ha riferito che “Henry Angell, infermiere e domestico della vittima, è un individuo viscido dalle ottime maniere e dal linguaggio piuttosto ricercato, il quale probabilmente si sente attratto da quel mondo borghese per il quale lavora ma che di fatto non gli appartiene e dal quale tenta di ottenere il massimo dell’utile sfruttando biecamente la situazione che si è venuta a creare”.

Sul palco dello Stabile del Giallo ci sono anche Antonio Palumbo (un ottimo commissario Maigret in “Maigret al Liberty Bar” e un efficace ispettore Colquhoun in “The Hollow”), Anna Masullo (la bravissima attrice nonchè autrice di rappresentazioni gialle destinate al pubblico dei più piccoli) e Michele De Girolamo (uno dei giovani interpreti di “The Hole”, l’inquietante e convincente spettacolo che ha aperto la stagione del teatro), oltre a Anna Teresa Eugeni, Rocco Piciulo, Sebastiano Bianco ed Enrico Di Troia.

Dettto che le scene sono di Andrea Bianchi, i costumi di Debora Pagano, le musiche di Carlo Venezia e che l’aiuto regista è Alice Guidi, siate, dunque, i benvenuti al Teatro Stabile del Giallo, dove il delitto, l’ironia ed una squisita ospitalità sono di casa.

Giovanni Berti
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