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La fine della Casta – Il sogno italiano: un libro di Sergio Brunozzi

Per la nostra rubrica cibo per la mente oggi parliamo di “La fine della Casta – Il sogno italiano” di Sergio Brunozzi e ne parliamo con l’autore, un personaggio dal passato variegato. Nato a Roma nel 1937, dopo essersi laureato in Scienze Statistiche e Attuariali ha lavorato in grandi società dell’informatica partendo dall’IBM Italia, passando per la Finsiel ed approdando, come consulente, al Piano Telematico Calabria. Poi, nel 2002, ha voltato pagina dedicandosi, con successo, alla scrittura. Ha già pubblicato ‘Desideri e certezze’, Chiave di violoncello’ e ‘Amore senza tramonto’.

La fine della Casta – Il sogno italiano

In un mondo di insoddisfatti accade che una ristretta élite di cittadini dissidenti, stanca della inefficienza del sistema paese, attraverso contatti via internet, inizia a progettare per gioco uno Stato nuovo, fondato sul liberismo, in alternativa a quello attuale, oramai sclerotizzato nei suoi difetti, quindi immodificabile.
Infatti, malgrado siano profondamente convinti che la transizione ad un nuovo stato non possa avvenire come naturale evoluzione di quello attuale, non demordono e, per non cadere vittime dello sconforto, per gioco, s’impegnano nel disegno di una nuova struttura, basata sulla centralità del cittadino, quindi sul principio della sussidiarietà.

E’ chiaro che per realizzare questo loro sogno, ci sarebbe bisogno di una forte discontinuità che cancelli completamente l’attuale sistema di governo, e permetta di ripartire da zero.. Inaspettatamente, la piccola comunità di sognatori crescerà vertiginosamente e farà sentire la propria voce cui, però, i politici rimarranno indifferenti.

Il romanzo è quindi la storia di una comunità di sognatori, di persone deluse dall’essere divenute burattini nelle mani di una burocrazia autoreferenziale, distratta e cristallizzata, manovrata dalle abili mani dei politici, complici dell’immobilismo.

E’ la storia di una comunità virtuale di dissidenti ed insoddisfatti che si crea spontaneamente attraverso i Blog, sui quali, personaggi illuminati, scrivono documenti in cui dibattono i temi di grande attualità: la droga, i Pacs, il ruolo della Chiesa, l’eutanasia, il liberalismo e tanto altro. Al punto di creare una sorta di esecutivo ombra, regolato da nuovi sistemi sviluppati dai sognatori, elaborati con zelo e con la mente sgombra da pregiudizi.

Sullo sfondo delle bellezze di Roma, nasce la storia d’amore tra Leonardo ed Anna, che s’intreccerà con le storie degli altri protagonisti. Il padre di Anna, il professor Pietro Giglio, ex professore universitario, oggi in pensione, accanito sostenitore del liberismo, convive con una sessantottina con la quale ha accesi dibattiti politici. Comunque si amano, tanto quanto sono distanti dalle rispettive idee politiche. Anna è la loro unica figlia.

Giovanni, professore universitario di economia politica, amico di Pietro, ha un suo blog personale: “Il Dissidente: una voce…nel deserto” sul quale scrive delle sue insoddisfazioni e le sue idee su di un nuovo Stato, veramente al servizio dei cittadini. Accoglie nel suo sito i documenti di Pietro.
Ancora Matteo, ex insegnante del Liceo Visconti titolare del Blog: Nuovo Ordine.

Il giovane sociologo Luca è il capo di una fitta rete di giovani dissidenti che raggiungerà diverse centinaia di migliaia di aderenti, organizzati in Commissioni di studio per ridisegnare il modus operandi del nuovo modello di stato. Luca arruolerà Pietro, Matteo e Giovanni in una missione che sembra un…..sogno. Il sogno italiano.
Leonardo (ex testa di cuoio), fidanzato di Anna, ha invece scelto la strada della rivoluzione armata poiché è disperato: la sua piccola azienda, è in fallimento, ha alle spalle un matrimonio naufragato nell’indifferenza e nella frivolezza di sua moglie Ludovica. Dopo molti colloqui non riesce a trovare un nuovo lavoro. E’ agganciato da un gruppo eversivo che apprezza il passato di Leonardo in un corpo speciale dell’esercito, in cui era soprannominato “Il Migliore”. Gli affideranno l’incarico di uccidere un famoso e scomodo personaggio. Lo straziante amore tra Leonardo e Anna riuscirà a sopravvivere alle vicissitudini, perché ha le basi profonde di una vera e indistruttibile passione.

Si avvererà il sogno o prevarrà la violenza?
Il palcoscenico, su cui recitano i personaggi della storia, è quello di Roma, la Roma del Caffè della Pace, del Parco della Musica, delle grandi opere pittoriche, delle affascinanti chiese, dell’incanto dei viali del lungo Tevere.

La narrazione è densa di momenti di pathos e di colpi di scena, capaci di tenere il lettore con il fiato sospeso, lasciandolo, al tempo stesso, riflettere sui tanti mali dell’attuale società.

A colloquio con Sergio Brunozzi

Sergio, perché ha scritto questo romanzo, con quali obiettivi? Il romanzo, pur essendo di per sé una piacevole lettura, è uno strumento per indurre, suo malgrado, il lettore a riflettere, quasi naturalmente, sui problemi aperti, di una certa rilevanza, e più attuali e controversi del nostro paese, derivandone una piacevole sensazione di consapevolezza.

I personaggi sono frutto della tua fantasia? Alcuni no! Ma non posso rivelare quali. Il lettore attento li scoprirà da solo, è sufficiente avere a mente la storia recente socio-politica.

Nasci informatico, hai lavorato decenni per la grande Big Blue, l’IBM. Un lavoro apparentemente inconciliabile con il mestiere di scrittore. C’è una risposta ironica alla quale spesso ricorro: ‘Anche gli informatici hanno un cuore!’ Ma tornando al serio devo ammettere che, come molti di noi hanno un sogno nel cassetto, anch’io ne avevo uno mai espresso perché impegnato professionalmente per circa quarant’anni. Vorrei aggiungere che ‘scrivere è vivere’, poiché, attraverso questa difficile forma di espressione è possibile liberare il proprio spirito, esternare i propri sentimenti e le proprie emozioni vissuti o immaginari. Ogni volta che rileggo un mio romanzo scopro che, senza essere aprioristicamente un elemento del progetto di scrittura, ritrovo me stesso.

Claudio Cafasso

Un libro è cibo per la mente. Se non sapete cosa donare a voi stessi o ad un amico, regalate cibo per la mente: è un sano nutrimento.

1 commento

  1. E’ solo un romanzo, ognuno è libero di apprezzarlo e goderselo.
    Ma per i lettori attratti dal titolo oggi di grande appeal, “La Fine della Casta”, voglio segnalare il più lucido giornalista-scrittore italiano, Maurizio Blondet, che, sul sito http://www.effedieffe.com , espone in maniera molto più profonda e veritiera, non limitandosi alle solite chiacchiere da bar, quali immensi danni stia provocando la Casta non solo all’economia italiana, ma all’intera nostra (ex) civiltà.

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